Addio a Gian Piero Bona –   Romanziere, poeta e traduttore, era nato a Carignano nel 1926

Carignano Villa Bona

Villa Bona a Carignano, casa natale di Gian Piero Bona

Lutto nel mondo della cultura: Gian Piero Bona, romanziere e poeta, si è spento a novantatré anni nella sua casa di Moncalieri il 27 ottobre scorso. Era nato l’8 novembre 1926 a Carignano e qui, il 30 ottobre,  si sono svolti i funerali, proprio nel Duomo dove era stato battezzato il 13 novembre. E’ stato anche traduttore, drammaturgo e autore di sceneggiature per la televisione.
Cosmopolita dell’anima, come si autodefiniva, Bona così diceva dell’esistenza: “A volte penso che la vita sia tutto quello che non sappiano e non sapremo mai” (da un’intervista rilasciata da Antonio Gnoli qualche anno fa per Repubblica).
Discendente della nota famiglia di industriali lanieri, era il terzo figlio di Lorenzo Valerio Bona. Dopo gli studi classici, universitari e musicali, a Torino, spinto dall’interesse per le filosofie orientali ha viaggiato a lungo in Asia Minore, in Grecia, in Egitto ed è stato il primo traduttore in Italia de “Il Profeta” di Khalil Gibran. Il suo esordio come poeta è stato tenuto a battesimo da Jean Cocteau: alla prima raccolta “I giorni delusi” (1955) sono seguiti altri libri di versi, con cui ha vinto i premi Carducci, Penna, Chianciano; ricordiamo “Il liuto pellegrino” (1960,   “Eros Anteros” (1962) e “La volontà del vento”, la sua ultima raccolta di poesie pubblicata nel 2018. Nel 2013 ha vinto il Premio Dessì per la poesia.  Di “Eros Anteros”, su segnalazione di un amico,  che ringraziamo per l’attenzione  e la sensibilità, citiamo gli attualissimi  versi di “La stupenda civiltà”: Le riforme sociali, la conquista / degli spazi, le macchine, l’uranio,  / il progresso, l’atomo, le scienze: / ma che stupenda civiltà è la nostra. / (E ceneri sontuose nella notte / spargeva il vento e le rovine in fiamme) ( Noi due invece spogliamoci qui, / in questo campo, ma presto spogliamoci 7 tra i rami, i frutti, le linfe, i respiri , / lo sterco delle greggi, tra gli spiriti / che danzano, le braccia della terra, / e nudi (nudi!) facciamo all’amore. 

Scoperto come romanziere da Giovanni Comisso, “Il soldato nudo” (1960) è la sua prima opera in prosa, poi “I pantaloni d’oro” (1969), “Le dimore inquiete” (1975) e “Il silenzio delle cicale” (1981), il suo romanzo forse più noto e importante, vincitore del Premio Selezione Campiello nel 1981; con la commedia “Le tigri” ha vinto invece il Premio Nazionale Luigi Pirandello (1981), conferitogli al Quirinale dal presidente Sandro Pertini; seguiranno, per citare alcuni dei numerosi titoli, “Passeggiata con il diavolo” (1983) e l’autobiografico “L’amico ebreo” (2016), vincitore del Premio Comisso, che racconta dell’aiuto prestato dalla famiglia Bona a Sergej, ebreo quindicenne di origine russa, coetaneo e compagno di conservatorio di Gian Piero e ospitato nella villa di Carignano.
Nel suo intenso lavoro di traduttore Bona si è dedicato in particolare agli autori francesi, a Baudelaire e all’intera opera di Arthur Rimbaud,(Einaudi – Pleiade 1992), opera per cui ha vinto nel 2020 il Premio Grinzane Cavour (nel 1973, sempre per la traduzione delle poesie di Rimbaud, aveva ricevuto il premio Leone Traverso Opera Prima).
Portano la  firma di Gian Piero Bona anche le sceneggiature per importanti produzioni Rai: Leonardo da Vinci con Philip Leroy, l’Odissea e La Monaca di Monza.

 




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