“E quindi uscimmo a riveder le stelle”: Vinovo celebra Dante Alighieri il 25 e 26 giugno

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“E quindi uscimmo a riveder le stelle”:, così si intitola il programma delle intense giornate che, venerdì 25 e sabato 26, avranno come protagonista assoluto Dante Alighieri nel Castello della Rovere di Vinovo (piazza Rey 19). In occasione delle celebrazioni 20211 per i settecento anni dalla morte del Sommo Poeta, il Comune presenta due appuntamenti, a cura di Tangram Teatro Torino, tra letture e incursioni del cinema, dell’arte, del fumetto e del teatro nella Divina Commedia di Dante Alighieri. Realizzato  con il Patrocinio del Comitato Nazionale “Dante 2021”, istituto dal Ministero della Cultura, è un progetto articolato che mette in parallelo una produzione multimediale e l’allestimento di uno spettacolo teatrale in prima assoluta.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria: tel. 011.9620413 – manifestazioni@comune.vinovo.to.it.

  • “In viaggio con Dante” – Spettacolo teatrale concertato per voce sola dalla Divina Commedia di Dante Alighieri. Venerdì 25 giugno, ore 21.30
  • “Dante Blob” – Video documento. Sabato 26 giugno, ore 16.30. L’appuntamento sarà seguito, alle ore 18,  dalla conferenza “L’immagine di Dante: nascita di un’icona”, a cura di Giovanna Luzzi, storico dell’arte e dei beni culturali, direttrice della Biblioteca Riccardiana di Firenze.

“Il nostro primo lavoro sulla Divina Commedia – spiegano da Tangram Teatro –  risale al 2005 quando in collaborazione con il Teatro
Stabile di Torino e il Centro Dantesco di Ravenna mettemmo in scena una serie di lecturae dantis e incontri con la Scuola Holden, Lucilla Giagnoni, Vincenzo Jacomuzzi, Valeriano Gialli, Roberto Vacchetti. Da allora siamo tornati ciclicamente ad occuparcene soprattutto per indagare l’enorme mole di produzione artistica, che nei secoli successivi a Dante, ha fatto riferimento a quella meravigliosa architettura letteraria, capolavoro fondante della lingua italiana. In particolare abbiamo approfondito le arti meno “nobili” come il fumetto (arrivare ai manga giapponesi di Go Nagai fu una vera sorpresa) e l’ultima arte, il cinema, vera e propria miniera di curiosità”.
In occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, con il patrocinio concesso dal Comitato Nazionale Dante 2021, istituito dal Ministero della Cultura, presentiamo un progetto articolato che mette in parallelo una produzione multimediale e l’allestimento di uno spettacolo teatrale in prima assoluta.

IN VIAGGIO CON DANTE




 

“A volte capita nei momenti di buio, magari con le strade
deserte a causa di una pandemia.
Capita mentre cerchi di comprendere un tempo complicato, un
futuro che invecchia con troppa rapidità.
Capita di sentire una voce.
Arriva da lontano, da un passato profondo, dalle cose
conosciute e dimenticate.
E per una volta decidi di fermarti e di ascoltarla.
E’ una voce fatta di versi, un canto.
Suoni di una tale potenza espressiva che ti chiedi come
possano abitare le parole.
Ti immergi un poco alla volta, e lì dentro ritrovi le tue paure, che sono poi quelle di tutti,
ritrovi le tue inquietudini, che sono le inquietudini di tutti, ritrovi radici, domande senza risposte.
E ritrovi soprattutto un minimo comune denominatore, condiviso da tutti, che è di tutti.
Attraversa epoche, secoli, ideologie, livelli culturali, opposte visioni del trascendente, ceti sociali.
Pensi a ciò che ti è capitato di osservare sulla Divina Commedia: un vecchio contadino che cita a memoria
sorridendo, un illustre cattedratico che legge e commenta, un ragazzino che sull’autobus ripassa, la potenza
espressiva di un attore sulla scena, un verso nella cartina interna di un cioccolatino, un vecchio film muto”
(Bruno Maria Ferraro)

Poco più di 700 anni fa un uomo, è riuscito a dare forma alle nostre paure più profonde, a sintetizzare suggestioni che
abitano in noi dalla notte dei tempi e guidare il nostro pensiero nell’immaginare l’aldilà.
Da allora poeti, musicisti, pittori attraverso teatro, arte, cinema hanno continuamente riletto, reinterpretato, ricreato con i mezzi propri questa straordinaria e titanica architettura letteraria.
Noi abbiamo indagato a lungo queste incursioni nella Divina Commedia e nel 2015 abbiamo guardato meravigliati Samantha Cristoforetti leggere nello spazio, dalla stazione orbitale, i primi versi del Paradiso.
Può sembrare strano ma quel “piccolo” evento, quella voce un po’ gracchiante di una donna sospesa nel vuoto, avevano una forza simbolica inimmaginabile.
La parola di Dante liberata nello spazio. Senza confini, senza attrito, spinta verso l’infinito, per raggiungere il “non-luogo”, chiudeva idealmente un cerchio grande quanto l’intero Universo.
La parola è l’elemento che contiene la forza, le immagini e le suggestioni della Commedia.
La parola: un suono che è immagine, significato e allo stesso tempo musica
Non è facile per noi, abitanti del XXI secolo, immersi in sequenze di immagini velocissime che corrono sui nostri
smartphone , lasciarsi portare dai versi di un poema, ma è uno sforzo che vale la pena fare per entrare in quel mondo
parallelo immaginato da Dante, costruito e plasmato sulla parte più intima, fragile, nascosta di ognuno di noi.
Ecco perché dal nostro lungo e articolato lavoro di ricerca siamo arrivati ad elaborare come fase conclusiva uno
spettacolo che fosse un concertato per voce sola.
In forma di melologo con la regìa di Ivana Ferri, Bruno Maria Ferraro dà voce ad alcuni canti con il supporto delle
suggestioni musicali di Gianluca Misiti (Premio Ubu 2015 per il miglior progetto sonoro con I Giganti della montagna
di Roberto Latini) e le immagine curate da Gianni De Matteis.

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