Autonomia differenziata per il Piemonte, il consiglio regionale ha approvato la delibera. La trattativa si sposta a Roma

Autonomia differenziata per il Piemonte

Il Piemonte vuole l’autonomia differenziata e la strada per ottenerla ora diventa più facile e l’obiettivo meno distante.  Il Consiglio regionale ha infatti approvato oggi, giovedì 19 dicembre a Palazzo Lascaris, la delibera che consente al presidente della Giunta regionale Alberto Cirio di avviare il confronto con il Governo per l’attribuzione alla Regione di nuove competenze.
Il documento ha ottenuto 36 voti favorevoli, astenuti i consiglieri di Luv mentre non ha partecipato al voto il M5s,
“Sono fiero del risultato raggiunto – è stato il  primo commento del presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia – l’autonomia differenziata rappresenta un traguardo storico per il Piemonte. Ringrazio tutta l’assemblea legislativa per il lavoro svolto e le minoranze per il senso di responsabilità dimostrato. La nostra Regione si appresta ad affrontare una sfida di maturità e serietà, anche se il percorso non sarà semplice, ma sono certo che servirà a garantire migliori condizioni di efficienza e benessere per tutti i piemontesi”.
“E’ un momento da assaporare, senza trionfalismi, ma consapevoli di aver fatto un passo importante nel processo di valorizzazione della nostra Regione – ha commentato in Aula il presidente della Giunta regionale Alberto Cirio – sono soddisfatto che si sia giunti all’approvazione attraverso un voto che va al di là della maggioranza. Chiediamo al governo di darci più responsabilità per migliorare il nostro Piemonte, perché nell’autonomia differenziata c’è la possibilità di dare risposte migliori a tutti i cittadini”.



Nell’intervento introduttivo svolto in aula il 17 dicembre, quando è iniziato l’esame della delibera, il presidente Cirio aveva voluto ribadire alcuni concetti. Innanzitutto che “l’autonomia che rivendichiamo è in attuazione della Costituzione, non in attuazione di un manifesto propagandistico di tipo politico o partitico, e non intende tradire la tradizione di solidarietà della nostra Regione. Perché, come ho detto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella con grande orgoglio, il Piemonte ha fatto l’Italia, qui c’è stato il primo Parlamento, e non abbiamo nessuna intenzione di disfarla e neanche di tradire l’eredità sempre costante dei Santi sociali e della solidarietà, che ci rende gloriosi in tutta Italia e nel mondo. Però per essere solidali bisogna stare bene, e l’autonomia aiuterà il Piemonte a stare bene”. Poi aveva puntualizzato che “abbiamo recuperato un anno e mezzo di tempo perché abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione una posizione che abbiamo definito timida ma che abbiamo voluto mantenere. Siamo partiti dalla delibera che c’era e l’abbiamo arricchita degli elementi concernenti soprattutto il commercio estero, l’innovazione, la scuola e il governo del territorio. Questa è la ragione per cui in sei mesi siamo stati pronti e ora potremo incardinare la trattativa con Roma insieme a Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna“.
Ripercorrendo il cammino che ha portato al voto, Cirio ha ricordato: “Il 9 agosto abbiamo approvato in Giunta la delibera che ampliava le materie richieste rispetto a quella della precedente amministrazione, l’abbiamo trasmessa al Consiglio e abbiamo permesso ai consiglieri di poter dare il proprio contributo in modo trasparente e partecipativo, si svolte le audizioni e provveduto a tutti i passaggi. Devo ringraziare tutta la maggioranza che ha messo testa, passione e impegno su questa delibera, ma anche tutte le forze dell’opposizione, hanno dimostrato di voler entrare nel merito e soprattutto di non porre ostacoli di tipo ostruzionistico”.

