L’avventura dello sguardo, i ritratti femminili di Vittorio Corcos al Museo Accorsi-Ometto di Torino

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Vittorio Corcos

La Fondazione Accorsi-Ometto rende omaggio a un altro importante pittore dell’Ottocento: Vittorio Corcos, maestro indiscusso del ritratto femminile.Curata da Carlo Sisi, attraverso una scelta mirata di opere, la mostra “Vittorio Corcos. L’avventura dello sguardo” al Museo di Arti decorative Accorsi-Ometto di Torino (via Po 55,www.fondazioneaccorsi-ometto.it) ripercorre sei “capitoli” di un’avventura dello sguardo che Corcos, tra XIX e XX secolo, traduce in quadri, ora intimi ora consacrati ai mille dettagli del lusso, così da restituirci, quasi percepibile e fragrante, l’aria del tempo. L’esposizione, inaugurata a ottobre, sarà visitabile fino al 16 febbraio.
IL PERCORSO ESPOSITIVO. La prima sezione, intitolataSguardi, presenta una serie di ritratti femminili che introducono il visitatore nell’universo poetico di Vittorio Corcos: la giovane malinconica e quella seducente, la signora di ritorno dalla passeggiata o in posa sul mare, la bella adolescente o l’intellettuale dimostrano l’assunto critico, già molto diffuso a suo tempo, secondo il quale Corcos sapeva cogliere non soltanto le incantevoli fisionomie delle sue modelle, ma anche i sentimenti più riposti e misteriosi, in una gamma innumerevole di tipi femminili e delle relative inclinazioni sentimentali. Nella sezioneIn posa nell’atelier, i protagonisti sono le personalità del tempo che frequentavano lo studio dell’artista, durante la sua brillante carriera: non solo le signore ritratte con dovizia di particolari, comeAnna Belimbau, moglie del pittore Adolfo oFernanda Ojetti, moglie del potentissimo Ugo, ma anche gli amici che, attraverso le loro pose disinvolte, documentano la partecipazione a comuni consuetudini di vita e interessi culturali con l’artista: tra questi,Jack La Bolina, pseudonimo di Augusto Vecchi, ufficiale di marina, noto soprattutto come scrittore di romanzi e di racconti oppure il pittoreFrancesco Gioliche, con il fratello Luigi, teneva studio nello stesso edificio abitato da Corcos.



Vittorio Corcos

La sezioneAria di Parigicomprende, oltre ai dipinti esplicitamente francesi, come la delicataJeune femme se promenant au Bois de Boulogne– che doveva far parte di una più ampia composizione, a tutt’oggi sconosciuta – o le splendideIstitutrici ai Campi Elisi, il ritratto della Figlia di Jack La Bolina che ricorda le eleganze diDe Nittise degli amici impressionisti. Corcos, del resto, aveva avuto un’esperienza parigina che gli aveva consentito di aggiornare il proprio sguardo sugli indirizzi artistici e sullo stile di vita che portava alla ribalta i protagonisti dellaBelle Époque.

La sezione dedicata alSalotto della “gentile ignota”introduce il visitatore nell’eletto circolo dellamoglie di Vittorio Corcos, Emma Rotigliano,assidua corrispondente diGiovanni Pascoliche le aveva attribuito quell’enigmatico appellativo. Accanto al ritratto di Emma si avvicendano quelli degli illustri frequentatori di casa Corcos: il poetaGiosue Carducci, l’ormai anziano macchiaioloSilvestro Legao il compositorePietro Mascagni. Nella sezioneLuce mediterraneala costa livornese fa da sfondo al quadro In lettura sul mare, straordinaria prova di pittura en plein air in grado di attestare la qualità stilistica raggiunta da Corcos anche nel genere del paesaggio, di cui ne è ulteriore testimonianza il lirico scorcio di Pracchia, piccolo borgo della montagna pistoiese. L’ultima sezione consacrata all’Eterno femmininoriassume in due ‘capitoli’ il tema della donna sviluppato, in arte come in letteratura, dalDecadentismo:il quadroSogni, fra i più celebri di Corcos, incarna perfettamente la bellezza ineffabile delle donne amate e descritteda D’Annunzio e da Fogazzaro, mentre la ricca selezione di incisioni dedicata alle “vergini funeste” porta in mostra i massimi rappresentanti della cultura figurativa mitteleuropea alla vigilia delle Avanguardie. InSogni, Corcos riassume le inquietudini di un’epoca consapevole della propria crisi e a esso associa donne perdute ed altre venerate per la loro leggendaria bellezza, comeLina Cavalieri,“massima testimonianza di Venere in terra” secondo D’Annunzio e soggetto molto congeniale all’estro compositivo del pittore.

Attento osservatore della moda del suo tempo, Corcos esibisce nella sua pittura un’eccezionale mimesi dei tessuti, dei ricami, dei gioielli, di ogni componente dell’abito utile a connotare la posizione sociale del personaggio ritratto,come si vede inCorinna Salmono inMaria Josè principessa di Piemonte, la négresse blonde, così chiamata a causa dei suoi indomabili capelli.

Vittorio Corcos (1859-1933) nasce a Livornoda famiglia ebraica e si forma, da giovane, nelle Accademie di Firenze e in quella di Napoli, città da lui ambita per la presenza diDomenico Morelli, convinto assertore del concetto di verità. Nel 1880 inizia l’esperienza parigina frequentando il vivace salotto diGiuseppe De Nittis, collettore degli ‘italiani di Parigi’, entrando nell’orbita del mercanteGoupilche sarà tramite di una precoce fortuna internazionale del pittore favorita dalla sua straordinaria abilità di ritrattista. Nel 1886 rientra a Livorno e sposaEmma Rotigliano, la “gentile ignota” corrispondente di Giovanni Pascoli, per poi trasferirsi a Firenze dove riceverà il battesimo in San Giovanni il 9 dicembre 1887.Il salotto di casa Corcosdiviene da allora meta affollatissima di letterati ed artisti, riflesso del milieu culturale aggiornato e poliglotta che si riflette nell’opera del pittore impegnato nella illustrazione di libri e di riviste, ma soprattutto nel ritrarre i protagonisti della società di fine secolo. Non mancano nella produzione di Corcos quadri di soggetto popolare che attestano la sua predisposizione verso lepoetiche del naturalismo e la pittura di genere, mala sua fama rimane legata a quelle figure femminili che furono dette “creature che hanno in sé qualche cosa del fantasma e del fiore”e che trovano la più coinvolgente rappresentazione nella già citata giovane del quadroSogni.
La mostra intende, quindi, fare propria quella efficace definizione critica per allestire lo scenario adatto a comprendereuna pittura da guardarsi con alla mano pagine di poesia e di romanzo, quelle stesse che, sulla fine del secolo, descrivevano bellezze regali, giovinezze fiere di anticonformismo intellettuale, cuori chiusi come fiori insidiosi o disponibili a una gioia sensuale.

Ulteriori informazioni: tel. 011.837688 int. 3;info@fondazioneaccorsi-ometto.it;www.fondazioneaccorsi-ometto.it.

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