ISTITUTO “BOBBIO” DI CARIGNANO – Franco Zanet, ventitré anni da preside: gli ingredienti di una carriera di successo

Franco Zanet preside Istituto Bobbio

Abbiamo intervistato il nostro preside  professor Franco Zanet, poiché la fine di questo anno scolastico è anche la conclusione della sua carriera scolastica. Franco Zanet, dirigente scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore “Norberto Bobbio” (Liceo e Alberghiero) di Carignano  si è dimostrato sempre molto disponibile e competente, una persona seria e che ha a cuore il suo lavoro.

Da quanti anni fa il preside?
Sono preside da ventitré anni, di cui gli ultimi quindici presso questo Istituto, ma prima lo ero stato a Rivarolo Canavese, Vinovo e Carmagnola.
Prima di fare il preside, ha insegnato? Se sì, quali materie?
Sì, precedentemente ho insegnato italiano e storia, sia alle medie che alle superiori. Ho frequentato il liceo classico, successivamente mi sono laureato presso l’Università “La Sapienza” di Roma in filosofia e subito dopo mi sono trasferito in Piemonte.
Le piace questo lavoro? In cosa consiste?



Questo lavoro mi piace molto, in particolare l’aspetto organizzativo, ma anche all’amministrativo, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, mi dedico volentieri.
Ho apprezzato il periodo in cui ho seguito l’ampliamento strutturale dell’Alberghiero: nonostante le restrizioni del Ministero, ho trovato la collaborazione dell’architetto Moro nella ristrutturazione dell’ala verde, portando la scuola agli attuali 1500 allievi, contro gli 800 di quando sono arrivato.
Quali sono le difficoltà e gli ostacoli del suo mestiere, professor Franxo Zanet ?
Ho lavorato molto in autonomia, cercando di perseguire determinati obiettivi. Così sono riuscito a dare vita a nuovi indirizzi scolastici, al corso serale e ai corsi biennali post laurea sul turismo.
Come ha influito il ruolo di preside nella sua vita quotidiana?
Il mio ruolo ha influito molto, sia per il tanto tempo che vi ho dedicato, sia perché ho condiviso questo ruolo con mia moglie, preside a sua volta ed ora in pensione.
Qual è stato il momento più significativo della sua carriera?
Il progetto Interreg è l’esperienza che ricordo con maggior affetto. Si è trattato di uno scambio culturale Italia-Francia, finanziato dai fondi europei. In sostanza è stato uno scambio di competenze multidisciplinari tra istituti (quattro italiani e quattro francesi della Costa Azzurra) Lo Steiner, il Mucci, il Beccari e noi del Bobbio. Il progetto si è concluso con l’organizzazione di una cena di gala in Italia, organizzata e preparata dagli istituti francesi ed una cena in Francia organizzata da nostri istituti alberghieri. Queste cene sono state nominate “Terranomia” ovvero la fusione delle parole Enogastronomia e Terra.
C’è un aneddoto curioso o divertente legato alla sua professione?
Odissea. In uno degli ultimi anni da professore, durante una visita d’istruzione, mi sono trovato ad affrontare una vera emergenza. Recatici all’aeroporto per imbarcarci da Praga verso l’Italia, ho scoperto che un alunno aveva smarrito la carta d’identità. Dramma: si è trattato di prendere una decisione in breve tempo , ma per breve che fosse, nel frattempo l’orario d’imbarco era passato. Siamo comunque dovuti recarci dalla polizia per denunciare lo smarrimento del documento, dopo di che ci siamo recati all’ambasciata italiana per velocizzare la pratica di emissione di un nuovo documento. Abbiamo attraversato Praga a bordo di taxi da una parte all’altra fino a recarci all’aeroporto, ormai certi di avere perso il volo, ma con immensa sorpresa abbiamo trovato l’aereo lì ad aspettarci (due ore dopo l’orario previsto!).
Qual è il ricordo, legato a questi anni, che si porterà in pensione?
Sicuramente l’organizzazione del Salone del Gusto di Genova e l’apertura dell’anno accademico del Miur presso la Reggia di Venaria. E poi il ristorante didattico a scuola.
Cosa le mancherà di più?
Mi mancherà tutto, perché il mio lavoro ha occupato molto spazio nella mia vita. Mi mancheranno i ragazzi, le collaborazioni etc. …
Quali sono i suoi progetti per il futuro di Franco Zanet?
Viaggiare per affrontare la malinconia: viaggi lontani, viaggi lunghi… Vorrei visitare India e Nepal.
Cosa augura al suo futuro collega?
Di raccogliere le stesse soddisfazioni e grandi successi. Ringrazio i collaboratori che mi hanno supportato: le professoresse Galliano, Grande, Beux, Torta, Baggio, Raimondo.
Un augurio per i suoi studenti, passati e futuri?
Dati i successi degli ex allievi, auguro loro carriere floride: abbiamo ex allievi ingegneri, medici, cuochi famosi che hanno fatto carriera e quindi auguro a tutti gli allievi di avere successo negli studi e, per chi continuerà a studiare auguro successo negli studi, per chi lavorerà di trovare il lavoro loro di realizzarsi al meglio,  dimostrando le proprie capacità.

L’intervista al preside Franco Zanet è  cura di Elisa Borghino, Carmen Paolone e Marina Pautasso

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