Confartigianato e Coldiretti Torino donano una statuina per il presepe all’arcivescovo di Torino Roberto Repole

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Il nuovo personaggio del Presepe 2024 raffigura il tema della qualità del “Made in Italy”, che incarna la ricerca della materia prima, la cura delle produzioni, la certificazione e la tracciabilità dei prodotti, il riconoscimento di un valore aggiunto che l’artigianalità esprime.

Il simbolo delMade in Italyè stato consegnato venerdì  13 dicembre scorso daConfartigianato Torinoinsieme aColdirettiall’arcivescovo di Torino, monsignorRoberto Repole.

All’incontro erano presenti il presidente di Confartigianato Torino,Dino De Santis, il presidente e il direttore di Coldiretti Torino,Bruno Mecca CicieAndrea Repossini.

L’iniziativa, inserita nel progetto pluriennale di Confartigianato nazionale, insieme a Coldiretti e a Symbola, intende valorizzare latradizione del presepecon la consegna della statuina ai vescovi delle Diocesi di tutto il Paese. Obiettivo è quello di aggiungere ogni anno al presepe figure che parlino del presente ma anche del futuro.

Il presepe è una delletradizioniche trasmette speranza e serenità anche nei momenti difficili che stiamo attraversando, è la “buona Novella” che diventa presente e significa rinascita, mettersi in cammino, stare vicini alle persone e al territorio, includere, è la famiglia. Nel 2020 la statuina rappresentava un’infermiera, nel 2021 unimprenditore digitale, nel 2022 unaflorovivaista, nel 2023, attraverso unmaestro imprenditoree il suoapprendista, la trasmissione del saper fare attraverso le generazioni.

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Il presidente di Confartigianato Torino Dino De Santis spiega così il significato e i dettagli dell’iniziativa: “Artigianato significa Made in Italy. Abbiamo voluto mettere al centro del presepe i valori del Made in Italy che si esprimono attraversoprodotti unici, belli, fatti a manoe rappresentano nel mondo la vetrina dell’eccellenza dell’Italia e del nostro territorio e una valida alternativa all’omologazione. La consegna della statuetta è anche un gesto volto a diffondere ivalori del lavoro e dell’operosità degli artigiani, quale contributo per la rinascita di un umanesimo per l’economia”.

Per il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici, il dono della statuina al neo cardinale è un segnale di fortedialogotra le forze vive e produttive e laChiesa torinese: “Come agricoltori che si riconoscono in un’organizzazione dalleradici cristianesiamo consapevoli della forte responsabilità che abbiamo nella custodia quotidiana dell’ambienteche ci è stato consegnato dalle generazioni precedenti e della altrettanto forte responsabilità sociale che abbiamo nel nostro ruolo di produttori di cibo. Iprodotti della terrache portiamo alla benedizione nelle nostreGiornate del Ringraziamento rappresentano proprio quel cibo Made in Italy che la statuina vuole comunicare. Il nostro cibo, il cibo naturale, prodotto dalle nostre mani (come recita la nostra “preghiera del contadino”) è l’essenza della nostra missione: nutrire le persone e nutrire il Pianeta”.

 




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