Sentinella, seminatore e buon samaritano le immagini chiave della manifestazione Democrazia – Da Torino l’invito a prendersene cura

Si è svolta a Torino, dal 17 aPalazzo Barolo,dal 18 al 19 aprile presso ilSERMIG – Arsenale della Pacee
in piazza Palazzo di Città, la manifestazione “Democrazia. Il coraggio della partecipazione”, promossa
dallaPastorale Sociale e del Lavoro di Piemonte e Valle d’Aosta, in continuità con il cammino delle
Settimane Sociali di Trieste.

A chiudere i lavori è stata la sintesi diGaetano Quadrelli,coordinatore della Pastorale regionale Sociale e
del Lavoro che ha rilanciato con forza il cammino avviato dalla Chiesa piemontese: un impegno da
continuare nel tempo, fondato su tre immagini chiave proposte dal relatore padreGiuseppe Riggio:
la sentinella, chiamata alla responsabilità e alla vigilanza; il seminatore, che diffonde la Parola e genera
futuro; il buon samaritano, che si fa carico delle ferite della società. Un invito chiaro a prendersi cura della
democrazia, cambiando il modo di abitare i luoghi e la qualità delle relazioni.
Nel cuore della riflessione, l’intervento della biblista Rosanna Virgili, che ha richiamato il valore della
politicacome “la più alta forma di carità”, secondo Paolo VI, che ha radici nella tradizione biblica. Virgili ha
sottolineato come la parola sia l’opposto della violenza e come il dialogo rappresenti una via per costruire
la pace. Ripercorrendo il rapporto tra Chiesa e guerra – dai primi cristiani fino ad Agostino e al Catechismo
– ha evidenziato la necessità di interpretare con prudenza ogni apertura alla “guerra di difesa”, rilanciando
il monito di papa Francesco contro il rischio di giustificare nuovi conflitti. In un tempo segnato da armi
sempre più distruttive e da una “guerra cognitiva” alimentata dai media, Virgili ha ribadito con forza: non è
più possibile pensare alla guerra come soluzione. Ai cristiani è chiesto un impegno profetico, capace di
leggere il presente e costruire alternative di pace. “La guerra distrugge tutto – ha concluso – il suo vero
contrario è il lavoro, che costruisce insieme”.
Le parole chiave dei relatori
Sul tema della formazione è intervenutoCarlo Belardi, docente alla Gregoriana, sottolineando il valore
delle scuole di politica come “palestre di cittadinanza”, capaci di formare persone in grado di leggere la
realtà e costruire il bene comune.
Monsignor Marco Arnolfo, Arcivescovo di Vercelli e responsabile per la CEP (Conferenza Episcopale
Piemontese) della Pastorale Sociale e del Lavoro, ha ribadito che “le buone pratiche nascono quando si
crea comunità”, mentre padreGiuseppe Riggio, direttore Aggiornamenti Sociali, ha evidenziato le sfide
della democrazia nell’epoca dell’accelerazione tecnologica, che rischia di comprimere i tempi necessari ai
processi decisionali. In questo contesto, torna centrale l’invito di papa Francesco: passare dal “parteggiare”
al “prendere parte”.
Elena Granata,vice presidente Comitato Scientifico Settimane Sociali, ha infine richiamato il valore degli
spazi pubblici come luoghi di relazione e partecipazione, sottolineando la necessità di una nuova
“grammatica della città” fondata sulla gratuità e sull’inclusione.
Dai gruppi di lavoro è emersa la necessità di rafforzarereti e alleanze,investire nellaformazione,
comunicare meglio le buone pratiche e garantire continuità ai percorsi. Centrale anche l’attenzione agli
ultimi – e ai “penultimi” – attraverso azioni concrete e comunità accoglienti.
La manifestazione ha ribadito con forza che la democrazia èpartecipazione attiva,responsabilità condivisa
e cura delle relazioni: un bene prezioso che va amato, difeso e continuamente rigenerato.
Democrazia – Il coraggio della partecipazioneha offerto uno sguardo concreto sulla partecipazione
democratica, a partire dalle tantebuone pratichepresentate in piazza Palazzo di Città: esperienze legate ai
giovani,all’energia sostenibile, all’inclusione socialee al sostegno agli ultimi.Una “vetrina viva” di
cittadinanza attiva, capace di coinvolgere anche i passanti e dimostrare che la partecipazione è possibile.
Particolare rilievo ha avuto ilprotagonismo dei giovani,con i gruppi delPOPimpegnati nello sviluppo di
progetti su welfare, inclusione e abitare solidale, accompagnati da tutor per comprendere strumenti, norme
e opportunità della partecipazione democratica. Un segnale chiaro: la democrazia si impara e si costruisce.
La icesindaca di TorinoMichela Favaroha dichiarato: “In tempi di algoritmi garantire una partecipazione piena, responsabilizzata, a fasce sempre più ampie della popolazione, è il prerequisito essenziale per far crescere sana e robusta una democrazia che ci è stata tramandata con sacrifici dolorosi.”
La presidente Fondazione CRTAnna Maria Poggiha sottolineato:“La Fondazione nel suo documento programmatico dà attenzione proprio al coraggio della partecipazione sostenendo chi si occupa di formazione alla democrazia. Riteniamo sia strategico. Serve l’impegno costante di ognuno, la democrazia non è solo il momento della scelta elettorale, ma è quotidianità”
L’iniziativa è stata resa possibile grazie al contributo della Fondazione CRT, alla collaborazione con
SERMIG, La Voce e il Tempo e AGD Agenzia Giornalistica Diocesana, e con il patrocinio di ANCI
Piemonte, Città di Torino, Regione Piemonte, Ufficio Nazionale per i problemi sociali e del lavoro e delle
Settimane Sociali dei cattolici in Italia.













