Lotta alla zanzara tigre anche in casa. L’insetto ama le piccole raccolte d’acqua

Anche quest’anno il Comune di Carignano ha aderito alla campagna di lotta alla zanzara tigre promossa dalla Regione Piemonte e attuata dall’ I.P.L.A..- Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente. Attraverso piani di lotta, Regione e Comuni da anni ne controllano la diffusione.
Di colore nero con anelli bianchi sull’addome e sulle zampe, questa zanzara molto attiva di giorno e che punge soprattutto all’aperto ha una evidente striscia bianca longitudinale sul dorso che la rende facilmente riconoscibile.
La zanzara tigre usa piccole raccolte d’acqua per moltiplicarsi, Nelle nostre case, negozi, scuole, giardini, cortili, orti urbani, ecc. si possono, involontariamente, creare delle condizioni favorevoli al suo sviluppo.
Tra maggio e luglio a Carignano sono state sottoposte a trattamento larvicida le caditoie stradali sul territorio e nelle vie del centro.
Tali trattamenti negli spazi pubblici, però, da soli non possono risolvere il problema: la conoscenza del ciclo biologico della zanzara e la modifica di alcune abitudini da parte dei cittadini possono aiutare a contenere la sua presenza sul territorio e la proliferazione.

Alcune precauzioni da adottare: pulire periodicamente le grondaie per evitare ristagni d’acqua; cambiare frequentemente l’acqua dei vasi e svuotare quella dei sottovasi; tenere vuote vasche e fontane o introdurvi dei pesci; capovolgere o non lasciare all’aperto oggetti che, con la pioggia, possono riempirsi d’acqua; coprire ermeticamente con zanzariere i recipienti che contengono acqua per l’irrigazione; non abbandonare all’aperto rifiuti e teli di plastica; trattare periodicamente con prodotti larvicidi tutte le raccolte d’acqua non eliminabili (tombini, caditoie, ecc.).
Il numero verde 800.171.198 può  essere contattato per avere informazioni o segnalare la presenza di focolai sul territorio. Per approfondimenti: zanzare.ipla.org.



La zanzara tigre è un fastidioso insetto originario del sud-est asiatico, le cui uova sono state veicolate anche in paesi lontani attraverso il commercio dei copertoni. Gran parte delle regioni a clima temperato ne sono ormai invase. Anche in Italia questa zanzara è riuscita a trovare condizioni climatiche tali da permetterle di superare indenne gli inverni e di proliferare dalla tarda primavera alla metà dell’autunno. Questa zanzara utilizza piccole raccolte d’acqua per completare il suo ciclo di sviluppo. In origine era infatti legata alla foresta pluviale, dove tuttora si riproduce grazie all’acqua raccolta nelle cavità degli alberi, nelle ascelle fogliari e nei grossi fiori tropicali. Poi, in seguito dell’espansione dei centri abitati, è venuta in contatto con svariati manufatti in grado di contenere acqua e li ha sfruttati per continuare a sopravvivere nelle zone originarie e per diffondersi passivamente in tutto il globo. A differenza delle zanzare comuni, la zanzara tigre è molto attiva anche durante le ore diurne, soprattutto all’aperto. E’ una zanzara che vola poco distante dai siti dove nasce e predilige muoversi lungo le zone ombrose e ben vegetate quali parchi e giardini. Non essendo più possibile eradicarla, è necessario cercare di tenerla sotto controllo, ossia al di sotto di una soglia di tolleranza che ne permetta una coesistenza con l’uomo e limiti la possibilità di diffusione di malattie tropicali accidentalmente introdotte da viaggiatori di ritorno dalle zone endemiche. Il modo più efficace per limitare il numero di zanzare è quello di ridurre i luoghi adatti al loro sviluppo, i cosiddetti “focolai larvali” che possono trovarsi nelle case di ognuno di noi senza che ce ne rendiamo conto. La maggior parte dei focolai utilizzati dalla zanzara tigre si trovano infatti in giardini, orti, terrazzi e addirittura all’interno delle abitazioni. In pratica, ogni piccola raccolta d’acqua stagnante può diventare un luogo di sviluppo delle larve di zanzara tigre. Alcuni focolai sono ben identificabili, come fusti e bidoni, altri possono sfuggire, come vasi e sottovasi, altri ancora sono ben celati, come cisterne sotterranee e raccolte d’acqua in tombini e caditoie. E’ perciò necessario esaminare con cura tutta la casa, in particolare i luoghi all’aperto (giardini, orti, cortili, terrazzi, balconi), ma non solo, per identificare i possibili focolai di sviluppo larvale. Fatto ciò, per ogni focolaio identificato si devono trovare delle soluzioni secondo questo semplice schema: – se il recipiente che contiene l’acqua (o può contenerla in seguito a piogge) non serve, occorre eliminarlo (es. rifiuti), tenerlo rovesciato (es. secchi e bidoni) o svuotarlo e riporlo al chiuso (es. giochi ed altre attrezzature di plastica); – se l’acqua potrebbe scorrere via ma è bloccata occorre rimuovere ciò che ostruisce lo scolo (es. vasche, lavandini o grondaie otturate); – se il recipiente e l’acqua che contiene hanno una loro utilità (es. fusti degli orti) occorre chiudere ermeticamente il recipiente con un coperchio a chiusura stagna, un telo da zanzariera o di plastica ben teso e ben legato per impedire alle zanzare di entrare e uscire liberamente; – se il recipiente non si può chiudere, ma è sufficientemente ampio e l’acqua è sempre disponibile (es. vasche ornamentali) è sufficiente metterci dentro dei piccoli pesci, ottimi predatori di larve di zanzara, per renderlo inoffensivo; – se il recipiente è piccolo e facilmente maneggiabile (es. sottovasi) occorre svuotarlo completamente almeno una volta a settimana (ad es. versando l’acqua nella terra del vaso) e pulirlo con una spugnetta abrasiva per eliminare eventuali uova deposte al suo interno; – se invece di ha a che fare con una raccolta d’acqua non gestibile in alcuno dei modi fin qui visti (ad esempio quella che si raccoglie all’interno delle caditoie sifonate, delle cisterne sotterranee, delle griglie di scolo, o dei pozzetti di ispezione delle grondaie) è necessario effettuare periodici trattamenti con appositi prodotti larvicidi dal mese di maggio alla metà di ottobre. Questi prodotti si possono trovare in commercio nei negozi di forniture per il giardinaggio, i fai da te, i consorzi agrari e in alcuni supermercati ben forniti. Ve ne sono di vari tipi, ma in ogni caso occorre attenersi alle istruzioni riportate in etichetta. Ovviamente anche su suolo pubblico si possono trovare focolai di sviluppo. Per questo motivo, sul territorio di molti comuni dell’area metropolitana torinese, un tecnico incaricato verifica periodicamente la presenza di larve di zanzare in questi focolai. In caso di positività, il focolaio viene trattato nella maniera più opportuna. Lo stesso tecnico può essere chiamato a casa vostra per svolgere un sopralluogo con occhio esperto, alla ricerca dei focolai e delle possibili soluzioni da adottare. Basta chiamare il numero verde 800.171.198 e lasciare i propri contatti (nome, indirizzo e numero di telefono). Lo stesso numero può essere contattato per avere informazioni o segnalare la presenza di focolai sul territorio. (Queste e molte altre informazioni sul problema si possono trovare sul sito zanzare.ipla.org e sulla relativa pagina facebook www.facebook.com/zanzare.ipla).


Condividi questo articolo

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.