A GARDEN OF MY OWN, Emanuela Bernascone – Mario Giacomelli o della poesia

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emanuela bernascone

Mario Giacomelli, 1997 Ph. Paolo Biagetti

A Milano è una giornata calda e assolata, inpiazza Duomo persino i piccioni paiono restii a disturbare i pochi visitatori che, sfidando la canicola, si fotografano davanti alla chiesa. Appena circumnavigata l’enorme vetrina posizionata davanti aPalazzo Reale,sulla quale campeggia il countdown per leOlimpiadi,mi appare
l’ingresso della mostraMARIO GIACOMELLI. IL FOTOGRAFO E IL POETA; l’accesso è defilato e quando
entro, dopo aver attraversato la piazza sotto la luce abbacinante, per un attimo non vedo nulla.

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Accedo alla prima sala e mi abituo, piano piano, all’oscurità, è una penombra che cura gli occhi, ma che placa anche i pensieri: le prime immagini sulle quali poso lo sguardo fanno parte della seriePer Poesiee svelano subito il tono e l’intenzione di questa preziosa esposizione, curata daBartolomeo PietromarchieKatiuscia Biondi Giacomelliin onore dei 100 anni dalla nascita diGiacomelli.La riflessione che permea la mostra è infatti il rapporto del fotografo con lapoesia, un rapporto intenso, sentito e vero, laddove Giacomelli non trasfigura la poesia in immagini, ma crea egli stesso poesia con le proprie fotografie.

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Mario Giacomelli, Io non ho mani che mi accarezzino il volto, 1961-63 © Archivio Mario Giacomelli

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Mario Giacomelli, Io non ho mani che mi accarezzino il volto, 1961-63 © Archivio Mario Giacomelli

Nella seconda sala, quella dedicata aL’infinitodi Leopardi, Giacomelli trasforma luce e ombra in un canto visivo, ma è la quarta sala, quella dedicata alla poesia diPadre David Maria TuroldoIo non ho mani che mi accarezzino ilvoltoche mi commuovo sin quasi alle lacrime: sui muri scuri risalta la serie dei giovaniseminaristi,immagini sospese tra innocenza e inquietudine, movimento e contemplazione, che trasformano il quotidiano in una danza tra laico e spirituale. Ogni gesto ha un valore assoluto, nessuna espressione dei volti è casuale, l’emozione con comunicano è fortissima.

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Mario Giacomelli, Scanno,1957, 1959
© Archivio Mario Giacomelli

Nella stessa sala alcune immagini diScanno, un’altra serie indimenticabile, così come lo sono, nelle sale a seguire, le immagini dove Giacomelli si confronta con le parole diSergio Corazzini, Vincenzo Caldarelli, loSpoon Riverdi Edgar Lee Master,Eugenio Montale,Léonies Adams, Franco CostabileeFrancesco Permunian.

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Mario Giacomelli, Passato, 1987-90 © Archivio Mario Giacomelli

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Mario Giacomelli, Caroline Branson da Spoon River, 1967-73 © Archivio Mario Giacomelli

Non mi sono ancora ripresa dalla sala dei seminaristi che “inciampo” in quella che ritrae il progetto realizzato
da un giovane Giacomelli all’interno di un ospizio aSenigallia,intitolata, in onore di Cesare Pavese, Verrà la
morte e avrà i tuoi occhi, ed è ancora poesia quella che si legge negli occhi liquidi degli anziani ritratti, nelle
loro mani nodose e nei forti contrasti del bianco e nero.

Vedere gran parte della produzione di Giacomelli raccolta in questo scrigno in ombra è un’esperienza da non perdere; uno dei più grandi fotografi del Novecento, autodidatta, impossibile da racchiudere in una definizione, neorealista? postmodernista? Lui fu di una categoria a sé, lacategoria “cuore”, quella a cui appartiene chi tocca i grandi temi fondamentali dell’esistenza – la vita, la morte, il tempo, l’amore – con una sensibilità e un lirismo unici, con uno sguardo visionario che non vuole imporre la sua visione, chi sa ritrarre l’assenza rendendola più che mai presente, ciò che manca parla molto più di quel che c’è.

