Allontanamento Zero, la Regione Piemonte avvia il disegno di legge

Allontanamento zero

Evitare il distacco dei bambini dalle famiglie di origine, prevenire e fare tutto il possibile perché ciò non avvenga, risparmiando a tanti bambini traumi indelebili. Il disegno di legge sul’allontanamento zero è stato presentato nei giorni scorsi in Commissione Sanità da Chiara Caucino, assessore alle Politiche della Famiglia e dei Bambini. “Questo provvedimento, a cui tengo particolarmente – ha sottolineato Caucino – ha l’obiettivo di tutelare al massimo i bambini, istituendo, in particolare, l’obbligatorietà dei Progetti educativi familiari (Pef) per garantire condizioni adeguate a mantenere il minore nel nucleo originario. Nessun minore allontanato e nessuna comunità familiare, infatti, dimenticherà mai, e per tutto il corso della propria vita, un trauma tanto doloroso come l’allontanamento forzato dalla famiglia naturale. Nel momento in cui si rileva un disagio le Istituzioni hanno il dovere di restare accanto ai genitori, cercando di evitare inutili sofferenze per i piccoli. Vogliamo dare massima centralità al nucleo familiare, puntando a ridurre il 60 per cento di allontanamenti anche attraverso un eventuale sostegno economico alle famiglie; mentre l’inserimento in strutture semiresidenziali e residenziali dovrà avvenire in via residuale ed eccezionale”.

“Che sia possibile –  ha aggiunto l’assessore Caucino – ridurre gli allontanamenti, lo dimostrano i dati disaggregati per Consorzio. A parità di numero di minori, esistono Consorzi che allontanano anche tre volte in più rispetto ad altri con percentuali inferiori al 2 per mille complessivo di minori allontanati. Vogliamo assolutamente evitare continui traumi ai bambini che già vivono situazioni di estrema difficoltà, sostenendo le famiglie attraverso i Piani educativi per le famiglie”.

I COSTI.  Per sostenere azioni di prevenzione è prevista la destinazione di una quota non inferiore al 40 per cento delle risorse del sistema integrato dei servizi sociali e delle politiche familiari. Nel 2017 sono stati spesi 44 milioni di euro in rette di Comunità, 11 milioni per sostenere gli affidi e 1 milione per attività preadottive.

L’assessore Caucino ha infine sottolineato:  “L’allontanamento non è un’azione preventiva ma un fallimento. Come rappresentanti delle Istituzioni siamo certi che ridurre gli allontanamenti sia necessario più che mai in questo momento, soprattutto alla luce delle recenti cronache di Frosinone che testimoniano gli errori commessi da un sistema di leggi che non funziona. Lavoreremo, disponibili all’ascolto delle minoranze, per ridurre a zero questo problema, che incide fortemente sul presente e sul futuro dei nostri piccoli, convinti di poter solo fare passi avanti migliorando la qualità della vita sociale, affettiva e psicologica dei bambini che oggi vivono situazioni traumatiche e difficoltose, grazie a una legge ormai superata. Il disegno di legge, condiviso e fortemente voluto dalla maggioranza, non si presta a strumentalizzazioni politiche ma agisce, e lo ribadisco ancora una volta, nell’interesse esclusivo del minore”.


LA LEGGE IN BREVE.  Art. 2: prevenire l’allontanamento con la redazione di un Progetto educativo personalizzato (Pef) senza il quale, salvo differente disposizione dell’Autorità giudiziaria, non sarà possibile procedere ad un allontanamento. Art. 3: prevedere interventi di sostegno alla genitorialità con un progressivo superamento degli inserimenti in struttura. Art. 4: il 40% delle risorse sono destinate per azioni di sostegno alle famiglie e per la prevenzione all’allontanamento. Art. 5: impossibilità di allontanamento di un minore per indigenza del nucleo familiare. Art. 7: valutazione multidisciplinare della situazione di disagio familiare con relazioni suffragate dall’autorità scolastica, da associazioni sportive, enti religiosi, per non “lasciare soli” i servizi territoriali in una decisione così traumatizzante come l’allontanamento. Art. 9: obbligo di coinvolgere la comunità familiare fino al 4° grado di parentela negli affidi come prevede la legge dello Stato, che però nella maggior parte dei casi non viene, ad oggi, applicata.

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