Menta e altre piante officinali: a Pancalieri si annuncia un’annata di qualità superiore – Viverbe a settembre

“Il mix tra il caldo di queste settimane e le giuste precipitazioni che ci sono state tra inverno e primavera, ci sta permettendo di avere una qualità di erbe e piante officinali decisamente superiore agli altri anni”. A dirlo sono i produttori di Pamcalieri, che stanno sperimentando come non sempre le elevate temperature rappresentino un danno in agricoltura. Proprio in questi giorni sono impegnati nei campi con il
taglio di menta piperita, passiflora, camomilla romana, assenzio, estragone, melissa e altre essenze, fase che dà il via al conto alla rovescia per Viverbe, manifestazione dedicata a queste piante (una quarantina quelle coltivate in questo angolo di Piemonte) e giunta quest’anno alla 45esima edizione. Si svolgerà nel centro storico di Pancalieri, dal 18 al 20 settembre.

Passiflora

“Lo scopo della manifestazione è di avvicinare e creare interesse intorno a produzioni legate alla realizzazione di distillati ed essiccati – spiega il sindaco Piero Paletto – Per tre giorni si potrà sorseggiare un freschissimo bicchiere di acqua e menta e godere delle bellezze del nostro centro storico, con il vecchio mulino e la sua ruota ancora funzionante, il canale Angiale che attraversa il paese e al centro si allarga in uno spazio naturale ricco di pesci, anatre e cigni. Ma anche le nostre stradine interne in porfido, le chiese e le cappelle ricche di storia e di opere d’arte”.
Qui i cambiamenti climatici non sembrano destare la preoccupazione che si vive per altre produzioni agricoli. Una parte delle tipicità pancalieresi non hanno infatti bisogno di essere bagnate e, quindi, non soffrono i periodi di siccità che ciclicamente colpiscono il Nord Ovest d’Italia. E non patiscono nemmeno le temperature elevate, anzi il caldo ne migliora la qualità: “Anche se le alte temperature potrebbero far ridurre la produzione di qualche quintale per ettaro, per noi è la qualità che conta – spiegano i produttori – Con stagioni come quella attuale, i contenuti in oli e principi attivi sono più alti e, dunque, il prodotto è migliore”..
La coltivazione della erbe aromatiche è una tradizione di questo territorio da più di 150 anni. Tutto cominciò con la menta piperita. Il lavoro veniva eseguito manualmente da tante aziende agricole familiari.
Piccoli industriali del settore (di cui uno francese) costruirono numerosi alambicchi per la distillazione. Acquistavano la menta in pianta dai coltivatori e la trasformavano in olio essenziale.
La massima produzione si registrò intorno al 1930, con circa 2000 ettari coltivati a menta fra Pancalieri e una quindicina di Comuni limitrofi e la distillazione che avveniva in un centinaio di alambicchi. “Per la qualità dell’olio essenziale, la nostra menta (nella foto qui sotto) si è guadagnata la fama di “migliore del mondo” sottolineano i produttori.

Intorno al 1950 si affiancò la coltivazione dell’ estragone, che per una trentina d’anni registrò un notevole interesse. In quel periodo arrivò anche l’ assenzio gentile, la prima essenza che andava essiccata in pianta e non distillata come le precedenti. Fu quindi messo a punto un sistema di essiccazione naturale all’ombra, mediante piccoli mazzetti che venivano appesi a fili di ferro tirati sotto le travi delle tettoie agricole. Dal 1980 arrivarono gli essiccatoi ad aria calda forzata.

Nel 1985 venne costituita la cooperativa “Erbe Aromatiche Pancalieri”, inizialmente con 11 aziende
agricole del territorio. Il sodalizio costruì tre alambicchi in acciaio inox e tre essiccatoi ad aria calda. In seguito vennero realizzate nuove strutture e impianti di prima trasformazione, oltre all’acquisto di macchine innovative.
Attualmente la cooperativa è composta da 28 associati, che coltivano una trentina di aromatiche su
una superficie complessiva di 240 ettari. Possiede 16 essiccatoi statici (in parte anche nelle aziende
dei soci), 2 essiccatoi mobili, 1 essiccatoio rotante ad alta produzione e 5 alambicchi. La produzione
annuale di erbe essiccate è di 1 milione di kg e quella di oli essenziali di 2000 kg. Sei le tipologie
di erbe coltivate in grande quantità, venti in media quantità, otto in piccole quantità e cinque per studio
e sperimentazione. Sul fronte della commercializzazione, il 50% del prodotto va alle industrie di vermouth e liquori e l’altra metà a quelle di estrazione di integratori e farmaceutica. Circa l’85% del totale finisce all ’estero.
Già nel 1985 gli alambicchi furono costruiti con raffreddamento delle serpentine ad aria, anziché adacqua, così da recuperare totalmente il calore e inviarlo agli essiccatoi. Questi ultimi sono dotati di valvole a ricircolo d’aria e di ventilatori con motori comandati da inverter, in modo da ottimizzare i consumi termici ed elettrici. Questi accorgimenti portano ad un risparmio del 50% sui costi di essiccazione.
Nell’ultimo decennio sui tetti dei capannoni della cooperativa sonostati installati due i mpianti fotovoltaici da 20 KW completamente integrati con recupero dell’aria calda che viene inviata agli essiccatoi. Oltre al beneficio termico, si raffreddano anche i pannelli fotovoltaici aumentandone il rendimento. Nelle aziende di
due soci sono presenti caldaie a biomassa che utilizzano cippato di legno secco di recupero e residui della lavorazione delle erbe secche.
In futuro dovrebbe arrivare anche una sarchiatrice robotizzata comandata da computer e intelligenza artificiale. Grazie a una telecamera riconosce negli appezzamenti le erbe buone da quelle
infestanti e segnala la loro esatta posizione al sistema di estirpamento che le elimina. Macchina unica, completamente elettrica, quasi pronta per le prove in campo.
Nell ’industria alimentare piante ed erbe officinali possono servire per insaporire cibi e preparati
diversi. Quelle coltivate e richieste sono: basilico, prezzemolo, coriandolo, salvia,
rosmarino, timo, origano, peperoncino.
Nell’i ndustria dolciaria per la produzione di confetti, caramelle, cioccolatini, sciroppi e vengono
utilizzate menta, liquirizia, melissa, eucalipto, vaniglia, genziana.
Per vermouth, bevande e liquori vengono prodotte e acquistate menta, assenzio, santoreggia, issopo,
cardo santo, carciofo, luppolo, calamo.
Nella cosmetica e nei detergenti si utilizzano per la preparazione di creme, saponi, dentifrici, shampoo, deodoranti e profumi. Sono; lavanda, rosa, camomilla, malva, ortica, camomilla romana.
Nell’ erboristeria e nell’ industria farmaceutica servono per preparati fitoterapici, tisane, tinture, prodotti omeopatici, estratti, integratori e farmaci. Le richieste vanno su passiflora, echinacea, tarassaco, betulla,
tiglio, sambuco, iperico, biancospino, bardana e valeriana.












