100% Italia a Torino, Biella e Vercelli – Capolavori in mostra e un viaggio straordinario lungo cent’anni

 

Torino, Biella e Vercelli ospitano, in diversi sedi e fino al 10 febbraio 2019, la mostra 100%Italia – Cent’anni di capolavori, esposizione promossa dal Museo Ettore Fico di Torino e inaugurata a settembre, dedicata agli ultimi cento anni di arte italiana, dall’inizio del Novecento ai giorni nostri. Sedi e sezioni: Biella: Palazzo Gromo Losa (corso del Piazzo 22-24) “Futurismo”; Museo del Territorio (via Quintino Sella 54/b) “Secondo Futurismo”. Vercelli: Arca (ex Chiesa di San Marco, piazza San Marco 1)“Metafisica”, “Realismo Magico”, “NeoMetafisica”. Torino: MEF – Museo Ettore Fico (via Francesco Cigna 114) “Novecento”, “Corrente”, “Astrazione”, “Informale”; MEF Outside (via Filippo Juvarra 13) “Pop Art”, Mastio della Cittadella (via Cernaia 1) “Optical”, “Minimalismo”, “Arte Povera”, “Arte Concettuale”; Palazzo Barolo (via Corte d’Appello 20/C) “Transavanguardia”, “Nuova Figurazione”, “International”.

100%Italia  propone al grande pubblico un progetto a più livelli. Il primo è lineare e cronologico dove le opere si susseguono, anno dopo anno, in un continuum percettivo senza soluzione di continuità. Il secondo è quello dei movimenti che maggiormente hanno influenzato il nostro gusto e le estetiche mondiali. Il terzo è un progetto didattico e divulgativo per chi volesse approfondire in modo unitario percorsi e storie legate all’arte. Ogni sezione è illustrata attraverso saggi che prendono in esame i maggiori movimenti italiani. Questi documenti completano la mostra e il catalogo di accompagnamento si propone anche come testo fondamentale per comprendere la nostra storia, il nostro passato e il nostro futuro.
La mostra pone all’attenzione quei capolavori che solitamente vengono conservati in collezioni private e che difficilmente vengono esposti pubblicamente per dare, oltre che un quadro completo sul piano scientifico, una scelta di opere eccezionali mai esposte.




Con un percorso storico esaustivo, il progetto è l’occasione per evidenziare il ruolo preminente dell’arte italiana, che ha saputo segnare profondamente la creatività europea e quella mondiale. Ogni anno e ogni decennio sono stati contraddistinti da forti personalità che hanno influenzato l’arte del “secolo breve” e oltre; nessuna nazione europea ha saputo infatti offrire artisti e capolavori, scuole e movimenti, manifesti e proclami artistici con la continuità dell’Italia. In un momento in cui il valore identitario di una nazione deve essere ripreso, riconfermato e ribadito, non per prevaricare, ma per aiutare la comprensione della storia, 100%Italia vuole fare il punto e riproporre evidenti valori che per un tempo troppo lungo molti critici hanno sottovalutato. Gli artisti considerati come capisaldi della cultura internazionale vengono esposti, ognuno con una o più opere rappresentative del proprio percorso e del periodo storico di appartenenza. La grandezza dei maestri si potrà quindi percepire in un unicum e in una sequenza espositiva che faranno fare al visitatore un viaggio straordinario lungo cent’anni. 100%Italia ha collaborato con collezioni e  archivi di musei, di fondazioni, di gallerie pubbliche e private e di collezionisti che insieme hanno costruito un evento unico nel suo genere.

Il Museo Ettore Fico di Torino,si è avvalso della collaborazione e del supporto strategico dell’Associazione Nazionale delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea – che raggruppa circa 160 gallerie in tutta Italia – , dell’Associazione Fondazioni e Casse di Risparmio Spa – che rappresenta circa 30 Casse di Risparmio e 88 Fondazioni di origine bancaria sul territorio nazionale – nonché di Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, che hanno attivato la ricerca di un insieme di opere importanti, spesso mai esposte, al fine di offrire una mostra pressoché inedita per il grande pubblico nazionale e internazionale.
La mostra è ideata e coordinata da Andrea Busto ed è curata da Luca Beatrice, Lorenzo Canova, Claudio Cerritelli, Marco Meneguzzo, Elena Pontiggia, Luigi Sansone, Giorgio Verzotti.
IL PERCORSO ESPOSITIVO. L’avvio è precedente al 1915, anno in cui l’Italia entra ufficialmente nel primo grande conflitto mondiale, nella prima guerra “globalizzata” in cui le superpotenze si fronteggiavano e si scontravano in un modo violento e disumano. In quegli anni i Futuristi avrebbero voluto «bruciare i musei e le biblioteche» così da chiudere con la storia passata e identificarsi con il presente, ovviamente in senso puramente ideologico.

La conclusione delle mostra è contrassegnata dal 2015, in un tempo in cui l’ideologia prende il definitivo sopravvento sulla razionalità e sulla tolleranza reciproca, attuando in concreto quelle distruzioni simboliche dei Futuristi. Il 12 marzo 2001 vengono distrutti i Buddha di Bamiyan dai talebani. Il 25 febbraio 2015 i jiadisti bombardano Ninive e i distruggono i reperti archeologici del museo di Mosul. Nello stesso anno avviene la distruzione del sito archeologico di Palmira e l’assassinio di Khaled Asaad, archeologo e studioso da oltre cinquant’anni della città siriana. Già il 18 agosto 2014 Papa Francesco pronuncia queste parole: «Oggi noi siamo in un mondo in guerra, dappertutto! Qualcuno mi diceva: “Lei sa, Padre, che siamo nella Terza Guerra Mondiale, ma a pezzi?”. Ha capito? E’ un mondo in guerra, dove si compiono queste crudeltà.» (Conferenza stampa di Papa Francesco del 18 agosto 2014). Le tipologie e metodologie di sterminio cambiano e, dallo scontro frontale, si spostano su fronti a macchia di leopardo per distruggere popoli e nazioni nella loro totalità attraverso simboli artistici e storici che documentano l’arte e la religione. Paradossalmente l’arte moderna e contemporanea seguono questi stessi schemi. Le scuole, le estetiche, il mercato si adeguano e si adattano ai cambiamenti epocali segnando differenze e cambi di potere a livello internazionale.

100%Italia non è un reportage di guerra, ma un viaggio segnato da tre grandi guerre che hanno mutato il mondo e la sua percezione e, soprattutto, un resoconto accurato della creatività e della genialità italiana da sempre “cartina al tornasole” dello stato dell’arte. I nostri artisti hanno saputo, come nessun altro, entrare in contatto con movimenti internazionali e istanze non provinciali, hanno saputo rielaborare la nostra cultura attraverso altre culture, restando permeabili e nello stesso tempo autonomi.

 

 

 



Nelle immagini: Francesco Menzio, Ritratto di Persico, 1929; Alessandro Mendini, Poltrona di Proust, 1987; Antonio Calderara, La famiglia – Dopo il temporale, 1934;  Athos Casarini, Dinamismo di metropoli, 1912; Concetto Pozzati, Natura morta en plein air, 1968-69; Fortunato Depero, Pietre alpestri, 1934; Franco Garelli, Attesa, 1963; Lara Favaretto, Mondo alla rovescia, 2001-02; Maurizio Cattelan Untitled 95.

 

 

 

 

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