Marco Malvaldi e Stefano Tofani chiudono con ironia tutta toscana l’edizione 2021 di Letti di Notte

marco malvaldi

(Gruppo fotografico La Fonte)

E’ toccato ai due scrittori pisani Matco Malvaldi e Stefano Tofani chiudere con la frizzantezza che li contraddistingue Letti di Notte 2021, il festival letterario carmagnolese che ha visto susseguirsi sul palco della Cascina Vigna (dall’8 al 12 giugno) attrici, conduttori radiofonici, chef, attori teatrali e televisivi e scrittori. Un’edizione di grande successo di pubblico e di critica, che ha avuto il grande merito di riavvicinare scrittori e pubblico, tutti alla loro prima uscita dopo la “reclusione” forzata per il Covid. Gli impegni del Gruppo di Lettura Carmagnola proseguono con “I libro del mercoledì” che tornano il 16 giugno prossimo nel cortile del Castello del Municipio.

marco malvaldi

(Gruppo fotografico La Fonte)

Che bisogno c’è di chiamare un giornalista per intervistare, addirittura stimolare, Marco Malvaldi e Stefano Tofani, protagonisti dell’ultima sera di Letti di Notte 2021, andata in scena sabato 12 giugno? Nessuno e così è stato, lasciando i due scrittori toscani, pisani per la precisione, soli sul palco, e Maurizio Liberti, guida spirituale e pratica del Gruppo di Lettura Carmagnola che ha organizzato il festival letterario, che per le altre quattro sere si è dannato l’anima e le coronarie, una volta tanto seduto tranquillamente (o quasi) in prima fila a godersi la serata.

marco malvaldi

Stefano Tofani (Gruppo fotografico La Fonte)

Malvaldi e Tofani hanno dimostrato fin da subito di saper creare interesse e stupore nella platea quasi fossero due valenti uomini di spettacolo convertiti alla scrittura. Invece, per la prima sera in questa annata di Letti di Notte, il pubblico si è trovato in presenza a due personaggi che fanno della loro capacità di scrivere e dialogare con i lettori attraverso le pagine dei libri, il loro punto di forza.

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Marco Malvaldi (Gruppo fotografico La Fonte)

Ma non se la sono cavata male nemmeno nella presentazione, mescolando come consumati istrioni del palcoscenico, momenti di ironia pisana (magari anche un pizzico triviale, come hanno avvertito appena preso il microfono, ma che va sicuramente a segno) alla presentazione delle loro ultime due fatiche: “Il borghese Pellegrino” (Sellerio, 2020) per Malvaldi e “Nuvole zero, felicità ventitré” (Rizzoli, 30 marzo 2021) per Tofani.

marco malvaldi

Il borghese Pellegrino” di Malvaldi riporta nelle librerie le avventure di Pellegrino Artusi che già avevano vissuto una prima esperienza con “Odore di chiuso”. Pellegrino Artusi è l’autore che ha rivoluzionato il modo di scrivere libri di cucina, dando loro una valenza scientifica e la possibilità anche a chi non era cuoco di cimentarsi ai fornelli. “Prima dell’Artusi” sottolinea Malvaldi “i libri di cucina contenevano filastrocche insipide senza fornire modalità precise sulla preparazione dei piatti. Artusi, nelle sue ricette, descrive scientificamente dosi e modalità di creazione delle portate, dando il via a quella fortunata serie di libri di cucina che ancora oggi popolano con successo le librerie”. Malvaldi ha scelto un personaggio fuori dagli schemi, come fu realmente in vita il gastronomo Pellegrino Artusi (1820-1911) affiancandogli un altro personaggio reale il professor Paolo Mantegazza (1831-1910) fisiologo e scienziato di fama, per rendere intrigante il mistero dentro una villa fiorentina nei tempi della Belle Époque di inizio Novecento.

