UN CAFFE’ A… ISTANBUL (seconda parte) – Con Alessia Respighi

Un caffè a... Istanbul con Alessia Respighi

#torneremoaviaggiare

Un caffè a… Istanbul

con Alessia Respighi (Ingirula Viaggi)

seconda  parte

E il caffè a Istanbul? Da provare! Secondo la tradizione, il caffè turco va servito in piccole tazzine senza manico, e alla polvere che si deposita sul fondo delle tazzine è riconosciuto un potere divinatorio. Il rituale della caffeomanzia permette di conoscere cosa il futuro riserva alle persone: leggendo e interpretando le figure formate dalla polvere si fanno previsioni sugli accadimenti futuri in diversi campi della vita. Gulp!
Pensa che questa bevanda è tutelata dall’Unesco che l’ha riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità, e ha un proprio museo dedicato a Istanbul. Io lo adoro, e sai che mi piace perfino il fondo del caffè? Mi guardano tutti un pochino strano quando me lo bevo tutto e proprio tutto, e addio caffeomanzia (nel dubbio, meglio non sapere), ma io ignoro. Ne ho bevuto di altrettanto buoni a gennaio in Giordania, ma di questo parleremo in un’altra puntata!

E invece uno dei tuoi cibi preferiti? I turchi sono appassionati carnivori: manzo, agnello, montone… il kebap che si mangia a Istanbul è diverso dai nostri, e altrettanto buonissimo, altroché! Però il food più popolare in città è sicuramente il balik ekmek, panino con il pesce, ed è letteralmente un pane per grandi appetiti, farcito con filetti di sgombro. Il posto migliore per me dove assaggiarlo? Sul lato destro del Ponte di Galata, sul Bosforo, sempre Sultanahmet. Qui, su barche molto estremoorientaleggianti (sembra di essere a Bangkok, ogni volta che le vedo mi chiedo come hanno fatto ad arrivare fino a lì) e altrettanto molto barcollanti (in quel punto il Bosforo è ipertrafficato, energia pura ) i filetti di sgombro vengono cucinati sulla griglia (da marinai, piuttosto che da cuochi, visto quanto ondeggiano questi barconi… viene il mal di mare solo a guardarli, fidatevi) e inseriti in un panino. Consigliata una generosa spruzzata di succo di limone (rigorosamente in bottiglie di dubbia provenienza, ma tant’è). Il balik ekmek costa pochissimo, con il cambio a noi favorevole, circa 1 euro o poco più, ed è semplicemente delizioso, gustato osservando la vita scorrere freneticamente e sul Bosforo e nell’adiacente Mercato delle Spezie. Io ho provato ad accompagnarlo con un bicchiere di salgam (succo di rapa acida) e di (enormi) sottaceti. Afiyet olsun, buon appetito!

UN CAFFE’ A… ISTANBUL –  Seconda parte, fine. Ma il viaggio continua! Prossimo caffè a… SEGUITECI, TORNIAMO PRESTISSIMO!

E, se vi siete persi la prima parte a Istanbul o volete rigustarvela,   CLICCATE QUI

Le tappe precedenti del viaggio: Las Vegas 1 e Las Vegas 2; New York 1 e New York 2, Kathmandu 1 e Kathmandu 2.

 

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