Qualità a portata di tutti – Prodotti alimentari e l’importanza di saper scegliere al centro di una tavola rotonda allo stabilimento Inalpi

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Tavola rotonda allo stabilimento Inalpi (foto G. Galleano)

“La qualità a portata di tutti – L’importanza di saper scegliere” è il titolo della tavola rotonda che si è tenuta martedì 5 luglio scorso allo stabilimento Inalpi di Moretta (CN): un incontro fortemente voluto dall’azienda lattiero casearia,  dal quale sono scaturite reali visioni del rapido cambiamento del mercato del food e delle principali richieste dei consumatori, oltre a interessanti spunti sulle nuove rotte da intraprendere e mantenere.

Si è partiti dall’analisi di alcuni importanti dati. Ogni anno viene prodotto cibo per 12 miliardi di persone, quando l’intero pianeta è abitato da circa 7 miliardi di persone, di conseguenza nel mondo si producono 931 milioni di tonnellate di scarti di cibo ogni anno (dati 2019) di cui il 61% proviene dalle famiglie, 26% dalla ristorazione e il 13% dalle vendite al dettaglio. 570 tonnellate hanno origine domestica (dati UNEP – Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente – United Nations Environment Programme)

Nello stesso tempo salta agli occhi un dato che pare in netto contrasto con i numeri precedenti: secondo le agenzie delle Nazioni Unite, inclusa l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la Banca Mondiale, quasi 690 milioni di persone sono denutrite

Approfondendo l’aspetto della sostenibilità, è necessario ricordare che il 30% delle emissioni globali di CO2 provengono dal comparto agroalimentare che, se confrontate con le emissioni prodotte dal sistema di mobilità che sono pari al 17%, bene danno l’immagine dell’impatto che il sistema alimentare ha sulla terra. Il cibo – questa una delle considerazioni emerse – , deve essere ripensato nella consapevolezza che si tratta di una risorsa limitata: una minor produzione ma di qualità e che possa essere accessibile a tutti, non è quindi solo una scelta auspicabile, ma una strada obbligata per il futuro del pianeta.

Nel suo intervento Ambrogio Invernizzi, presidente Inalpi,  ha sottolineato quanto siano fondamentali alcune scelte aziendali come la ricerca della qualità, la sostenibilità, la giusta remunerazione, l’attenzione per il territorio, tutti principi che sono insiti nel DNA di Inalpi: “E’ necessario aumentare la qualità dei prodotti e al contempo, diminuire l’impatto sull’ambiente. Diventa esigenza sempre più pressante mettere in commercio prodotti buoni con metodi di conservazione alternativi e innovativi, per risolvere problemi di logistica e stoccaggio in alcune parti del mondo. È inoltre  indispensabile informare e formare, incontrarsi e confrontarsi, è l’unico modo per affrontare la realtà e trovare il modo per crescere proseguendo sulla strada della qualità etica e sostenibile. Inalpi ha intrapreso questo cammino dodici anni fa, ed è in continua evoluzione. È un’evoluzione che però non riguarda solo l’azienda, ma tutta la filiera del latte piemontese, dai conferitori alla distribuzione”.

Mario Gasbarrino, amministratore delegato DECO’ Italia, a proposito  della grande distribuzione spiegato: “Il problema attuale non è il cambiamento, ma la velocità di cambiamento.  La scelta di prodotti di qualità, al giusto prezzo, sarà l’unica via che consentirà la sopravvivenza. Non è più tempo di basare la propria offerta su volantini o sconti sempre più forti, è oltretutto acclarato quanto le offerte 3×2 generino sprechi,  la vera sfida è fare arrivare ai consumatori prodotti d qualità a prezzi accessibili. Un prodotto di alta qualità è frutto di un’attività di scouting, attività importantissima, troppo spesso trascurata dalla grande distribuzione. Il consumatore è passato, in pochissimi anni, dalla richiesta di prezzi bassi, alla richiesta di prodotti di qualità al giusto prezzo”.

Riccardo Uleri, presidente di Longino&Cardenal Group, ha affermato che il suo gruppo ha fatto della qualità l’obiettivo principale: “Andiamo dai produttori alla ricerca del miglior prodotto e portiamo anche i giornalisti a conoscere le aziende, lavoriamo essenzialmente con il mondo della ristorazione, ma attraverso il nostro canale di e-commerce verifichiamo che, anche chi compera prodotti da utilizzare a casa, è alla ricerca della qualità e della particolarità. È importante sottolineare un concetto: il prodotto di qualità è di per sé sostenibile e diventa sempre più importante mangiare meno, e in modo più vario, per mangiare meglio – ha poi aggiunto – la qualità può essere riscontrata in tutti i prodotti, dal caviale alla mortadella, non dobbiamo confondere la qualità con il lusso”.

Andrea Biagini, consulente Food & Lifestyle – 32 Consulting,  che si occupa di comunicazione, ha messo in evidenza quanto sia difficile comunicare il concetto di qualità e di quanto invece sia importante per le aziende mantenere un atteggiamento coerente su ciò che producono, di quanto sia premiante comunicare in modo chiaro: “Comunicare la qualità è assolutamente necessario, le industrie del Food devono comunicare l’etica e farla capire al consumatore, attraverso la loro storia e la storia dei loro prodotti. È inoltre molto importante investire sui giovani consumatori, perché la qualità va insegnata fin da piccoli. L’Italia è il paese con la maggior cultura del cibo nel mondo, con il maggior numero di prodotti, viviamo in un paese straordinario e anche alcune forme di spettacolarizzazione della cucina, che sono per lo più criticate, hanno avuto la capacità di avvicinare i giovani alla cultura del cibo e alla ricerca della qualità”.

 




 

 

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