Come salvarsi la vita grazie a Bartleby, lo ha raccontato Massimo Tallone all’Aperilibro Ragazzi

Aperilibro Ragzzi Ottobre

Leggere i classici fa bene. Addirittura salva la vita. Ne è convinto Massimo Tallone che alla lettura terapeutica ha dedicato una delle sue ultime fatiche dal titolo “Bartleby mi ha salvato la vita” (Buendia Book, 2018). E il volume dello scrittore piemontese, che ha per protagonista, non unico ma accompagnato da una ricca galleria di personaggi della lettura mondiale di tutti i secoli, lo scrivano di Herman Melville, serve per darci una modalità per affrontare forse risolvere, tutte le questioni che la vita ci propone.

“Io ero una persona che non sapeva dire di no a nessuno”,  ha raccontato Tallone ai ragazzi delle Scuole Medie presenti nella Biblioteca di Carmagnola, venerdì 18 ottobre in occasione del secondo incontro dell’Aperilibro Ragazzi organizzato dal Gruppo di Lettura Carmagnola con i giovani allievi. “Ero disponibile a leggere i libri di 1700 pagine scritti dagli amici dando loro consigli sulla pubblicazione; aiutavo i vicini nei traslochi, ero pronto a dare una mano in qualsiasi occasione a chiunque me lo chiedesse. Anche se non ne avevo voglia e il farlo mi costava fatica. Ma non sapevo dire di no. La lettura di ‘Bartleby, lo scrivano’ di Melville, mi ha aiutato a negarmi per quelle incombenze che mi pesano, usando la sua massima ‘avrei preferenza di no’ per scrollarmi di dosso gli inopportuni”.



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Avviato alla lettura intensiva dai romanzi di Georges Simenon fin dalla prima infanzia, iniziando con “L’omino di Arcangelo” uno dei pochi che non ha per protagonista il commissario Maigret, Tallone è stato un lettore attento e accanito per tutta la vita e lo è tuttora.

“La letteratura mi ha aiutato in tutti i casi della vita, anche quelli difficili”, ha sottolineato lo scrittore di origine fossanese al pubblico dell’Aperilibro Ragazzi. “Ogni situazione che la sorte ci propone è già stata descritta dagli autori classici. Dieci anni fa fui sottoposto a un difficile intervento chirurgico dall’esito molto incerto. Avevo paura e non sapevo come affrontare quell’operazione. Poi mi ricordai di D’Artagnan e mi dissi che dovevo affrontare i giorni successivi con lo stesso spirito guascone del moschettiere di Alexandre Dumas e andai sotto i ferri con rinnovato vigore. E sono sopravvissuto. Anche nei dieci lunghi mesi di noiosa terapia post operatoria la letteratura mi ha aiutato. Per natura sono uno spirito impaziente e friggevo nel letto nel quale ero relegato. Poi ho ripensato alla pazienza di Santiago, il vecchio pescatore protagonista de “Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway, che per tre mesi di fila uscì a pesca senza prendere nulla. Deriso dai suoi giovani colleghi Santiago non perse mai la pazienza e dopo novanta giorni catturò un gigantesco merlin, un pregiato pesce spada, così grande che non stava nemmeno sulla barca. Come Santiago anch’io dovevo essere paziente. E in quel modo superai quella lunga degenza”.

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Se leggere è insegnamento di vita, leggere richiede anche fatica. “Qualsiasi cosa si faccia nella vita bisogna faticare per ottenere risultati. Nello sport, nel mondo del lavoro, nelle relazioni interpersonali. Nulla ci è concesso gratuitamente. Il maratoneta si allena per anni prima di affrontare la corsa. Leggere non è sempre facile. A volte si fa fatica ad affrontare pagine che sembrano non darci immediata soddisfazione, poi improvvisamente l’autore ci fa scoprire un mondo meraviglioso e allora le parole scorrono con una rapidità coinvolgendoci sempre più profondamente nella lettura”.

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Una serata che, come i bei libri, è scorsa via veloce fra gli interventi di Massimo Tallone, stimolato dal direttore del Corriere di Carmagnola, Pierpaolo Boschero, e le mille domande dei ragazzi, interessati a conoscere i grandi personaggi della letteratura, e che da venerdì scorso hanno nuovi eroi. A cominciare da Bartleby, che ha insegnato loro a dire no. Ma solo quando la richiesta è inopportuna.

Prossimo Aperilibro Ragazzi venerdì 15 novembre (ore 21; Carmagnola, Sala Monviso, Cascina Vigna, via San Francesco di Sales 175) : “Abbiamo toccato le stelle” di Riccardo Cazzaniga. Lo sport non è fatto solo di vittorie e di sconfitte. È importante anche come si vince e come si perde. Perché essere un campione non significa soltanto conquistare una medaglia, battere un record, dominare nella propria disciplina, ma conquistare un primato morale, saper difendere un ideale nobile, dare un esempio. E combattere contro avversari invisibili e subdoli come la discriminazione razziale, politica o sessuale, contro malattie o infortuni gravissimi, o semplicemente contro regole ingiuste e tradizioni fuori dal tempo. I protagonisti di questi venti racconti, con le loro scelte coraggiose e la loro straordinaria capacità di lottare, ci mostrano come lo sport può cambiare il mondo, quando si fa portavoce dei più alti valori umani. La storia di Yusra Mardini, ragazza che scappò a nuoto dalla guerra; di Gino Bartali, campione che pedalò per salvare centinaia di ebrei; di Emile Griffith, pugile che uccise sul ring e amò gli uomini; di Kathrine Switzer, prima donna a correre una maratona; di Peter Norman, eroe silenzioso tra i due giganti del 1968: queste e tante altre storie raccontate dalla voce forte e dolce, epica e commovente di Riccardo Gazzaniga.

Aperilibro Ragazzi di venerdì 15 novembre:costo della presentazione-laboratorio 1 euro. Prenotazione: tel.  392 5938504.

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