Farina di grilli e altri insetti? Coldiretti Torino risponde con l’invito alla cautela e al rilancio del consumo di pane da filiere a Km Zero

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farina di insetti

Coldiretti Torino accoglie con preoccupazione la notizia in circolazione in questi giorni che proprio dal capoluogo subalpino potrebbe partire, già da marzo, la panificazione commerciale con farina di grillo.“Non sono la sperimentazione e la conoscenza a spaventarci – tiene a precisare Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino– Il mondo agricolo torinese è carico di innovazione e lavora ogni giorno a stretto contatto con laricerca scientificacome dimostrano i numerosi progetti in corso tra l’Università di Torino e le aziende agricole. Nemmeno ci spaventa l’entomologia. Gli agricoltori conoscono bene gli insetti: ci hanno a che fare tutti i giorni. Nessun agricoltore prova ribrezzo nell’osservarli, nel maneggiarli e nel cercare di capire come può difendersi dagli attacchi dei parassiti, vecchi e nuovi che il cambiamento climatico porta con sé. Ed è proprio da questo approccio disincantato e non modaiolo che ci sentiamo di esprimere le nostre riserve sulla diffusione dei derivati proteici da insetti nell’alimentazione dei torinesi”. Latradizione alimentare piemontese,ricordano da Coldiretti,  ha da semprefonti proteicheinvidiate dalle diete di tutto il mondo, ad esempio iformaggi freschi leggeri come il tomino o quelli più grassi estagionatima gustosissimi come la toma o gli erborinati. Senza contare lacarne cruda piemonteseo lemocette magrecome la bresaola. Altre fonti proteiche tradizionali sono ilegumi, le uova da galline allevate a terra, i prodotti apistici, i pesci di acqua dolcecome la trota.Osserva Mecca Cici: “Ci troviamo di fronte al paradosso che le nostre tradizionali fonti di proteine, cui il nostro microbiota è adattato da millenni, vengono demonizzate mentre si saluta con entusiasmo un“novel food”di cui non conosciamo fino in fondo la nostra capacità di assimilazione e le potenzialità allergeniche. A differenza deirigidi protocolliin vigore per gli allevamenti degli animali vertebrati, per gli insetti non abbiamo nemmeno metodiche sufficientemente rodate per evitare contaminazioni da agenti patogeni dannosi per l’uomo”.

E continuano da Coldiretti: “Suipericoli allergenicisono ancora troppi i dubbi da parte del mondo scientifico. Gli insetti sono utilizzabili per i mangimi dei pesci, in acquacoltura, e spesso dal 2015, cioè da quando si è iniziato a parlare di moda dell’entomofagia, si confonde l’utilizzo come mangime ittico con l’alimentazione umana. Torino ha un forte tradizione di soggetti che si occupano di sicurezza alimentare e tutela dei consumatori. La città ha imparato dagli scandali del passato che hanno investito mense scolastiche, esercizi di alimenti etnici, commercio alimentare illegale”.

Coldiretti Torino si appella dunque alle istituzioni“perché non venga meno ilprincipio di precauzione che è alla base della legislazione sanitaria europea e che a Torino guida da anni le attività amministrative e di controllo sul settore della produzione e della commercializzazione alimentare”.

“Non possiamo permetterciscandali alimentariche lederebbero l’immagine estremamente positiva che ha oggi ilsistema torinese del cibonel suo rapporto tra produzioni sicure e spesso tipiche e i consumatori su cui occorre continuare l’opera di educazione verso la salute alimentare anche rilanciando prodotti tradizionali oggi ingiustamente attaccati –considera il presidente di Coldiretti Torino– Invece di assecondare la nascita di una moda, magari passeggera, che proporrebbepagnotte con farine di insettiColdiretti Torino chiede dirilanciare il consumo del pane, oggi ingiustamente demonizzato. Serve diffondere nuovamente lacultura del panee l’educazione alla sua fragranza. Serve diffondere la conoscenza dell’arte della coltivazione del grano, della molitura e della panificazione.Oggi il vero rischio è che, nelle nostra vita frettolosa, il pane fresco sia sostituito da prodotti cerealicoli a lunga conservazione. Coldiretti Torino ha creato lefiliere del pane torineseal Km Zerocon ilGran dij Bricprodotto sulla collina chivassese e con igrani prodotti a Stupinigi.Noi facciamo della conoscenza del pane e del grano una battaglia per tutti i cittadini e per l’ambiente. Le esperienze con insetti lasciamole ai nostri viaggi esotici: il nostro pane profumato, dalla crosta croccante semplice e nutriente è quello che vogliamo tramandare anche alle giovani generazioni”.

 




 

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