Per il deposito nucleare “consultazioni simboliche” e niente proroga da Sogin: la Città metropolitana sollecita l’intervento dei parlamentari del territorio

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Niente proroga sulle scorie nucleari, e la Città metropolitana “delusa ma non rassegnata” sollecita l’intervento dei parlamentari piemontesi. Era stato chiesto più tempo ma Sogin non concede la proroga di ulteriori 60 giorni rispetto al termine del 5 marzo, per la presentazione delle osservazioni alla proposta della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il  deposito unico nazionale delle scorie nucleari..
Una lettera, “cortese ma ferma”, sottolineano dalla Città metropolitana, ricevuta  dal vicesindaco metropolitano Marco Marocco spiega le procedure attuate da Sogin a partire dal 5 gennaio con l’avvio della consultazione pubblica insieme alla pubblicazione online sul sito www.depositonazionale.it della carta di aree potenzialmente idonee ad ospitare il sito nazionale unico per lo stoccaggio di rifiuti radioattivi prodotti in Italia.
“Siamo delusi dalla chiusura di Sogin – commentano il vicesindaco metropolitano Marco Marocco e la consigliera delegata all’ambiente Barbara Azzarà – ma non rassegnati: la partita per ottenere più tempo è nelle mani dei parlamentari e siamo certi che faranno tutti la loro parte. La stessa Sogin nella lettera di risposta ricorda che sono stati presentati molti emendamenti sul rinvio dei termini nel decreto milleproroghe e che l’iter parlamentare è in corso”.




 

“La Città metropolitana con tutti i sindaci dei Comuni potenzialmente interessati  torna a sollecitare i parlamentari del nostro territorio affinché facciano sentire la loro voce in tempo per spostare la scadenza del 5 marzo” proseguono Marocco e Azzarà, ricordando che tutti gli uffici interessati sono al lavoro per predisporre il materiale per far comprendere che nessuno dei siti del Torinese individuati nella proposta della Carta nazionale (Carmagnola e Caluso, Mazzè e Rondissone) sono idonei.

In una lettera inviata ai parlamentari eletti nel territorio, la Città metropolitana di Torino denuncia il “rischio che le consultazioni pubbliche di Sogin si trasformino in una beffa”. Mentre tecnici ed uffici sono al lavoro fin dall’inizio di gennaio per produrre il materiale necessario a dimostrare “sia gli errori compiuti da Sogin nella valutazione che ha portato alla redazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee, ma anche l’assoluta inadeguatezza dei Comuni individuati”, Città metropolitana in stretto raccordo con i Comuni di Carmagnola, Caluso, Mazzè e Rondissone evidenziano ai parlamentari un aspetto tecnico non irrilevante contenuto nella piattaforma predisposta per raccogliere le osservazioni durante la fase di consultazione pubblica in chiusura il 5 marzo.
Ogni contributo caricato in piattaforma infatti non potrà superare i 1500 caratteri con la possibilità di inserire un solo allegato di dimensione contenuta entro 20 MB.
“Sogin impone consultazioni pubbliche pressoché simboliche, con regole che non consentono alle nostre amministrazioni di esprimersi a pieno e nel merito” spiegano Marocco e  Azzarà. Nella lettera si chiede che “i parlamentari eletti sul nostro territorio facciano sentire la loro voce a livello nazionale per evitare che questa consultazione pubblica si trasformi in una beffa a danno delle nostre comunità, di fatto impossibilitate a far valere le proprie ragioni. Siamo certi che accoglierete il nostro appello e contiamo sul vostro sostegno sia per ottenere la proroga necessaria alla presentazione delle osservazioni, sia per far modificare la tecnicalità della piattaforma di Sogin che ci impedisce di produrre contributi approfonditi”.
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