La mostra MARIO GIACOMELLI. IL FOTOGRAFO E IL POETA, con immagini vintage originali, si svolge
congiuntamente a quella, complementare, allestita al Palazzo delle Esposizioni a Roma, dal titoloMARIO
GIACOMELLI IL FOTOGRAFO E L’ARTISTA.Mi sa che mi toccherà fare un viaggio a Roma entro settembre!

MARIO GIACOMELLI. IL FOTOGRAFO E IL POETA
Sino al 7 settembre 2025
Palazzo reale, Piazza Duomo 12, Milano
Lunedì chiuso
Mart, merc, ven, sab e dom 10.00 – 19.30
giov 10.00 – 22.30

A garden of my own, diciassettesima puntata: Mario Giacomelli o della poesia.

Le puntate precedenti: giugno 2025Canto o son desta; aprile 2024Yayoi Kusama è infinita presente;marzo 2024Non perdetevi per nulla al mondo la Biennale della Fotografia Femminile di Mantova; settembre 2023Con la luce e con l’ombra, con il caldo e con la neve: Copenaghen è sempre una buona idea; agosto 2023Ugo Mulas a Le Stanze della fotografia, sull’Isola di San Giorgio; maggio 2023Lo spettatore ha diritto di dormire, sognare, forse…;marzo 2023L’olandesina in cittàfebbraio 2023JR, i Bagni Pubblici di via Agliè e il senso dell’arte pubblica:entrare in connessione con chi ti è accanto;gennaio 2023La New York di Edward Hopper al Whitney Museum, uno sguardo orizzontale sulla città dei grattacieli; novembre 2022Andy Warhol icona pop a Padova, sorpresa nella sorpresa;ottobre 2022Sarà una settimana Torinissima; settembre 2022Superficie di Olivier Norek, un libro che ti strega;agosto 2022Greta e le Gallerie d’Italia a Torino; luglio 2022Simon Hantaïalla Fondation Louis Vuitton a Parigi; giugno 2022Diplomatija astuta;novembre 2022Andy Warhol icona pop a Padova, sorpresa nella sorpresa.

A garden of my own.Ho pensato a lungo a come intitolare la mia rubrica su Ieri Oggi Domani. e alla fine la descrizione che mi è parsa più pertinente èA garden of my own; non dovrei spiegarlo, perché è così che si fa, lasciando al lettore la curiosità e il divertimento di immaginare la causa recondita e anche la soddisfazione nel pensare di aver indovinato la motivazione. Ma io sono malata di comunicazione, nel senso che amo comunicare e ho bisogno che il messaggio arrivi forte e chiaro, senza incomprensioni; quindi eccomi qui a illustrare la mia scelta: è palese il riferimento a“A room of own’s own”, di Virginia Woolf,però io ho deciso di uscire dalla stanza per entrare in un giardino, il mio giardino. Uscire allo scoperto quasi, in un luogo tutto mio dove ospitare le passioni che mi animano; quindi qui seduti sull’erba parleremo di arte -naturalmente- e di libri, serie televisive e viaggi, ma anche di tutto ciò che attira, per un motivo o per l’altro, la mia attenzione. Comincio io a raccontare, in attesa di ricevere da qualche lettrice o lettore suggerimenti di argomenti che le o gli stanno particolarmente a cuore, perché in questo mio giardino c’è posto per tutti e niente mi riempie di gioia come ospitare gli amici in casa mia!

emanuela bernasconeTorinese, Emanuela Bernascone negli ultimi 30 anni ha lavorato nella comunicazione culturale, viaggiato molto con la numerosa famiglia e a settembre 2022 è uscito il suo primo romanzo, frutto, ça va sans dire, di un viaggio:“Malta bastarda”. A maggio 2025 è stato pubblicato“Brioches a colazione”

 

 

 

 

 

 

 

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