Per Alberto Preioni (Lega) “oggi è un giorno importante per il Piemonte. Grazie alla Lega e alla sua forte connotazione autonomistica, il disegno per dare più competenze al Piemonte fa un importante passo avanti.  Nel lavoro svolto in Commissione, nel gruppo di lavoro e nell’Aula, è emerso come ci sia una effettiva necessità di trasferimento di funzioni sul nostro territorio per avvicinarle ai cittadini. Il forte consenso raccolto darà più forza al presidente nella trattativa con il governo”.
Domenico Ravetti (Pd) ha ricordato che il suo partito ha messo “ancora una volta al centro il destino del nostro Piemonte. Abbiamo proposto un percorso utile e modificato il testo iniziale con i nostri emendamenti, tanto che non vi siete discostati troppo dal documento Chiamparino. Il risultato raggiunto sulla scuola, con l’esclusione del reclutamento del personale tra le competenze regionali, su cui ci eravamo espressi in modo contrario, ci ha permesso di votare favorevolmente al provvedimento”.
Sul reclutamento del personale scolastico a livello regionale aveva espresso perplessità  anche Maurizio Marrone (Fdi): “C’è per noi un orgoglio particolare. Avevamo espresso il nostro sostegno, ma anche evidenziato alcune criticità del documento, come l’aspetto del reclutamento che avrebbe potuto essere interpretato  come conflittuale tra nord e sud. L’emendamento Fdi, Lega e Pd cancella qualsiasi equivoco sul provvedimento, inserendo le competenze regionali in una cornice di accordi maturati in conferenza stato-regioni,  mantenendo le competenze dell’ufficio scolastico regionale”.
Francesca Frediani (M5s) ha così motivato la non partecipazione al voto del suo gruppo: “Non siamo contro l’autonomia, lo abbiamo dimostrato durante i lavori con le nostre proposte, alcune delle quali sono state accolte e siamo soddisfatti. Purtroppo sulla maggioranza dei temi affrontati non ci avete convinto, a partire dalla scuola, e non solo per il reclutamento regionale del personale. Non possiamo condividere la visione del sistema formativo che emerge dal documento”.
Carlo Riva Vercellotti (Fi), presidente della prima Commissione, ha espresso la soddisfazione del suo gruppo per l’approvazione: “Si tratta di uno dei migliori documenti in Italia sull’autonomismo differenziato, rappresenta un’occasione importante per migliorare i servizi resi sul territorio. E’ bene che alcune funzioni si spostino dallo stato alle regioni, anche perché così ricadono  vicino ai cittadini. Migliorare in generale lo sviluppo del paese è la sfida che abbiamo di fronte, l’autonomia differenziata può aiutare a vincerla”.
Per Marco Grimaldi (Luv) “l’autonomia differenziata è utile se serve a garantire servizi migliori per la collettività, non ad accentuare le divisioni tra le regioni. Per questo mi astengo su una proposta che sembra più la rincorsa verso altri modelli che non ci appartengono, e in cui mancano i due temi davvero necessari: la crisi ambientale e climatica e la crisi del lavoro. Sono contento che almeno sulla scuola si sia fatto un passo indietro”.
“Un regalo che facciamo ai cittadini piemontesi – ha sottolineato ancora Cirio. “E’ un passo importante di cui siamo felici in quanto abbiamo mantenuto una velocità molto rapida e abbiamo recuperato il tempo di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, che era il primo dei nostri impegni elettorali – ha commentato appendendo simbolicamente all’albero di Natale allestito nel cortile di Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte,  un dossier bianco con coccarda rossa e oro contenente il testo del provvedimento insieme al presidente dell’assemblea, Stefano Allasia – L’autonomia differenziata è uno strumento per dare risposte migliori ai cittadini e darà anche maggiore responsabilità agli amministratori”.

La delibera chiede di trasferire competenze dallo Stato alla Regione Piemonte sulle seguenti materie: governo del territorio, beni paesaggistici e culturali; protezione civile e infrastrutture; tutela del lavoro, istruzione tecnica e professionale, istruzione e formazione professionale e istruzione universitaria; tutela della salute; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; ambiente; rapporti internazionali e con l’Unione europea; commercio con l’estero; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; organizzazione della giustizia di pace; protezione della fauna e dell’esercizio dell’attività venatoria; ordinamento sportivo; produzione, trasporto e distribuzione dell’energia; alimentazione; politiche di sviluppo e promozione delle aree montane.

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