Nuovi spazi per la Neonatologia di Moncalieri e un lettino in più per i bimbi prematuri

Neonatologia di MoncalieriUn lettino in più  nel reparto di neonatologia per i bimbi nati prematuri e spazi più ampi per i genitori e il personale all’ospedale Santa Croce di Moncalieri, dove oggi si è svolta l’inaugurazione dei lavori di ristrutturazione conclusi.   I lettini passano da quattro a cinque; negli ambienti del  reparto sono stati realizzati uno spazio in cui i genitori  possono trovare un po’ di relax nelle lunghe ore di assistenza ai piccoli ma soprattutto un’area adeguata e riservata ai colloqui tra il personale e i genitori e, infine, una cucina completamente restituita al personale che trova così modo di avere un proprio spazio per poter consumare i pasti o per piccole pause senza la sciare il reparto.

neonatologia di moncalieri


Il quinto lettino nella stagione invernale verrà utilizzato per l’isolamento dei piccoli pazienti affetti da bronchiolite da VRS quando si rendono necessarie terapie intensive.
I lavori sono stati resi possibili da investimenti direttamente erogati dall’Asl ai quali si sono aggiunti quelli dell’Associazione Amici della Neonatologia del Santa Croce.
“Un lettino in più per le necessità del territorio e spazi più confortevoli che danno una boccata di ossigeno alla Neonatologia –  ha detto il direttore della Pediatria, Antonio Marra – Siamo così in grado di dare maggiore disponibilità, anche per chi proviene da fuori territorio dell’Asl, per tutti quei neonati che necessitano di terapia intensiva. E’ un obiettivo raggiunto dall’Azienda ma fortemente voluto dal personale e dall’associazione che ci hanno messo il loro impegno e una parte delle risorse”.
Oltre al lettino e agli spazi,  verrà presto attivata, con i contributi dell’Associazione, una postazione per il monitoraggio centralizzato.
“Quello di oggi è un bel traguardo per la neonatologia della nostra Asl – ha dichiarato  il direttore sanitario dell’Asl TO5, Luciano Bernini -.Un letto in più è spazi adeguati sono la risposta concreta alle necessità del territorio e alla corretta umanizzazione, seppur nella limitatezza concessa dal Santa Croce, delle strutture dedicate a chi assiste i pazienti”.



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