Sostenibilità d’impresa, perché le competenze ESG stanno entrando nelle decisioni strategiche

Per molti anni la sostenibilità è stata associata soprattutto agli aspetti ambientali e alla responsabilità sociale delle imprese. Oggi lo scenario appare molto diverso. Sempre più aziende la considerano una componente della strategia industriale, capace di incidere sulla competitività, sulla gestione dei rischi, sull’accesso ai mercati e sulla capacità di attrarre investimenti. La trasformazione coinvolge le grandi organizzazioni, ma coinvolge progressivamente anche le piccole e medie imprese, chiamate a confrontarsi con clienti, filiere e istituzioni sempre più attente ai criteri ESG.
I dati confermano questa evoluzione. Una recente indagine di KPMG dedicata alla rendicontazione di sostenibilità evidenzia che l’83% delle aziende dispone oggi di un comitato interno dedicato alla sostenibilità o ai rischi e sostenibilità, mentre cresce il numero di imprese che integra obiettivi ESG nella pianificazione strategica e rafforza i sistemi di gestione dei rischi.
Le imprese stanno, dunque, inserendo progressivamente la sostenibilità nei processi decisionali perché influenza aspetti concreti della gestione aziendale, l’organizzazione della supply chain, le politiche energetiche, gli investimenti, la selezione dei fornitori, il rapporto con il sistema finanziario e la capacità di rispondere alle aspettative di clienti e stakeholder. La sostenibilità diventa quindi uno strumento per costruire resilienza e creare valore nel medio e lungo periodo.
Questa evoluzione modifica anche il mercato del lavoro. Le aziende sono sempre più orientate alla ricerca di figure capaci di interpretare gli indicatori ESG, comprendere le normative, leggere i dati di sostenibilità e collaborare con le diverse funzioni aziendali.
Oltre alla preparazione tecnica, quindi, acquistano valore distintivo, in fase di valutazione delle competenze, anche la capacità di analizzare scenari complessi, ponderare impatti economici e ambientali, costruire strategie e coordinare progetti trasversali. Il professionista della sostenibilità dialoga infatti con management, istituzioni, investitori e clienti, traducendo obiettivi generali in azioni operative e misurabili.
Per questo motivo cresce l’interesse verso percorsi di formazione specialistica, come i master sostenibilità di Sole 24 Ore Business School un paniere di corsi focalizzati sui temi dell’economia circolare, della transizione energetica e dei criteri ESG, rivolta sia a giovani laureati sia a professionisti che desiderano aggiornare le proprie competenze.
I programmi sviluppano competenze su sostenibilità d’impresa, governance ESG, rendicontazione, gestione dei rischi, transizione energetica, economia circolare e strategie di decarbonizzazione, con un approccio che collega aspetti normativi, manageriali e organizzativi.
Un esempio concreto deriva dall’impostazione del Master in Sustainability Management, pensato per chi desidera acquisire una preparazione interdisciplinare sulle politiche ESG e sulla loro applicazione nelle imprese. I temi toccati sono ampi e coprono l’intero spettro delle competenze richieste, dalla governance della sostenibilità al reporting, fino alla gestione dei rischi climatici, innovazione sostenibile e trasformazione dei modelli di business. Il tutto, attraverso il confronto con manager, professionisti e casi aziendali.
L’impostazione didattica privilegia fortemente il collegamento tra teoria e pratica. Project work, testimonianze aziendali e analisi di casi consentono di osservare come le organizzazioni affrontano concretamente la transizione verso modelli di sviluppo più sostenibili. L’obiettivo consiste proprio nel comprendere come la sostenibilità possa diventare parte integrante delle decisioni manageriali.
Da oltre trent’anni Sole 24 Ore Business School sviluppa percorsi di formazione manageriale in collaborazione con una rete di oltre 600 aziende partner, favorendo un confronto costante con le esigenze del mercato del lavoro. Questo rapporto diretto con il mondo delle imprese permette di aggiornare i programmi rispetto ai cambiamenti che interessano organizzazione, innovazione e sostenibilità.
La sostenibilità continuerà a influenzare le strategie aziendali nei prossimi anni. Le imprese dovranno affrontare nuove sfide legate alla gestione delle risorse, alla competitività internazionale, ai cambiamenti climatici e all’evoluzione delle normative. In questo contesto crescerà anche la domanda di professionisti capaci di integrare competenze economiche, ambientali e manageriali.
Per chi guarda al proprio percorso professionale, la sostenibilità rappresenta quindi un ambito destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale. La capacità di leggere i criteri ESG, interpretarli in chiave strategica e tradurli in progetti concreti costituisce oggi una competenza trasversale, destinata a trovare spazio in un numero crescente di funzioni aziendali e di settori produttivi.












