La vita nel fiume raccontata con le immagini di Mattia Nocciola sabato 14 marzo a Saluzzo

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A Il Quartiere di Saluzzo (piazza Montebello 1) e nell’ambito del Terres Monviso Outdoor Festival,sabato 14 marzoalle ore 15 si svolge“La vita nel fiume”, una conferenza organizzata dalParco del Monvisonella quale si propone un viaggiodalle sorgenti alla foce del fiume Poattraverso immagini diMattia Nocciola, fotografo e videomaker lombardo specializzato nel raccontare la vita nascosta degliambienti fluvialicon finalità legate alla conservazione della natura.

Una parte significativa dell’incontro è dedicata, con taglio divulgativo e didattico, al tema dellespecie alloctoneche si stanno diffondendo nelle acque dolci italiane. La loro presenza è legata sia al riscaldamento globale sia a una gestione non sempre adeguata del territorio e delle specie da parte dell’uomo. Un fenomeno che incide sugli equilibri degli ecosistemi fluviali e che richiede maggiore consapevolezza. Attraverso fotografie e video si scoprono la fauna ittica del fiume e gli ambienti più caratteristici e peculiari del suo corso. Con Mattia Nocciola intervieneMarco Rastelli, funzionario tecnico del Parco del Monviso, per una conclusione legata al lavoro di conservazione degli ambienti naturali svolto dall’ente. ModeraDavide Rossi, funzionario del Parco del Monviso e giornalista.

I fiumi sono ambienti naturali diffusi e attraversano territori abitati, ma restano in larga parte poco conosciuti dal grande pubblico. Spesso vengono percepiti come semplici elementi del paesaggio o come luoghi di svago, mentre custodiscono ecosistemi complessi e delicati. Nelle loro acque e lungo le rive vivono specie animali e vegetali meno appariscenti rispetto a quelle di montagna o di mare, ma fondamentali per l’equilibrio ambientale.Pesci di piccole dimensioni,insetti acquatici, anfibi, piante sommersee vegetazione riparialesvolgono funzioni essenziali per la qualità dell’acqua e per la biodiversità. La difficoltà di osservarli e di fotografarli, anche a causa della torbidità dell’acqua o della loro natura schiva, contribuisce a renderli poco noti, ma invece meritano attenzione e conoscenza anche in una ottica di tutela.

 

 

 



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