Il lato oscuro del giovane criminale, Salvatore Striano porta la sua esperienza di vita alla platea dell’Elios di Carmagnola

Salvatore Striano

Primo appuntamento della stagione teatrale 2019/2020 del Gruppo di Lettura Carmagnola che mercoledì 6 e giovedì 7 novembre, al Teatro Elios , ha visto andare in scena “Il Giovane criminale” di Salvatore Striano

Salvatore Striano presenta il lato oscuro del giovane criminale

“Giudicatemi voi. Voi non siete spettatori di una rappresentazione teatrale, ma sarete i giudici che dovranno condannare o assolvere il giovane criminale”. Salvatore Striano comincia così il suo monologo dell’atto unico “Il giovane criminale” da lui scritto e diretto andato in scena mercoledì 6 e giovedì 7 novembre al teatro Elios di Carmagnola, quale primo appuntamento della rassegna teatrale 2019-2020 organizzata dal Gruppo di Lettura Carmagnola.

Salvatore Striano

Un monologo dai toni forti, spesso sconcertanti, difficile da condividere da parte della platea che probabilmente mai ha commesso un crimine. Ma l’attore napoletano ha lucidamente in mente il percorso da seguire, conducendo in porto una nave che ha iniziato il suo viaggio dentro una tempesta alla quale sembra difficile sopravvivere.

Perché la prima parte del monologo affresca i quadri della vita di Sasà Striano, che ha cominciato a delinquere a dieci anni (“anche se la prima volta sono entrato in carcere molto prima, visto che quando ero nella pancia di mia madre incinta sono stato ospite delle carceri napoletane”). Raccontandoci la sua spavalderia guascona, molto simile a quella di Noodles e i suoi compari in “C’era una volta in America”; Striano e il suo amico, infatti, rubano le autoradio dalle macchine (siamo nei primi anni Ottanta), commettono piccoli scippi fino a quando lui e il suo compare decidono di fare il salto di qualità e compiere una rapina in un supermercato. Striano descrive meravigliosamente lo stato d’animo di quel momento del giovane criminale, fatto di arroganza e senso di onnipotenza “perché a noi delinquere piaceva. Delinquere ci faceva sentire forti e importanti”, ma anche la paura nell’attraversare la strada ed entrare in quel supermercato per compiere quel furto che sarebbe stato anche il primo passo verso la voragine del carcere, delle successive rapine e nuovo carcere.



Striano non cerca solidarietà, meno ancora compassione. Striano sul palcoscenico diventa cronista di quello che significa per il giovane criminale, piccolo delinquente, proseguire sulla strada del delitto: affrontare un ordine costituito che è altrettanto feroce e violento con chi non ha la forza di sfuggire alla Legge. Soprusi e violenze che sono commessi anche da chi la Legge dovrebbe farla rispettare, melensi ricatti sessuali portati avanti da chi dovrebbe tracciare una via di redenzione per chi ha sbagliato.

In quel momento la solidarietà della sala va tutta contro Striano: il pensiero è che non si può cedere al crimine e lasciare impunito chi ha rubato, scippato, contrabbandato sigarette e spacciato droga. Striano, in quel frangente, non si cura dell’avversione della sala e imbocca una strada totalmente diversa lasciando in sospeso il giudizio degli spettatori nei riguardi del giovane criminale.

Racconta come il teatro sia stato la sua via verso la salvezza, arrivata nel momento in cui è stato scritturato per una rappresentazione con attori-detenuti di “Napoli Milionaria” di Eduardo De Filippo dove avrebbe dovuto svolgere il ruolo femminile di Donna Amalia. “Proprio non ci stavo. Io, nelle vesti di una donna in un carcere maschile!”. Ma nel silenzio e nel buio della branda Salvatore Striano, legge il copione e si appassiona. Recita. E poi recita ancora, innamorandosi di Shakespeare e dei suoi personaggi che sono loro stessi criminosi. Legge Dante, con molta paura, perché ancora non sa che il Divin Poeta, oltre a scrivere l’Inferno ha anche scritto Purgatorio e Paradiso. Ed è la via verso la redenzione, verso una nuova visione del mondo. Il monologo non termina con un vissero felici e contenti ma lancia una manciata di ottimismo e un messaggio molto chiaro.

Striano questa volta non è più l’attore sul palcoscenico, ma l’uomo che porta la sua pesante esperienza di vita alla platea. E i toni volutamente crudi verso le forze dell’ordine e la giustizia usati nella prima parte acquisiscono ora un significato. “La maggioranza di poliziotti, carabinieri, guardie di finanza, secondini, educatori sono ottime persone che fanno nel migliore dei modi il loro lavoro con spirito di sacrificio e dedizione. Ma ci sono le mele marce. I corrotti, i violenti, che come le mele intaccate contagiano l’immagine di tutto il cesto”.

Striano è ottimista, ha fiducia di riuscire a far percorrere la sua stessa strada ad alcuni detenuti con cui sta lavorando a delle rappresentazione teatrali. Perché Napoli, l’Italia e il mondo non è più quello di quella criminalità dilagante degli anni Ottanta, dove essere un criminale era un’ambizione quasi quanto quella di essere un calciatore. Una salvezza che arriva a piccoli passi, attraverso la cultura e attraverso il teatro.

Salvatore Striano

Salvatore “Sasà” Striano è persona nota ai carmagnolesi amanti del teatro perché da tre stagioni, una volta l’anno, sale sul palcoscenico o interviene in qualche sala a proporre la sua esperienza e soprattutto a dialogare con chi gli sta di fronte.

Per questo l’amministrazione comunale, nella persona della sindaca Ivana Gaveglio, ha voluto consegnargli un attestato di merito che recita: “A Salvatore Striano per aver saputo far tesoro della sua esperienza, fino a rendere la sua nuova vita un capolavoro. Con il suo esempio nelle scuole e nelle carceri porta la meraviglia dell’arte là dove più se ne sente il bisogno”.

Salvatore Striano

Il prossimo appuntamento al Teatro  Elios (piazza Verdi 4, Carmagnola) del Gruppo di Lettura Carmagnola  sarà venerdì 20 dicembre: “Costigliole Community Chorus”, ore 21- Per informazioni: tel. 392 5938.504.

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