La filiera della canapa industriale, risorsa ed eccellenza del territorio piemontese: con un ordine del giorno Davide Nicco porta all’attenzione della Regione la necessità di tutelarla

filiera della canapa

Approda in Regione la tutela e la difesa della filiera della canapa industriale con un  ordine del giorno proposto da Davide Nicco, come il consigliere  ci aveva anticipato in occasione di una recente intervista.

Nicco ha presentato per la calendarizzazione in Consiglio Regionale del Piemonte il documento che prevede la richiesta alla Regione di tutelare e proteggere le varietà di canapa industriale piemontesi, con particolare riferimento a quelle più pregiate Carmagnola e CS (Carmagnola Selezionata), riconoscendone l’eccellenza come coltivazione agricola.

 

“La canapa industriale  – ha dichiararo Nicco – è una coltivazione di tradizione secolare nella nostra Regione, in particolare nell’area agricola a sud del capoluogo. Negli ultimi anni nelle province di Torino e Cuneo ha avuto un notevole sviluppo una filiera specializzata nella produzione di riproduttori di sementi, che dato il loro pregio vengono poi venduti in tutto il mondo per essere impiegati nella coltivazione. La produzione di riproduttori di sementi ha raggiunto nel 2019 i 300 ettari coltivati, con 80 aziende agricole coinvolte, ma nel 2020, per soddisfare la domanda sempre crescente, si prevede che la produzione salga a circa 500 ettari coltivati per circa 150 aziende agricole coinvolte nella filiera.Oltre a rappresentare quindi una importante fonte occupazionale e imprenditoriale del territorio piemontese, lo sviluppo di questa filiera permette di promuovere un approccio ecologicamente sostenibile nei settori in cui la canapa viene utilizzata, ovvero nell’edilizia, nell’alimentare, nel cartario e nel farmaceutico“. Il consigliere Nicco conclude:  “L’ordine del giorno chiede quindi che la Regione ne riconosca l’eccellenza di questa coltivazione e si impegni a tutelare e proteggere in particolare le due varietà più pregiate e tipiche della nostra Regione, ovvero la Carmagnola e la CS “.

Qui il testo integrale dell’ordine del giorno presentato da Davide Nicco al Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte avente per oggetto la Difesa, tutela e salvaguardia della filiera della canapa industriale, risorsa ed eccellenza del territorio piemontese.

Il Consiglio regionale,

PREMESSO CHE

-La Regione Piemonte ha una tradizione secolare di coltivazione della canapa industriale, in particolare delle varietà storiche del territorio carmagnolese: Carmagnola e CS (Carmagnola Selezionata). Si tratta di varietà giganti (possono raggiungere anche i 7 mt di altezza): una volta ricercate in tutta Europa per la robustezza della fibra utilizzata a scopi militari e per la produzione di cordami e tessuti, oggi invece richieste in tutto il mondo per l’impiego dei fiori, soprattutto nel comparto farmaceutico data la loro naturale ricchezza di CBD, in percentuale più alta rispetto alle varietà di canapa industriale presenti sul mercato

– La coltivazione si era interrotta alla fine degli anni ‘50 a favore di altre colture meno faticose per gli agricoltori

– Si è iniziato nuovamente a coltivarla dagli inizi degli anni ‘90 su pochi ettari e da parte di agricoltori che hanno mantenuto vive queste varietà storiche coltivandole nel corso degli anni negli orti familiari

– Con il passare degli anni è cresciuto fortemente l’interesse per la coltivazione della canapa industriale, essendo riconosciute ormai da tutti le straordinarie possibilità di utilizzo in più settori (edilizia, alimentare, cartario, farmaceutico, tessile) nell’ottica di un’economia green, rivelandosi un’ottima coltura da rotazione, con proprietà ammendanti per i terreni, tanto che è coltivazione soggetta al contributo PAC al pari di altre

CONSIDERATO CHE

– La legge 242/2016 promuove ed incentiva la coltivazione della canapa industriale in Italia, e all’art.8 recita:
Lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, negli ambiti di rispettiva competenza, possono promuovere azioni di formazione in favore di coloro che operano nella filiera della canapa industriale e diffondono, attraverso specifici canali informativi, la conoscenza delle proprietà della canapa industriale e dei suoi utilizzi nel campo agronomico, agroindustriale, nutraceutico, della bioedilizia, della biocomponentistica e del confezionamento.

