UN CAFFE’ A… SHANGHAI (prima parte) – Con Alessia Respighi

un caffè a shanghai con alessia respighi

#torniamoaviaggiare
Un caffè a… Shanghai
Con Alessia Respighi (Ingirula Viaggi)

Prima parte

Quanti abitanti ha Shanghai? Venticinque milioni. Sì. Hai capito bene. E ti assicuro che si vedono tutti. Piccolo riassunto: atterriamo; prendiamo il Maglev (il treno ad alta velocità a levitazione magnetica, raggiunge la velocità di 435 km/h, è un’esperienza da provare); raggiungiamo il Bund, il centro, e usciamo in strada. Il nostro primo ricordo? Ci fermiamo con la valigia, bloccati, travolti da infiniti umani con gli occhi a mandorla: i rumori, gli odori, le voci, ci immobilizzano, letteralmente. E’ una sensazione che ho provato solo in Cina, e che, fidati, provavo ogni mattina, quando uscivamo dall’hotel. Silenzio in reception e, appena dopo, infinite voci.

Quindi gli Shanghainesi sono rumorosi? Sì. Loro sono decisamente rumorosi! Io, che penso di avere sempre i decibel alti, mi sono dovuta ricredere. Però non riesci a capire se hanno la voce alta gli abitanti o i turisti. Mi spiego. La Cina ha tantissimo turismo interno, i cinesi si spostano per vedere il loro Paese. E tu sei a Shanghai, e ti sembrano tutti uguali, tutti con gli occhi a mandorla, ma chissà in realtà da dove arrivano. Il risultato è un caos visivo e sensoriale. D’altronde, noi per loro siamo semplicemente western people. Noi non riusciamo a vedere le loro infinite sfumature, e loro non vedono le nostre. Quando mangiano sono favolosi. Noi al ristorante: parliamo, parliamo, parliamo; durata del pasto almeno due ore. Loro: parlano a voce alta; arriva il cibo, silenzio assoluto, sguardo nel piatto, concentrazione; durata massimo mezz’ora e poi via liberi tutti.

Sono socievoli? Secondo noi sì. La cosa buffa? Ci scambiavano per padre e figlia! I cinesi hanno il culto del capello nero, vai di tinta, non sia mai, a quanto pare la vecchiaia non si può esibire,e anche questo confonde, a livello visivo, ma tant’è. Ora. Mio marito Silvio ha i capelli bianchi , e io sono magrolina e il capello corto diciamo che mi ringiovanisce, Risultato? Al ristorante, al bar, in hotel , in escursione, insomma ovunque ci chiedevano se eravamo parenti. E quando gli dicevamo la verità, grandi risatine. Mah. E a quel punto, scattava la richiesta di fare la foto assieme a Silvio (dopo avergli detto che era molto fortunato ad avere una moglie giovanissima… E che cavolo! Ogni tanto qualche soddisfazione, anche se tra noi due ci sono solo tre anni di differenza). Non so quante foto ha fatto mio marito con la local people. E uso il singolare, perché nessuno mi filava: la star delle foto era lui, e stop. Mah, parte seconda.

Eppure Shanghai è entrata in contatto con noi occidentali… Sì. Gli abitanti di Shanghai si differenziano dagli altri cinesi per la lunga esposizione alle idee e influenze straniere, in particolare occidentali. Solo Hong Kong ha tessuto una relazione più lunga e intensa, benché meno frammentaria, con l’Occidente. E meno male! Infatti, forse forse è meglio iniziare un viaggio in Cina da Shanghai, anche se già così fidatevi vi immergete in una cultura veramente lontana dalla nostra. E così abbiamo fatto anche noi, per dirigerci poi a Pechino, e di questo parleremo in una delle prossime puntate.

UN CAFFE’ A…  SHANGHAI.  Fine prima parte – continua.

Le tappe precedenti del viaggio con Alessia Respighi e Antonella Belsito: Las Vegas 1 e Las Vegas 2; New York 1 e New York 2; Kathmandu 1; Kathmandu 2; Istanbul 1 e Istanbul 2; Washington 1 e Washington 2; Mumbai 1 e Mumbai 2; Wadi Rum 1 e Wadi Rum 2; Martinica 1 e Martinica 2; Lanzarote 1 e Lanzarote 2; Marocco 1 e Marocco 2.

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