Agricoltori e autorità a Casanova in occasione di Sant’Antonio Abate per dire ancora una volta no al deposito di scorie radioattive sul territorio

casanova sant'antonio abata 2022

Per il secondo anno il mondo agricolo, e non solo, del territorio si è riunito all’abbazia di Casanova per le celebrazioni religiose in occasione, domenica 16 gennaio, della festa del suo patrono Sant’Antonio Abate ma anche per ribadire il fermo no all’ipotesi di localizzazione, proprio su un’area della borgata carmagnolese, del futuro  deposito unico nazionale dei rifiuti radioattivi.

Moltissimi i trattori arrivati sul piazzale antistante la chiesa, per la tradizionale messa e benedizione degli animali,
delle attrezzature, dei lavoratori in campo agricolo e del creato.
Tra i  numerosi presenti,  tra cui molti giovani agricoltori locali, c’erano anche il sindaco di Carmagnola Ivana Gaveglio, l’amministrazione comunale carmagnolese, molti sindaci del territorio tra cui il primo cittadino di Chieri Alessandro Sicchero, il sindaco di Poirino Angelita Mollo e il vicesindaco di Villastellone Domenico Ristaino. Sono intervenuti anche l’onorevole Augusta Montaruli, il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Stefano Allasia, l’assessore regionale Maurizio Marrone, il consigliere regionale Davide Nicco, il consigliere metropolitano Roberto Ghio.
Durante l’omelia il parroco di Salsasio, Casanova e Vallongo don Iosif Patrascan ha sottolineato: “Si è parlato di collaborazione tra gli enti, tra Comune, Regione ed enti dello Stato e Chiesa, questo credo sia un fattore positivo. Il creato, l’ambiente e la natura vanno difesi sempre e comunque”.

casanova sant'antonio abata 2022
Il Parroco tiene inoltre a ringraziare tutti coloro che hanno organizzato e collaborato per la realizzazione
della celebrazione ed in particolare tutti coloro che hanno permesso di svolgere la benedizione in sicurezza
tra cui il comandante dei Carabinieri di Carmagnola maresciallo Piero Massimo Fracella, i vigili urbani della
città e le Giav per essere sempre presenti.




Al termine della benedizione don Iosif ha poi baciato la terra come segno di rispetto e amore verso il creato di Dio, come faceva ogni giorno suo padre in Romania.
Dopo la messa e la benedizione sul piazzale antistante la storica abbazia  numerosi trattori hanno hanno dato vita ad un corteo pacifico ma molto simbolico per dire ancora una volta no al deposito di scorie
nucleari a Casanova.
Nel pomeriggio, anche sul piazzale della chiesa nuova di Salsasio sono stati benedetti altri trattori, animali sia domestici che da allevamento e tutti i fedeli.

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