Coldiretti sul grano dal Canada: ” Un’invasione, è trattato con il Glifosate e penalizza il grano torinese”

Mietitura del Gran dji Bric a Casalborgone
Anche l’agricoltura torineseè penalizzata dalla massiccia importazione digrano canadeseessiccato precocemente con ilGlifosato. Un’importazionesempre più massiccia che abbassa i prezzi pagati ai nostri coltivatori per un grano che non rispetta le stesse regole di sicurezza alimentare e sicurezza ambientale che devono rispettare le nostre aziende agricole. E’Coldiretti Torinoa lanciare l’allarme: “L’importazione di grano canadese è soprattutto rivolta algrano duroche è la base per le semole che riforniscono anche ipastificiindustriali del Torinese. Ma c’è anche una buona percentuale digrano tenero, in particolare grano “di forza” adatto soprattutto per la produzione di lievitati che per il mercato torinese rappresenta la quota importante del 5%”.
Coldiretti Torino ricorda che per le campagne torinesi il grano è una produzione essenziale e sempre più strategica: “La superficie a grano – spiega il presidenteBruno Mecca Cici –supera i 20mila ettari, con una produzione di grano tenero di oltre1 milione e 50mila quintali. Uno sforzo non indifferente per rifornirei forni di panificazionee leaziende di dolcida ricorrenza come panettoni e colombe. Ma l’agricoltura torinese investe anche lefiliere localidi grano di alta qualità come la filiera del grano dellecolline chivassesi(ilGran dji Bric) con 130 ettari coltivati da 21 aziende e circa 9mila quintali prodotti; e la filiera del grano di Stupinigicon 20 ettari coltivati e mille quintali prodotti esclusivamente per la panificazione torinese. È chiaro che, se i nostri cerealicoltori continueranno ad essere penalizzati rischiamo di vedere ridotta questa coltura sempre più strategica a livello planetario con gravi rischi per la nostra sovranità alimentare”.
A livello nazionale, con gli arrivi aumentati del 68% e i prezzi pagati agli agricoltori che crollano, nonostante un’annata che ha visto un calo del 20% del raccolto, diminuiscono lescorte nella Ue. Lo segnala Coldiretti sulla base di un’analisi su datiDg Agri relativi alla campagna commerciale 2024/2025 (da luglio a dicembre 2024). Dal Paese dell’acero sono arrivate392mila tonnellate di grano duro,con un incremento del 68% rispetto allo stesso periodo della campagna 2023/2024 e stime di un ulteriore incremento ad inizio anno. Grano che viene trattato in pre raccolta con il Glifosato, con unamodalità vietatanel nostro Paese. Coldiretti è favorevole agliscambi commercialima serve un’armonizzazione delle regolebasate sul principio di reciprocità e di trasparenza. Un obiettivo che ha portato la più grande organizzazione agricola d’Italia e d’Europa a farsi capofila della riunione a Ortigia delle associazioni agricole dei Paesi del G7.
Una situazione che rischia peraltro di peggiorare a causa deidazi: secondo il rapporto dellaCommissione per lo Sviluppo del Granodel Saskatchewan la guerra commerciale traUsa e Canadapotrebbe far calare gli acquisti di cereali canadesi negli States spingendo di fatto a indirizzarli verso altri mercati se non andranno ad incrementare le scorte.
Il boom di arrivi conferma untrendche negli ultimi anni ha visto una serie di Paesi, dal Canada alla Turchia, fino alla Russia, alternarsi di fatto nell’inondare il mercato italiano di prodotto, spesso in coincidenza con il periodo di raccolta, con il risultato di far crollare le quotazioni del grano nazionale.
Non è un caso che a livello globale, sottolneano ancora da Coldiretti, le stime per l’annata agraria 2024-25 prevedono unariduzionedal 6% al 4% per le scorte complessive di grano nell’Unione Europea, mentre la quota delle scorte per gliStati Unitie laCinaè prevista in aumento, rispettivamente all’8% e al 53%.
La minor disponibilità di prodotto non ha però effetto suiprezzi pagatiagli agricoltori, proprio a causa delle importazioni sleali di cereali coltivati usando spesso prodotti da anni vietati in Europa. Nella coltivazione delgrano turcovengono usate, ad esempio, sostanze da anni vietate in Europa, dalCarbendazim,un fungicida sospettato di avere effetti cancerogeni, alMalathionun altro fungicida tossico per le api, dalCyflutrin, insetticida anch’esso cancerogeno, al Glifosato, l’essiccante vietato in Italia in pre raccolta e usato anche sul grano canadese e su quello russo, che viene prodotto utilizzando un’altra sostanza non permessa nella Ue, l’erbicida Fenoxaprop P ethyl. Il grano ucraino viene, invece prodotto usando ilChlorothalonil, un fungicida sospetto cancerogeno.
Coldiretti si è mobilitata nei porti per verificare gli arrivi di grano straniero per chiedere piùcontrolli alle frontieresulla qualità e sulla salubrità delle merci importate e il rispetto del principio di reciprocità, così da garantire che tutti i prodotti agroalimentari che entrano nel nostro Paese rispettino gli stessi standard a livello ambientale, di sicurezza e di rispetto dei diritti dei lavoratori, che sono garantiti dagli agricoltori italiani.











