Il Rotary dona trecento alberi autoctoni della Pianura Padana alla Foresta condivisa del Po piemontese

foresta condivisa

Torino, isolone di Bertolla – Meisino (foto F. Nobili)

La Foresta Condivisa del Po piemontese si arricchisce di trecento nuovi alberi autoctoni che, con il contributo economico del Rotary International Distretto 2031, sono stati messi a dimora in due zone.

La Foresta Condivisa è un progetto nato nel 2019 e realizzato dagli ex Enti di gestione delle Aree protette del Po vercellese-alessandrino e delle Aree protette del Po torinese, confluiti da gennaio nel Parco del Po piemontese. Lo scopo è ricostruire un vasto sistema di aree naturali e semi-naturali connesse spazialmente tra loro. Si punta così a perseguire obiettivi diversificati: “Donare benessere alla popolazione locale, assorbire la CO2, migliorare la qualità dell’aria, depurare le acque (fitodepurazione), mitigare l’impatto delle piene, aumentare la stabilità idrogeologica dei terreni, incrementare la biodiversità, fornire una produzione legnosa sostenibile”, spiegano dall’ente Parco.

La Foresta è stata definita “condivisa” perché tutti possono diventare e sentirsene partner, ognuno per le proprie competenze e sensibilità, dalle istituzioni pubbliche, alle imprese, fino al singolo cittadino.

Al progetto ha partecipato attivamente il Rotary International Distretto 2031, con un contributo finanziario di 7.000 euro devoluto all’Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese e destinati alla messa a dimora di alberi tipici della Pianura Padana.

Gli interventi sono stati realizzati all’interno di due zone, una in provincia di Torino e una in provincia di Vercelli, con caratteristiche molto diverse tra loro.

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Torino, isolone di Bertolla (foto F.Nobili)

L’Isolone di Bertolla, situato nel comune di Torino, è una zona demaniale all’interno del Parco naturale del Po piemontese e della Zona di Protezione Speciale (ZPS) IT1110070 “Meisino (confluenza Po – Stura)”, sito della Rete Natura 2000 in concessione all’Ente-Parco; si è optato per quell’area in quanto disponibile a lungo termine, con terreni liberi da coltivazioni e non eccessivamente invasi da specie infestanti, recintata e quindi protetta da vandalismi, e per la presenza di un agricoltore-allevatore che in convenzione con l’Ente-Parco fa pascolare in quel luogo capre, pecore, asini e cavalli, tenendo così a freno la vegetazione in competizione con le nuove piante. Sull’Isolone sono state messe a dimora 110 piante appartenenti alle seguenti specie: nocciolo, pioppo bianco, ciliegio, acero campestre, olmo ciliato, carpino bianco e frassino maggiore.

In provincia di Vercelli gli alberi e arbusti sono stati piantati nel comune di Crescentino, in località Porzioni, nei pressi del Centro di Educazione Ambientale “Cascina Ressia”, lungo il tracciato della futura ciclovia VENTO (Venezia-Torino), anche in questo caso all’interno del Parco naturale del Po piemontese e in un sito della Rete Natura 2000, nella Zona Speciale di Conservazione (ZSC) IT1120023 “Isola di Santa Maria”. Qui le piante sono state collocate a dimora nell’ambito di un progetto più vasto finalizzato alla creazione ex-novo di un’area verde semi-naturale, a partire da terreni in precedenza coltivati: si tratta di un prato stabile con alberi sparsi, delimitato da siepi campestri, che accoglie uno stagno didattico e strutture per la fruizione, in particolare tavoli-panca per il pic-nic e bacheche informative. In questo luogo il contributo del Rotary International ha consentito la messa a dimora di 190 piante, delle specie seguenti: ciliegio a grappoli, ontano nero, biancospino, nocciolo e pallon di maggio.

Grazie alla somma messa a disposizione dal Rotary International sarà anche possibile garantire le cure colturali che permetteranno alle nuove piante di affermarsi nei loro primi anni di vita.

 




 

 

 

 

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