Venerdì 27 ottobre giornata di preghiera e digiuno per la pace: il messaggio dell’Arcivescovo di Torino

Pubblichiamo qui il messaggio di monsignorRoberto Repole,arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, alle parrocchie, alle comunità religiose, alle associazioni e ai movimenti ecclesiali per laGiornata di preghiera e digiuno per la paceindetta da papa Francesco.
Carissimi,
la gravità della situazione internazionale, con iconflittiche stanno sconvolgendo Israele e l’Ucraina, turba drammaticamente i nostri cuori e ci spinge ad aderire con totale convinzione allagiornata di digiuno, preghiera e penitenza per la paceche ilPapaha indetto in tuto il mondovenerdì 27 ottobre, invitando ad aderire anche le altre confessioni cristiane e le altre religioni.
Nellediocesi di Torino e Susasono già previste numerose iniziative pressole parrocchie e gli istituti religiosi:vi propongo di prenderne visione sui siti diocesani, ma anche vi esorto a moltiplicarle con fantasia e ad inventarne di ulteriori, perché ovunque si elevi al Cielo il nostrogrido di pace. A un mondo angosciato, che non riesce ad immaginare soluzioni e che fatica a superare lalogica della violenza,un mondo che non riesce a mettere da parte il meccanismo perverso delle vendette incrociate, abbiamo il compito evangelico di ricordare che lapaceè innanzi tuto un dono di conversione da implorare al Signore nel cuore degli uomini,
dei governanti, ma anche dei popoli e quindi di noi stessi.
Fratelli e sorelle, noi pregheremo per la pace e per il buon consiglio dei potenti della Terra, ma non saremo credibili se non imploreremo questa conversione anche per il nostro cuore. Sì, perché siamo figli di Dio e quindi siamo fratelli, realmente fratelli delle genti martoriate dai conflitti; siamo fratelli, addirittura, dei potenti che hanno scatenato la guerra; se siamo fratelli, avremo sempre e in ogni tempo la nostra parte di responsabilità nellacostruzione della pace.
Venerdì 27 ottobre, ovunque vi incontrerete per pregare e digiunare, io sarò con voi. Per questo ricevete la mia benedizione più affettuosa e la mia gratitudine per la vostra testimonianza di fede, un segno di luce e di speranza donata al mondo.













