Da Carignano a Civitavecchia per parlare del futuro della criminologia: l’etologo Pierluca Costa tra i relatori del convegno “Mens rea tra biologia del comportamento, educazione e cultura”

L’avvocato Roberta Sacco premia Pierluca Costa (ph. Enrico Paravani)
A Civitavecchia per parlare del futuro della criminologia: presente anche l’etologo carignanesePierluca Costache ha posto l’attenzione sull’osservazione delmodello animaleaffrontando l’interrogativo se possa essere utile ad indagare la complessità deicomportamenti umani.
In occasione delDarwin Daye dellaGiornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, si è svolto, mercoledì 12 febbraio scorso a Civitavecchia (Roma), un convegno intitolato“Mens rea tra biologia del comportamento, educazione e cultura”.
L’evento, organizzato da Debora Giaretta, Roberta Sacco ed Enzo Marro per lostudio legale dell’avv. Roberta Sacco,ha richiamato numerosi relatori per cercare di comprendere le origini e il significato biologico delcomportamento criminale, in un’ottica nuova einterdisciplinareche ha coinvolto anche esponenti delle scienze naturali.

Da sinistra: il genetista Giuseppe Novelli, Pierluca Costa e Debora Giaretta – c.i. studio Sacco (ph. Enrico Paravani)
Dopo i saluti istituzionali, l’apertura del convegno è stata affidata proprio aPierluca Costa(etologo, P.hd., consulente per il Ministero della Sanità), invitato alla luce degli studi condotti sullapatologia del comportamento animale.Costa ha tenuto un lungo intervento introduttivo, dove ha illustrato le principali cause delcomportamento patologico animale, comparandole a quelle conosciute nel campo della psicologia e dellapsichiatria umana.
Dagli studi dell’etologo, infatti, emerge che anche gli animali uccidono, violentano, bullizzano e talvolta addirittura cannibalizzano i propri simili. Da questo punto di partenza, la mattinata è proseguita con un approfondimento del possibileruolo delle scienze naturalinell’indagine criminologica con, tra gli altri, l’intervento del professorEnrico Alleva(reparto di neuroscienze
dell’Istituto Superiore di Sanità, premio “G.B. Grassi” dell’Accademia dei Lincei, medaglia Anokin dell’;Accademia russa delle scienze mediche).
Dopo la pausa pranzo, è stata curata un’attenta analisi delruolo del DNAnel processo investigativo, divenuto centrale anche per lo studio delle tendenze comportamentali dell’uomo criminale, analisi che il noto genetistaGiuseppe Novelli(ex rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”;, consulente del Ministero degli Interni – Sezione Polizia Scientifica), osserva con estrema cautela, perché è rischioso abbandonarsi con infantile entusiasmo al determinismo genetico: un singolo “gene del male” probabilmente non esiste. Anche perché, come ha poi illustratoAlfonso Troisi(medico psichiatra dell’università di Roma, autore di numerosi saggi scientifici), le cause che determinano la comparsa dei comportamenti patologici nell’uomo che sfociano nel comportamento criminale hanno spesso anche cause ambientali, non geneticamente correlate.
Hanno chiuso il convegnoRoberta Bruzzone,psicologa forense, nota per la sua attività televisiva divulgativa e per le consulenze fornite nei casi più emblematici della cronaca nera italiana, e l’avvocatoFabrizio Serra, che ha coinvolto tutto il pubblico con il racconto di numerosi aneddoti vissuti in prima persona nella difesa di vittime della violenza, spesso domestica.

Costa saluta lo psichiatra Alfonso Troisi (ph. Enrico Paravani)












