Aria meno inquinata, ma si può migliorare – Legambiente presenta i dati del monitoraggio effettuato a Carignano

che aria tira Carignano

Sono stati pubblicati i risultati della campagna di monitoraggio civico della qualità dell’aria promossa dal Circolo Legambiente “Il Platano” condotta nei mesi scorsi sul territorio di Carmagnola e Carignano e coordinata a livello regionale dal comitato Torino Respira.
L’iniziativa ha riscosso molto successo tra i carignanesi che hanno acquistato, a loro spese, i 23 kit di monitoraggio che per tutto il mese di febbraio hanno registrato l’inquinamento da biossido d’azoto sul territorio comunale.
La scelta è ricaduta su questo inquinante per differenti ragioni. Esso è presente sia in ogni fenomeno di combustione (per questo viene detto inquinante primario) sia come uno dei principali gas precursori alla formazione delle polveri sottili (particolato secondario). Inoltre, oltre a produrre effetti diretti sulla salute, è facile da misurare anche attraverso campionatori low-cost e costituisce un indicatore per l’analisi delle condizioni di qualità dell’aria cittadina. I campionatori scelti, infatti, sono certificati a livello internazionale, e sono già stati utilizzati sia in analoghe campagne di monitoraggio – dette di “Citizen Science” – sia da agenzie regionali e nazionali per l‘ambiente. La campagna ha quindi potuto coinvolgere direttamente i singoli cittadini, le scuole e le associazioni, sotto la supervisione di esperti della materia.
I dati evidenziano in Carignano una situazione meno gravosa rispetto alle grandi città come Torino o città vicine, come Carmagnola, che sono attraversate da flussi di traffico decisamente più importanti.
Tuttavia, dalla mappa dei punti monitorati (consultabile all’indirizzo https://www.torinorespira.it/cheariatira-risultati-2020/) si possono osservare concentrazioni elevate lungo l’asse di via Silvio Pellico e piazza Carlo Alberto, con valori significativamente superiori alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Le misurazioni nelle scuole, effettuate presso i cortili di gioco degli studenti, è risultata buona, in particolare se comparata ad altri istituti del carmagnolese e del torinese. In differenti punti della città emerge infatti chiaramente come l’esposizione diretta (facciata) o indiretta (cortili e aree interne) rispetto alle sorgenti inquinanti (strada trafficata) comporti una significativa differenza nei valori misurati. La creazione di una quinta arborea e il posizionamento più decentrato può quindi aver contribuito all’abbattimento dell’inquinamento ed ai corrispondenti valori più bassi presso il plesso di via Tappi rispetto a quello di via Roma.
Nel complesso, i risultati sembrano suggerire la necessità di un intervento soprattutto nelle aree centrali di Carignano, valutando una migliore agevolazione del transito a pedoni e biciclette. Ad esempio, un intervento già effettuato in cittadine di simili dimensioni è rappresentato dallo spostamento del traffico automobilistico – in particolare quello legato alla ricerca di posteggi – con il decentramento della sosta in appositi ampi parcheggi fuori dal centro storico. La pedonalizzazione di piazza Liberazione ha con ogni probabilità già contribuito ad un miglioramento delle condizioni di inquinamento rispetto al passato. Un altro aspetto, con miglioramenti più generali di qualità della vita, è inoltre rappresentato dalla messa a dimora di alberi e verde pubblico in differenti parti della città.
Come ben noto, la Pianura Padana favorisce l’accumulo dell’inquinamento atmosferico in quanto poco ventilata e circondata dalle Alpi. Tuttavia, dallo studio è emersa una conferma di come vi sia un miglioramento della qualità dell’aria già spostandosi verso aree meno centrali o in quartieri dove si sia agito per ridurre le emissioni dirette in atmosfera, ad esempio incentivando la mobilità sostenibile. Si rafforza quindi la necessità della realizzazione, anche per le piccole e medie realtà urbane, di efficaci reti di trasporto attivo (ciclistico e pedonale) nonché di nuove piste ciclabili di collegamento tra le aree urbane di prossimità.

Alberto Tamietti
Matteo Bo



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