A Torino lunedì 7 ottobre l’Half Earth Day – La Metà della Terra, una sfida biologica ma soprattutto etica.

Half Earth Day

E’ una sfida ecologia ma soprattutto etica: si svolgerà lunedì 7 ottobre l’Half Earth Day. Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università degli Studi di Torino (DBios), ha organizzato una giornata dedicata alla conservazione della natura ispirata alle teorie del biologo Edward O.Wilson. L’iniziativa avrà luogo  alle ore 16.30  presso l’Aula Magna del Dipartimento,  in via Accademia Albertina 13 a Torino.

L’impatto dell’uomo sta incidendo pesantemente sull’equilibrio della biosfera. A causa della continua distruzione di habitat, dell’inquinamento di aria, suolo e corsi d’acqua, del cambiamento climatico, dell’introduzione di specie invasive e dello sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, si sta verificando una significativa diminuzione di biodiversità.

L’entomologo e conservazionista, nonché Premio Pultitzer, Edward O.Wilson, dopo una vita dedicata allo studio della sistematica delle formiche e dopo aver promosso l’idea rivoluzionaria della sociobiologia si è dedicato alla conservazione della natura. In questo senso ha recentemente lanciato l’idea e visione di “Half Earth” (Metà della Terra), titolo del suo omonimo libro. Alla base di questo approccio vi è il paradigma di una conservazione della natura intesa a promuovere uno sviluppo sostenibile centrato sulla protezione e il ripristino degli habitat naturali, in particolare delle foreste, come elementi cruciali per mitigare i cambiamenti globali e evitare che avvenga la sesta estinzione di massa.

Half Hearth Day

Per scongiurare il collasso degli ecosistemi, l’umanità deve adottare da subito strategie globali che mirino al rispetto dei cicli naturali su una superficie consistente del Pianeta. La complessità della natura è tale che è necessario mettere in pratica soluzioni coordinate di protezione delle foreste per garantire la persistenza di tutti i processi naturali, per assicurare la stabilità del Pianeta e la persistenza della biodiversità.

Proteggendo il 50% del pianeta sarebbe probabilmente possibile salvaguardare l’80% della biodiversità mondiale (almeno 10 milioni di specie). Per questo gli studiosi e i biologi della conservazione stanno sempre più interagendo con i decisori politici e con i gestori degli ambienti naturali, prevedendo un processo di salvaguardia che contempli una messa in sicurezza tramite una rete di aree protette sufficientemente vaste da garantire un elevato grado di integrità e funzionalità ecosistemica.



Di tutto questo si parlerà nell’ambito della giornata italiana “Half Earth: una sfida ecologica, ma innanzitutto etica”. Dopo la prima edizione, organizzata dal Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna, quest’anno l’iniziativa è promossa dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, che negli ultimi anni ha prestato particolare attenzione al ruolo dei musei naturalistici nella conservazione della natura e nello studio della biologia delle estinzioni, insieme al DBios promotore di un dottorato sulla sostenibilità ambientale, intersezione di saperi scientifici ed umanistici. L’evento prevede la partecipazione di ricercatori impegnati in campo botanico e zoologico, i quali forniranno indicazioni sulla necessità di un “new deal per l’ambiente” che vede coinvolti nel progetto “Half Earth” istituzioni governative e di ricerca, fondazioni, gestori delle aree protette e collettività.
Il messaggio è chiaro: dobbiamo non solo lasciare alle generazioni future un mondo vivibile, ma soprattutto dobbiamo fare il possibile per limitare le estinzioni attualmente in corso.

Half Earth Day

Italus, l’albero più vecchio d’Europa (fotografia di Gianluca Piovesan)- Con i suoi 1231 anni è l’albero datato più vecchio d’Europa. Ha il tipico habitus dell’albero vetusto con cimale e rami dissecati. Questo pino loricato vive in un’area remota e selvaggia del Parco Nazionale del Pollino e costituisce un habitat per specie a rischio di estinzione quali il Buprestis splendens. Nei suoi anelli è racchiusa la storia dei cambiamenti ambientali incluse gli eventi eccezionali come le “tempeste” di raggi cosmici del 993-994.

PROGRAMMA:

ORE 16.30 – Saluti istituzionali
Cristina Giacoma (Università di Torino)
Gen. Benito Castiglia (Comandante Regione Carabinieri Forestale “Piemonte”)

ORE 16.45 – 18 – Relazioni
Edward O. Wilson: dalla tassonomia alla conservazione della natura (e oltre) – Franco Andreone, Museo Regionale di Scienze Naturali
Terra, bene comune di tutte le specie – Carlo Rondini, Università di Roma “La Sapienza – In collegamento telematico
SOS dal Pianeta Terra: emergenza biodiversità – Alessandro Chiarucci, Università di Bologna
Conservare la biodiversità vegetale: uno sguardo al territorio italiano – Consolata Siniscalco, Università di Torino
Foreste vetuste e rewilding per uno sviluppo sostenibile – Gianluca Piovesan, Università della Tuscia – In collegamento telematico

ORE 18 – Discussione e dibattito

ORE 18.30 – Proiezione
Film a cura di CINEMAMBIENTE
L’ uomo che piantava gli alberi

Ingresso libero fino ad esaurimento posti


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