Altra Meta, una storia di solidarietà  – Dispositivi di protezione individuale per la Protezione Civile di Carignano

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Guanti, mascherine e altri dispositivi di protezione individuale per la Protezione Civile di Carignano. Il Gruppo comunale li ha ricevuti in dono dai beneficiari del progetto Altra Meta dell’associazione di promozione sociale Tra Me che, dal 2014, gestisce progetti di accoglienza di migranti richiedenti asilo nel territorio dei Comuni di Carignano, Carmagnola, Chieri, Castagneto Po e Chivasso e ospita cittadini stranieri presso abitazioni individuate all’interno del tessuto delle città.
“Un giorno di aprile, – raccontano da Tra Me – nel pieno della fase più impegnativa della pandemia, alcuni beneficiari del nostro progetto di accoglienza di Carignano sono arrivati in ufficio con un’idea. Sono venuti a comunicarci che anche loro avrebbero voluto fare la loro parte in questa sfida collettiva. Di loro spontanea volontà hanno voluto far partire una raccolta fondi alla quale tutti hanno voluto partecipare con una donazione libera, grande o piccola. Abbiamo deciso di sostenerli e, insieme a loro e in concerto con la Protezione Civile di Carignano, abbiamo stabilito che il modo migliore per impiegare il denaro sarebbe stato quello di acquistare dei dispositivi di protezione, guanti, visiere, mascherine, gambali che vengono usati quotidianamente e dei quali vi è assoluta necessità in questo periodo”.

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La consegna è avvenuta venerdì 22 maggio scorso, davanti alla sede della Protezione Civile di Carignano, nel parco di via Monte di Pietà.

 

 

altra meta“Siamo molto orgogliosi di questa iniziativa completamente spontanea dei nostri beneficiari di Altra Meta ma, conoscendoli, non ci siamo stupiti della loro generosità – dice la presidente Odilia Negro – Arrivano da diversi Paesi dell’Africa e dell’Asia e sono persone che hanno conosciuto il pericolo e la sofferenza e che hanno voluto ringraziare, con un gesto piccolo ma che ha un valore molto grande, la comunità nella quale sono stati ospitati e della quale si sentono parte”.
“E’ un’idea che è nata totalmente da loro, e che Tra Me – racconta Negro – ha aiutato volentieri a realizzare. Il risultato è stato un momento di intensa “ufficialità” con il sindaco Giorgio Albertino, l’assessore alla Protezione Civile Tonino Papa, il comandante della Polizia Municipale Doriano Reburdo, i volontari del Gruppo comunale guidati dal loro responsabile Lorenzo Baravalle, con il quale in questi mesi abbiamo lavorato molto bene. L’ufficialità, che è sempre un momento che i nostri beneficiari apprezzano (il rito, le foto, i discorsi, gli applausi… e strette di mano questa volta saltate) è stata limitata dalla condizione di protezione obbligatoria che oggi tutti noi viviamo. Le mascherine nascondono il volto di tutti noi, ma sotto… c’erano dei grandi sorrisi e la serietà della consapevolezza che ciò che si stava facendo era cosa giusta, doverosa, bella e importante! I ragazzi hanno ascoltato con grande attenzione le parole del Sindaco e delle varie autorità, ed hanno apprezzato soprattutto il suo affermare “anche voi fate parte della nostra comunità”. I ragazzi presenti hanno tutti un buon livello di conoscenza della lingua italiana, frutto del nostro intenso lavoro di formazione scolastica. Comprendere e sentirsi accolti è stato motivo di orgoglio e di condivisione vera. Il lavoro degli operatori, che hanno affiancato i ragazzi con grande apprezzamento e soddisfazione, è stato altrettanto importante. Non li nominiamo tutti, perché tutti hanno giocato un ruolo delicato ma fondamentale in questo periodo strano, difficile, imprevisto e imprevedibile, che ci ha consentito di mettere in luce aspetti del nostro lavoro quotidiano che spesso non osserviamo abbastanza neppure noi, presi dalla fretta e dal vortice delle cose da fare: la sensibilità, la fiducia verso di noi, l’apprezzamento per il lavoro che facciamo “per” loro e “con” loro, la serenità dello stare in un paese, Carignano, di cui apprezzano la tranquillità. Questo è il senso della protezione internazionale”.

altra meta“Io per prima – conclude Odila Negro – , il nostro Direttivo e tutti i colleghi dello staff di Tra Me, abbiamo condiviso questo piccolo ma importante progetto, e siamo davvero lieti di poterlo raccontare attraverso le immagini che potete trovare sul nostro sito www.associazionetrame.org. Un piccolo progetto che ha confermato la correttezza delle nostre scelte educative ed operative, che pongono sempre al centro del nostro lavoro le persone: che siano essi i richiedenti asilo, o gli operatori, o i volontari del territorio, o gli Amministratori che in questi mesi hanno saputo “tenere” la nostra comunità di Carignano. Abbiamo imparato un po’ di più a fare comunità e ad essere comunità. Per noi tutti questo è un risultato bellissimo”.



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