Cercavo un personaggio molto raffinato, ironico, competente ed elegante e avevo inizialmente pensato di ambientare la scena nell’Inghilterra vittoriana di fine Ottocento. L’editore Sellerio non era molto convinto e mi invitò a cercare altri possibili scenari e così feci fino quando mi imbattei nella biografia di Pellegrino Artusi, che rispondeva perfettamente alle mie esigenze”. Così nacque “Odore di Chiuso” (Sellerio) pubblicato nel 2011 esattamente a cent’anni dalla morte dell’Artusi. Poi, impegnato a far agire e creare danni ai vecchietti terribili de “I delitti del Bar Lume”, Malvaldi ha lasciato riposare il suo gastronomo investigatore per un decennio, fino a quando leggendo una tesi di laurea sul disfacimento dell’impero ottomano e il suo fallimento per debiti a partire dal 1875 lo scrittore pisano decide di riportarlo in scena, insieme al suo amico Paolo Mantegazza per risolvere un nuovo appassionante mistero.

stefano tofani

Di tutt’altro tono, anche se l’ironia non manca, “Nuvole zero, felicità ventitré” di Stefano Tofani, che riporta in libreria Ernesto, il ragazzino problematico, ma sensibile, curioso e intelligente, già visto in azione in “Sette abbracci e tieni il resto”. Dopo aver affrontato nel volume precedente la morte della nonna, colei alla quale Ernesto dava più volentieri gli abbracci, in questo libro Ernesto si trova ad affrontare la crisi matrimoniale dei suoi genitori, che rende la casa un ambiente più cupo e burrascoso della pineta dove Ernesto passa le giornate di vacanza con gli amici Maura e Cardella. Fino a quando Ernesto trova un cianometro, uno strumento realizzato nel 1789 da due scienziati inglesi che serviva a misurare la luminosità del cielo. Con il cianometro Ernesto misura regolarmente il suo livello di felicità quotidiano raffrontandolo alle condizioni meteorologiche; e se la felicità è a livello ventitré (il cianometro ha una scala graduata che va da zero a cinquantatré) la situazione non è poi così grave. “Scrivo libri etichettati come libri per ragazzi attorno ai dieci anni, l’età del protagonista Ernesto. In realtà i libri per ragazzi sono adatti alla lettura da dieci a novantanove anni” precisa immediatamente Tofani, alla sua seconda esperienza carmagnolese (due anni fa aveva presentato il libro di esordio di Ernesto all’Aperiragazzi in Sala Monviso), che non accetta un’etichetta così stringente per i suoi lavori

La serata è proseguita fra scambi ironici e domande filosofiche senza risposte come i koan buddisti (“che rumore fa un applauso con una mano sola?”) inframmezzate da letture del satirista (ahimè livornese, ma anche i pisani sono obbligati ad apprezzare a volte qualcosa della poco amata Livorno, per dirla con un eufemismo) Giorgio Marchetti, in arte Ettore Borzacchini. Ma quelle non possono essere raccontate, perché per apprezzarle pienamente bisognava essere in platea.

I protagonisti di Letti di Notte 2021

(Gruppo fotografico La Fonte)

8 giugno          Chiara Francini         intervistata da Silvia Garbarino (giornalista de “La Stampa)

9 giugno          Gianluca Gazzoli       intervistato da Alan Conti (giornalista di “BZ 24”)

10 giugno        Francesco Aquila       intervistato da Luca Iaccarino (giornalista de “Corriere della Sera”)

11 giugno        Andrea Montovoli     intervistato da Chiara Gallo (giornalista di “Targato CN”)

12 giugno        Marco Malvaldi e Stefano Tofani     intervistati da loro stessi

I prossimi appuntamenti del Libro del Mercoledì: gli scrittori che saliranno sul palcoscenico del cortile del Castello (via Silvio Pellico, ore 21) sono




 

Mercoledì 16 giugno – Massimo Temporelli – F***ing Genius

Mercoledì 23 giugno – Fabio Cantelli Anibaldi – Sanpa, madre amorosa e crudele

Mercoledì 30 giugno – Andrea Colamedici e Maura Gancitano – Prendila con filosofia (manuale di fioritura personale)

Mercoledì 7 luglio – Enrico Brizzi – La primavera perfetta

Mercoledì 14 luglio – Michele Riefoli – Rivoluzione integrale

Mercoledì 21 luglio – Filippo Nassetti – Molte aquile ho visto in volo

Mercoledì 28 luglio – Andrea Panciroli – 2K10, l’anno zero dei social

Per informazione e prenotazione dei posti a sedere: tel. 392.5938504.

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