Al ristorante didattico del “Norberto Bobbio” una cena con la stella: lo chef Christian Mandura, ex studente dell’Alberghiero di Carignano, torna da protagonista

christian mandura

 

La ripresa delle attività didattiche presso il ristorante didattico, dopo il difficile periodo di emergenza sanitaria,  ha offerto agli ospiti più che una semplice cena una vera “esperienza sensoriale”.Christian Mandura, chef del ristorante Unforgettable  di Torino, che ha recentemente ricevuto una Stellla Michelin (L’INTERVISTA DI IERI OGGI DOMANI, POCHI GIORNI DOPO L’ASSEGNAZIONE: LEGGETE QUI,) mercoledì 11 maggio scorso ha condotto docenti e allievi alla realizzazione di un menù particolarissimo e denso delle novità della nuova cucina di tendenza. Una straordinario laboratorio enogastronomico  per gli studenti ed una stupefacente sollecitazione per i palati dei commensali. Christian è un ex studente della Sezione Professionale del “Bobbio” e ha accolto altri ex studenti nel suo giovanissimo staff. L’augurio della dirigente Claudia Torta, è che molti altri allievi e allieve possano “volare alto” come Christian, lavorando con passione e creatività Complimenti a tutti per l’ottima riuscita dell’evento e arrivederci al prossimo anno.

Ecco l’intervista di due studentesse che l’hanno incontrato poco prima della cena.

Che ricordi ha di questa scuola?

Belli, giovani e spensierati. Sono stati dei begli anni. Sono ricordi di un adolescente, quindi sicuramente meno impegni, meno responsabilità.

La formazione che le ha fornito la scuola è servita nel suo lavoro?

Se l’avessi affrontata con maggior consapevolezza sicuramente sarebbe servita di più, solo che, come tutti a quell’età, la si affronta in maniera approssimativa e quindi mi è venuta a servire meno. Nonostante la giovane età bisogna accettare con una decisione maggiore quello che la scuola fornisce quotidianamente.

Che consiglio darebbe a noi allievi di oggi?

Di riuscire in qualche modo ad approfittare dei cinque anni che uno deve affrontare all’interno di questo istituto per apprendere. Inizialmente può sembrare di no, ma in realtà poi capisci che tutto serve, quello che la scuola ti lascia è importante.

Qual è l’aspetto che le piace di più del suo lavoro?

La creatività, il fatto che possiamo metterci sempre in discussione tutti i giorni da un punto di vista creativo e fare un po’ quello che ci piace. È un lavoro che se lo fai con passione ti permette di fare quello che vuoi, chiaramente ricordando il fatto che è  un lavoro.

Come ha fatto ad ottenere la stella Michelin?

Certamente ci siamo impegnati tanto, è una cosa che non ti aspetti e che non puoi calcolare. Negli ultimi otto mesi/un anno abbiamo fatto un bellissimo lavoro, gli ospiti erano contentissimi, noi eravamo felici di come lavoravamo e la somma di queste cose fa sì che poi quel riconoscimento arriva, anche se è stato inaspettato siccome i giudici lavorano in incognito. Facciamo star bene la gente e stiamo bene noi, il risultato di queste due cose insieme è che il luogo in cui si lavora è interessanteI ragazzi che sono con me ci sono dal primo giorno, a volte io manco e il ristorante va avanti comunque. E’ un progetto di gruppo, siamo sei persone tutte giovani.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Sicuramente di migliorarsi ancora, siccome quando abbiamo preso la stella eravamo ancora in tre nel ristorante, ora siamo in sei, quindi è cambiato il mondo lì dentro; sappiamo che possiamo migliorarci sotto tantissimi punti di vista e vogliamo farlo, vogliamo standardizzare quella che è la nostra offerta, anche dal punto di vista economico far quadrare i conti. Conto che questo non sia il  mio progetto finale, anzi… è solo l’inizio!

Erika Ottaviani, Ingrid Pisano

Terza C

 




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