Ospedale unico Asl TO5, area Sanda-Vadò in discussione – Studio ormai datato, da aggiornare

Consiglio regionale del Piemonte Palzzo Lascaris

Esondabilità, consumo di terreno agricolo, scarsa baricentricità, e uno studio ormai troppo datato. Si rimette in discussione l’area su cui dovrà sorgere il nuovo ospedale unico dell’Asl TO5 programmato dalla Regione Piemonte nel 2015, superamento degli attuali presidi di Moncalieri, Chieri e Carmagnola. E Sanda Vadò, il sito tra Moncalieri e Trofarello preferito rispetto ad altre candidature (Comune di Cambiano Area “ex Parco Veicoli Inefficienti”; Comune di Chieri Area in “zona Fontaneto” e Area “vicinanze castello di Pessione; Comune di Santena Area in “zona Tetti Agostino” e Area “ex Laria – Mosso – San Paolo”; Comune di Villastellone Area “ex Stars”) individuato ormai quattro anni fa ma fin da subito oggetto di forti critiche e contestazioni, compreso un ricorso al Tar, torna sotto esame e non solo attraverso la perizia idrogeologica disposta dalla Regione. E’ stato presentato nei giorni scorsi dal consigliere regionale Davide Nicco (primo firmatario del documento, sottoscritto anche da Paolo Bongioanni) un ordine del giorno avente per oggetto proprio la richiesta di aggiornamento dello studio per la localizzazione fatta nel 2016 dal “Gruppo di Studio di edilizia sanitaria”.

davide nicco ospedale unico

“Mentre sono in corso approfondimenti idrogeologici sull’ipotizzato sito di Moncalieri – spiega il consigliere Nicco – , ho proposto in Regione di ripetere con dati aggiornati lo ‘studio’ sul quale si basava la scelta di costruirlo a Moncalieri, studio ormai vecchio di quattro anni e mezzo. La Giunta regionale potrà così decidere sulla base del nuovo e più aggiornato studio”.
Dopo un excursus sull’iter fin dai suoi primi passi, il documento giunge alle conclusioni: “Riteniamo che la Regione Piemonte, in concorso con tutti i comuni dell’intera Asl TO5 e della città Metropolitana, debba rivedere al più presto la posizione espressa con la deliberazione regionale, per aderire maggiormente ai principi espressi dalle molte norme in materia; che la scelta dell’area da parte della Regione ha causato pesanti contestazioni da parte di molti Comuni: per il consumo del suolo agricolo di pregio, per l’esondabilità sia dei terreni su cui l’ospedale unico insisterebbe, sia delle strade di accesso, così come accaduto nell’alluvione del novembre 2016, per la scarsa baricentricità rispetto al territorio dell’Asl TO5, che lascerebbe scoperta tutta la zona sud-est dell’area dell’Asl To5 coincidente con il Chierese ed il Carmagnolese, per la vicinanza del nuovo Ospedale Unico rispetto alla Città della Salute, che genererebbe per gli abitanti di una parte dell’Asl TO5 addirittura la possibilità di scegliere tra due grandi strutture ospedaliere nelle immediate vicinanze, mentre la restante parte degli abitanti dell’Asl TO5 sarebbe priva di ospedali nelle loro vicinanze, con una evidente ed inaccettabile disparità di trattamento. A tal proposito in data 28/11/2016 il Comitato dei Sindaci di distretto del Cisa31, che rappresenta ben 8 Comuni dell’Asl TO5, approvava una delibera che inviavano alla Regione spiegando “Di prendere atto che il sito individuato dalla Regione Piemonte risulta presentare notevoli criticità sotto il profilo tecnico logistico, come evidenziato dai recenti allagamenti e dal relativo isolamento stradale, nonché per la scelta di un territorio agricolo, in controtendenza con le direttive contemporanee sulla necessità di preservare detti territori dalla cementificazione””.
Ma “tralasciando le criticità evidenziate da associazioni ambientaliste e Comuni e finanche il ricorso al Tar – prosegue il documento – , rimane il fatto oggettivo ed incontrovertibile che la scelta si basa su uno studio che teneva conto di elementi quali necessità sanitarie, viabilità stradale, reti di trasporto pubblico e privato, baricentricità dell’area, dislocazione di utenti, ecc. risalente ad ormai oltre quattro anni orsono (26/4/2016) e che pertanto, per tener conto del notevole arco temporale da allora trascorso che inevitabilmente vede mutare progressivamente nel tempo tutti questi elementi, è quanto meno opportuno che la Regione elabori un nuovo studio completo e con dati aggiornati, che ridetermini caratteristiche e necessità del territorio dell’Asl TO5 in data odierna”.
Il consigliere Nicco continua: “E’ noto come sia condivisa dalla Regione Piemonte la convinzione della necessità di disporre di un Ospedale Unico dell’Asl TO5, con una urgenza che deve trovare mediazione con la necessità della sicurezza sulla bontà della scelta del sito del nuovo ospedale”.
A tal scopo l’Assessorato ha già richiesto, tramite l’Asl To5 che ha pubblicato un apposito bando, una perizia asseverata che accerti la reale situazione idrogeologica dell’area, i cui tempi di realizzazione sono stimati in circa due mesi e l’iter procedurale è quindi attualmente sospeso in attesa della realizzazione e dell’asseverazione della perizia idrogeologica.

L’ordine del giorno che sarà portato in discussione e sottoposto all’approvazione del Consiglio regionale impegna dunque  la Giunta di Alberto Cirio “a rielaborare con dati aggiornati al 2020 lo studio per la localizzazione dell’Ospedale Unico dell’Asl TO5 elaborato nella primavera 2016 dal “Gruppo di Studio di edilizia sanitaria”, studio da esaminarsi contestualmente alla perizia idrogeologica asseverata prima della decisione definitiva sulla localizzazione dell’ospedale unico. Lo studio aggiornato dovrà essere predisposto in tempi ragionevolmente brevi, ovvero tendenzialmente entro i termini di asseverazione della perizia idrogeologica, in modo da non allungare i tempi attualmente previsti dell’iter procedurale, ma al contrario da sfruttare il tempo di attesa per la redazione e l’asseverazione della perizia. Lo studio approfondirà con dati aggiornati tutti gli elementi previsti nel Protocollo di Intesa del 03/12/2015 sottoscritto tra Regione e Comuni, quali, a titolo di esempio, le caratteristiche delle aree, la loro accessibilità privata e pubblica, la loro baricentricità e la minimizzazione del consumo di suolo agricolo”.



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