BENESSERE NOVEMBRE – A tavola con il ciapinabò

SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO

A tavola con il ciapinabò

A Carignano si è da poco svolta la 27esima edizione della sagra del “ciapinabò”, ma la sua stagionalità è appena iniziata!

Il topinambur o carciofo di Gerusalemme, in piemontese ciapinabò, è un tubero originario del Nord America ed importato in Europa all’incirca nel XVII secolo. La pianta è un’erbacea perenne (Helianthus Tuberosus) che ben si adatta al clima mediterraneo e non richiede particolari attenzioni e cure nella coltivazione; i suoi fiori particolarmente belli e gialli ricordano i girasoli. Il tubero è commestibile e simile ad una patata raggrinzita, semplice da pulire prima di cucinarlo: basta una piccola spazzola ed acqua corrente per risciacquarlo.
Durante le guerre questo tubero era considerato un’importante risorsa alimentare, ubiquitario dalle nostre parti ed economico. Oggi è stato notevolmente rivalutato per le sue notevoli proprietà organolettiche e benefiche per la salute, nonché per la sua versatilità in cucina (Inran.it). Il modo migliore per godere dei suoi benefici è a crudo, magari con la bagna caôda o semplicemente tagliato a fettine sottili con olio e limone, oppure si può gustare cotto sotto forma di flan, vellutata o come gustose chips (i ciafrit infarinati e fritti).



Il topinambur è ottimo nelle diete dimagranti perché poco calorico, povero di grassi, ricco di proteine (2 gr ogni 100 gr di alimento) e di fibre (1.6 gr); è un aiuto per la regolarità intestinale nonché per il controllo della glicemia e del colesterolo. Tra le fibre si annovera la presenza di inulina che viene “digerita” dalla nostra flora batterica intestinale rafforzandola e nutrendola. Perfetto per le donne in menopausa grazie al contenuto di calcio e magnesio, minerali utili per la salute delle ossa. Facilita la digestione ed aiuta a contrastare l’azione dei radicali liberi per il contenuto di Vitamina A e C (utile per prevenire le patologie degenerative e l’invecchiamento cellulare). Il suo contenuto in potassio è superiore a quello delle banane con azione benefica sulla pressione sanguigna e tutto il sistema cardiovascolare (Horochowska et al 2017).
Coltivato da secoli in Piemonte, inizia ad essere impiegato per la produzione di bioetanolo, utile per i biocarburanti, e come fertilizzante dei terreni. Potrebbe quindi rappresentare un’ottima risorsa anche per la salute dell’ambiente.

Siamo quello che mangiamo
A cura della dottoressa Chiara Depetris, biologa nutrizionista
chiara.depetris@libero.it

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