“… di là dal fiume e tra gli alberi” a Carmagnola: Palazzo Lomellini ospita una mostra dedicata alla pittura di paesaggio, dal XVII secolo a oggi

Organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Carmagnola per la riapertura della sede espositiva, con la collaborazione dell’Associazione “Amici di Palazzo Lomellini”, inaugura a Palazzo Lomellini (piazza Sant’Agostino 17) venerdì 28 maggio, ore 18, la mostra di pittura “…di là dal fiume e tra gli alberi…”, uno sguardo intorno al paesaggio nell’arte dal XVII secolo a oggi. A cura di Elio Rabbione, la mostra di pittura ha trovato ispirazione nell’ambiente, con paesaggi declinati nelle varie epoche e nelle varie tecniche, nelle intenzioni degli artisti più differenti, ritrovati ieri e oggi in Italia e altrove.
“Volendo sin dal titolo assorbire l’angolo di un giardino, i cieli e le nubi rigonfie, i corsi d’acqua e un mulino sulla riva, il verde degli alberi che vanno a formare imponenti macchie e le distese dei prati che si perdono contro l’azzurro, gli sguardi a perdita d’occhio che possono interessare non soltanto le cime di una montagna ma pure il traffico congestionato di una città –scrive il curatore Elio Rabbione nella presentazione– , abbiamo preso a prestito il titolo green dalla narrativa hemingwayana, riponendo oggi, attraverso una visione di oltre cento opere, in quei punti di sospensione che precedono e che seguono quel tanto di sogno che sempre accompagna le belle immagini. Un viaggio che certamente non ha le pretese di colmare ogni vuoto, di poter gettare lo sguardo completo su quanto in quattro secoli di storia la pittura abbia detto sull’argomento, come si sia mossa, tra i nomi importanti e non, nel riportare allo spettatore dei nostri giorni quel gran teatro che è la natura che ci circonda.Un viaggio che ha potuto espandersi grazie all’apporto dei collezionisti e delle Gallerie torinesiche hanno generosamente fornito le tele. Un rapporto di fiducia che ha coinvolto, in ultimo, per la prima volta, anche un piccolo quanto suggestivo museo della Valsusa”.

Lorenzo Delleani
“Ad aprire il corpus delle sedici opere che offrono una visione sui secoli XVII e XVIII – prosegue Rabbione – può essere il barcone di gentiluomini (diJacques d’Artois) che attraversa un corso d’acqua per lasciarsi alle spalle massicci e chiomati tronchi d’alberi e per entrare in un bosco altrettanto ricco, mentre una luce o un raggio di sole (nascosto) colpisce quei tronchi e quell’acqua totalmente tranquilla. E poi i pastori diNicholas Berchem, ambientati in una campagna romana abitata da rupi e rovine; o l’attenzione (affettuosa) dedicata agli animali daPaul Potter e da Michiel Carree, da Philipp Rossdivenuto cittadino romano e dal nostroMichelangelo Cerquozziche, pur occupando il primo piano con l’arrivo di Erminia tra i pastori, ha modo di “perdere” la sua tela in un suggestivo scorcio lontano di paesaggio. Con uno sguardo all’Ottocento, cogliamo il tempietto classico diPietro Bagettie le vedute di campagna diLorenzo Delleani, la tristezza sperduta nel mare diEnrico Reycende le ampie distese, trionfanti, celebrate daEnrico Ghisolfi, da Giuseppe Camino, da Carlo Folliniin un geniale gioco di luci crepuscolari.Del Novecento (con trentasette opere in mostra)apprezziamo la pacatezza e l’intimità del villaggio bretone diHenry Cahours,quello più gioioso e assolato diPierre Lesagecome il piccolo porto inondato di luce e di riflessi dovuto alla poesia diEmmanuel Laurent; se buttiamo un occhio tra gli immensi spazi russi incontriamo le piccole barche di Dmitrij Kosmin sovrastate da un cielo innaturale, le case di San Pietroburgo diBoris Lavrenko,che allineano movimento e ricercato cromatismo, i tratti irruenti e corposi per il bosco diMaya Kopitzeva.Tra i paesaggi italiani parlano tra gli altri la bellezza dei colori trasmessi dalle opere di Giuseppe Augusto Levis, il lago di Avigliana di Cesare Maggi quasi al riparo degli alberi, l’Inverno diFrancesco Menziodai vasti biancori, il personaggio solitario di Gianni Sesia della Merla immerso nei terreni grumosi del deserto,Luigi Spazzapanche ci dà la sua idea di paesaggio, i favolistici gruppi di case diNella Marchesini,tra il classicheggiante e l’impressionista, sino ad arrivare al “soffocamento” del paesaggio nel Tappeto-natura diPiero Gilardi”.

Henry Cahours

Enrico Reycend
E si arriva ai contemporanei: “Gli artisti dei nostri giorni, per concludere. Classicheggianti i paesaggi diGiancarlo Gasparin,di un affascinante nervosismo quelli diLuisella Rolle,pazienti, emozionalmente d’antan le distese di alberi e di poggi diXavier de Maistre,gli antichi spazi siciliani diPippo Leocata, le irruzioni del quotidiano tra le montagne diLuciano Spessot,i realistici scorci cittadini diSandro Lobalzo,di recente scomparso, comeGiacomo Gullo;e ancora, tra gli altri, la morbidezza impressionista diBruno Molinaro, le stilizzazioni di Antonio Presti, le infinite colline dovute al lavoro diFranco Negroe diAdelma Mapelli. Infine in ultimo, tra i paesaggi di oggi, quelli della distruzione prodotta dall’uomo, quelli diMario Giammarinarodolorosamente coinvolgenti, amaramente affascinanti nella loro tristezza e nella loro rovina: un mesto risultato, mentre ci si volta indietro a guardare i boschi lussureggianti da cui ha mosso i passi la mostra”.
La mostra sarà aperta fino al 25 luglio. Giorni e orari di visita: giovedì, venerdì e sabato ore 15.30 – 18.30; domenica ore 10.30 – 12.30 e 15.30 – 18.30 Ingresso gratuito e senza prenotazione ma contingentato. Ulteriori informazioni:www.comune.carmagnola.to.it