– La risoluzione approvata il 14/11/2019 dalla XIII Commissione sul tema canapa industriale, al punto g.5 parla di “costituzione di nuovi poli sementieri, a garanzia della qualità e della tipicità italiana delle varietà selezionate”

– Le superfici coltivate a canapa industriale sul territorio nazionale sono aumentate negli ultimi anni rispondendo al crescente interesse del mercato arrivando ad alcune migliaia

– In Piemonte si è sviluppata negli ultimi tre anni la filiera specializzata di riproduttori di semente delle varietà storiche del territorio che è arrivata a coltivare nel 2019 300 ettari coinvolgendo oltre 80 aziende agricole nelle quattro principali province: Torino, Cuneo, Asti e Alessandria; a fianco della stessa si sta sviluppando da quest’anno anche la filiera delle sementi biologiche, prima e unica in Italia

– Che per la prima volta con la produzione 2019 di semente non si riesce a soddisfare la richiesta del mercato internazionale, e che è necessario portare gli ettari ad almeno 500 nella stagione 2020, con il coinvolgimento di un numero sempre crescente di aziende agricole

– Che contemporaneamente allo sviluppo della filiera di seme da riproduzione si sta creando anche quella edilizia con il conferimento delle paglie di canapa da parte degli agricoltori all’impianto di lavorazione sito in Carmagnola, il quale produce canapulo e fibra e serve quindi diverse aziende, cantieri e artigiani edili sia della regione che di quelle limitrofe

– Per ragioni tecniche e per le specificità della canapa industriale, soltanto filiere del tutto complete su base territoriale, che siano bene organizzate nelle attività di programmazione, supporto agli agricoltori e loro associazioni anche per la parte tecnico/burocratica ed agronomica e il monitoraggio delle attività di coltivazione, raccolta, prima e seconda lavorazione, filiere però unite nello svolgimento delle azioni più ”strategiche” ormai individuate, potranno portare la coltivazione della canapa industriale in Italia ad essere una realtà significativa sotto l’aspetto produttivo, garantendo agli agricoltori il reddito che oggi non trovano o di cui non hanno sicurezza

– Le varietà Carmagnola e CS (Carmagnola Selezionata) sono varietà storiche del Piemonte che hanno sviluppato le loro caratteristiche e peculiarità adattandosi all’ecosistema della nostra regione

IMPEGNA

La Regione Piemonte ad attivarsi per tutelare e proteggere le varietà di canapa industriale piemontesi, Carmagnola e CS (Carmagnola Selezionata), altrettanto famose nel mondo al pari di altre “eccellenze” del territorio.

Consapevole che lo sviluppo della filiera dei riproduttori piemontesi è anche una importante opportunità di lavoro per un numero sempre crescente di aziende agricole ed altri operatori del settore della canapa industriale.

Proponendosi altresì come regione capofila a livello nazionale nello sviluppo di un modello di filiera della canapa industriale sostenibile, green, biologica, tracciabile e lecita.

Immediata ed entusiasta  la reazione da Assocanapa – Coordinamento Nazionale per la Canapicoltura.



Felice Giraudo commenta lordine del giorno sulla filiera della canapa“Accolgo con soddisfazione e piacere la notizia che finalmente la Regione si interessa alla filiera della canapa piemontese, esistente da quasi un ventennio, grazie al lavoro svolto dalla associazione Assocanapa e dal suo braccio operativo Assocanapa srldichiara  dalla sede a  Carmagnola  il presidente onorario di Asocanapa Felice Giraudo, storico pioniere e artefice della reintroduzione della coltivazione della canapa sul territorio  – Ringrazio il consigliere regionale Davide Nicco che ha portato all’ordine del giorno la necessità di tutelare e proteggere le varietà storiche della nostra terra, le giganti Carmagnola e CS. Varietà che, grazie alle loro straordinarie qualità e caratteristiche, tutti ci invidiano. Con la sua azione Nicco ha dato visibilità alla filiera delle aziende agricole che negli ultimi anni stanno producendo le sementi da semina delle due varietà per un mercato italiano e internazionale ogni anno in crescita”.
Giraudo prosegue: “Assocanapa darà tutto l’appoggio possibile, a sostegno delle iniziative che la Regione vorrà intraprendere affinché questo progetto di tutela delle varietà italiane e della crescita della filiera di agricoltori piemontesi possa realizzarsi rendendo il Piemonte regione leader e capofila nello sviluppo della canapa industriale”. E conclude: “Questa notizia, che ci dà nuovo entusiasmo e nuova forza, è il coronamento di anni di lavoro silenzioso, di grande impegno da parte di tanti che hanno creduto nel ritorno nei campi di questa meravigliosa pianta e sarà riportata nel corso della nostra assemblea nazionale che si terrà il 7 marzo prossimo a Carmagnola”.

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