“Giù al fiume” con le opere di Giancarlo Laurenti – L’artista carignanese espone al Museo di Cultura popolare e contadina di Villastellone

Condividi questo articolo

giancarlo laurenti

Il Museo di Cultura popolare e contadina di Villastellone ospita, nei locali n pazza Libertà 11, la mostra personale di arte “Giù al fiume” di Giancarlo Laurenti. Inaugurazione venerdì 10 aprile alle ore 18. Apertura sabato 11 alle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18 e domenica 12 dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18. Ingresso libero. Ulteriori informazioni:  www.museovillastellone.it. La mostra ha il supporto  della Cassa di Risparmio di Fossano filiale di Villastellone. Aggiornamento: è stata aggiunta una data. Considerato lo straordinario successo, la mostra sarà ancora visitabile domenica 19 aprile dalle ore 15 alle 17.

Il fiume… l’elemento sul quale si sono formate tutte le grandi civiltà. Portatore di vita, metafora di vita, di scorrimento del tempo, di rinnovo. “Giù al fiume”, inteso come quell’istante di incontro tra ognuno di noi ed il resto del mondo. É in questa chiave di lettura che si inserisce la mostra di Giancarlo Laurenti: lui che, proprio sulle sponde del fiume, incontra legni secchi e, tramite la conoscenza ed il confronto, questi prendono anima… a volte trasformandosi addirittura in divinità. Camminando tra i suoi legni, ci vuole coinvolgere nella imprevedibilità delle cose, nello stupore dell’incontro, nella magia che si crea quando camminiamo sulle sponde del nostro fiume, armati di fantasia.

Giancarlo Laurenti è nato il 17 settembre 1948 a Carignano (TO), dove vive e lavora. Ha frequentato la Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ed ha al suo attivo molte personali e collettive, nel corso delle quali ha conseguito premi e riconoscimenti in ambito nazionale; coltivando fin da giovane la passione per l’arte, realizzando dipinti, sculture in legno ed in materie plastiche.

La pratica artistica prosegue arricchendosi con studi, letture e viaggi in città e paesi lontani. Tra questi, la permanenza in Tanzania, a contatto con l’arte ebanista Makonde, fu motivo di profonda influenza sulle sue ricerche dedicate alla scultura lignea. Qui, infatti, nasce il dare espressione concreta alle idee, conferendo presenza fisica all’intuizione creativa.

Cosi Laurenti, “ritrovando” tronchi e rami abbandonat i dalle piene del fiume Po, intuendo nella spontaneità delle loro forme una carica espressiva, prende a lavorarli, prima con interventi conservativi e poi manipolandoli ed integrandoli quanto basta, per conferire loro una nuova identità.

L’opera pittorica, invece, per lo più paesaggi, nella sua essenzialità compositiva, quasi sempre è fatta di piani, di deserti e di savane, di cieli infuocati e di notturni, o quasi tali, perché colti nel rapido trascolorare dal giorno alla notte, come accade non lontano dall’Equatore. Infatti, sono il fuoco ed il vento, sempre, a plasmare la terra e, dove occorra, con l’aiuto della mano dell’uomo, la materia; altrimenti, provvede il vulcano.

Se i temi paesaggistici di Laurenti si offrono come una metafora in cui la poesia dei colori si sublima in armonia, la sua scultura, s paziando tra materiali metallici, plastici e lignei, ricerca la traduzione dell’idea in forma, sublimando l’essenza della materia, attraverso l’azione compositiva: i concetti si fanno oggetti.

 

 



Condividi questo articolo

Potrebbero interessarti anche...