Vaccino antinfluenzale a disposizione anche delle farmacie, ma in quantità non adeguata

vaccino antinfluenzale

Quantità inadeguata, protestano i farmacisti. Le farmacie avranno una quota di vaccino antinfluenzale nella misura dell’1,5% del quantitativo spettante al Piemonte, mentre il resto rimarrà nella disponibilità del sistema sanitario pubblico per dare copertura alle fasce della popolazione a rischio.

La conferma è arrivata da un’informativa che l’assessore alla Sanità Luigi Icardi  ha svolto durante la seduta del Consiglio regionale di ieri, martedì 16 settembre.

Precisando che l’1,5% è una quota minima che potrebbe anche salire, l’assessore ha rilevato che “a causa della pandemia da Covid quest’anno si registra a livello mondiale un incremento nel numero di persone che vogliono vaccinarsi e una conseguente scarsità di vaccino a causa dei limiti oggettivi della capacità produttiva. Ma il Piemonte, che nel 2019 ha avuto 720.000 dosi, quest’anno ne ha acquistate tramite gara 1.100.000. Il settore pubblico è privilegiato perché deve vaccinare per legge le categorie a rischio”.

L’assessore Icardi  ha quindi specificato che tutte le Regioni avevano chiesto al ministero della Salute di indire una gara nazionale, in modo da evitare di metterle in concorrenza, ma ciò non è stato possibile e in sede di Conferenza delle Regioni si è quindi raggiunta l’intesa per la cessione di una quota di vaccino antinfluenzale alle farmacie. Inoltre, è stato chiesto al Governo e all’Aifa un impegno specifico a garantire che le dosi siano effettivamente consegnate dalle case farmaceutiche e a sbloccare alcuni lotti fermi in giro per il mondo per alcuni milioni di dosi a garanzia del libero mercato.

Infine, l’assessore ha annunciato che la Conferenza delle Regioni sta lavorando con il Ministero e le case farmaceutiche per capire quando sarà possibile partire con la consegna dei vaccini e che fa parte dell’accordo garantire la fornitura in tempi rapidi.

Ma è proprio sulla quota dell’1,5 per cento che le farmacie non sono d’accordo, come spiegano in un comunicato stampa congiunto Federfarma, Federazione Ordini Farmacisti Italiani e Assofarm: “ La decisione di destinare alla distribuzione in farmacia solo l’1,5% dei vaccini antinfluenzali acquisiti dalle Regioni non garantisce una risposta adeguata ai bisogni della popolazione attiva: appare del tutto insufficiente rendere disponibili solo 250.000 dosi a fronte di un fabbisogno stimato tra 1,2 e 1,5 milioni di dosi.  A questo proposito, come scrive il Ministero della salute nel documento proposto alla Conferenza Stato-Regioni e da questa approvato,  “è da tener conto, anche, che l’indisponibilità di vaccini in vendita nelle farmacie per le persone che desiderano evitare la malattia influenzale e che non appartengono a categorie a rischio, potrebbe indurre allarme sociale e vanificare gli sforzi di sensibilizzare la popolazione sull’importanza della vaccinazione quale strumento efficace di prevenzione, lanciando un messaggio contradditorio”. A fronte di questa affermazione, stupisce che la Conferenza Stato-Regioni abbia deciso di destinare alle farmacie una quota minima pari solo all’1,5% delle dosi totali, ben lontana da quella auspicata nello stesso documento. Ci aspettiamo quindi che, in occasione del prossimo incontro presso il Ministero della salute, previsto per il 16 settembre, si trovino fin da subito soluzioni per permettere di rimodulare questa quota minima e di avvicinarsi al fabbisogno reale dei cittadini non inclusi nelle fasce a rischio, che anche il Ministero della salute, nello stesso documento, afferma aggirarsi tra il 3 e il 10% delle dosi acquisite dalle Regioni. Mai come quest’anno la vaccinazione antinfluenzale assume un valore fondamentale per tutta la popolazione, sia per i soggetti identificati come a rischio sia per i soggetti attivi, come sostenuto da tutta la comunità medico-scientifica. Per questo motivo, fin dal mese di luglio FOFI, Federfarma e Assofarm avevano segnalato la necessità di trovare una soluzione alla possibile carenza di vaccini antinfluenzali nelle farmacie. Declinano, quindi, qualsiasi responsabilità in ordine a eventuali difficoltà che potrebbero avere i cittadini nel rifornirsi del vaccino antinfluenzale, qualora non venisse incrementata la quota al momento destinata alle farmacie, ferma restando la copertura vaccinale per i soggetti fragili e a rischio”.


Condividi!

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.