L’ospedale Santa Croce di Moncalieri si amplia: inaugurazione dei nuovi locali nel complesso delle Ville Roddolo

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L’ospedale Santa Croce di Moncalieri si amplia occupando i nuovi locali di Ville Roddolo (via Petrarca 14). La cooperativa Ass.i.s.te, proprietaria dell’immobile,  ha realizzato i lavori di ristrutturazione e, dal 29 gennaio scorso, sono a disposizione dell’Asl TO5  spazi che permetteranno, come spiegano dall’Azienda “di avviare l’umanizzazione di alcuni reparti dell’edificio storico, di dedicare nuovi locali all’offerta ambulatoriale e di aumentare i posti letto a disposizione della struttura psichiatrica di diagnosi e cura”. L‘inaugurazione, in programma mercoledì 21 febbraio alle ore 15.30, sarà inoltre l’occasione per celebrare i 130 anni dalla costruzione del complesso delle Ville Roddolo, struttura che continua, dopo più di un secolo, a essere dedicata alla cura dei soggetti più fragili.

 

 




L’intervento, nato dall’esigenza di rinnovare e allargare il pronto soccorso del santa Croce,  non solo rende disponibili nuovi spazi ma, grazie alla progettazione di un reparto “jolly”, consentirà di continuare con i lavori di umanizzazione dell’edificio storico, necessari già da diverso tempo.
Nel dettaglio, il piano terra di Ville Roddolo ospiterà gli ambulatori trasferiti dal piano rialzato della manica principale del presidio ospedaliero, per lasciare posto al pronto soccorso durante i lavori di ristrutturazione che lo interesseranno. Questo trasferimento avverrà presumibilmente in estate e interesserà gli ambulatori di otorinolaringoiatria, chirurgia e cardiologia, con la creazione di una sala d’attesa e sportelli amministrativi.
Al  primo piano, in seguito a ulteriori lavori di ristrutturazione, troveranno spazio gli studi medici, l’ambulatorio oculistico, il pre ricovero e il nuovo reparto “jolly”, con 4 camere di degenza e possibilità di accogliere fino a 8 pazienti.
Nel secondo piano si articolerà l’allargamento del reparto della struttura psichiatrica di diagnosi e cura, che sarà già attivo al momento dell’inaugurazione, e che si svilupperà tutto su un piano passando da 8 posti letto a 13/15 in base alle necessità, raddoppiando di fatto la capacità del reparto.
Nella parte più a sud di Ville Roddolo sono stati ricavati spazi per uffici medici, sala riunioni, ufficio del rischio infettivo, oltre a spazi funzionali alle attività quali locali spogliatoio per il personale.
“L’inaugurazione – spiegano dall’azienda –  rappresenta un momento significativo per la comunità, che testimonia l’impegno dell’Asl TO5 a mettere in campo tutte le misure necessarie a fornire i servizi sanitari adeguati alle crescenti esigenze della popolazione”.

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Ville Roddolo: una storia lunga 130 anni

Varie trasformazioni ma sempre fedele alla mission originaria

Aprile 1894 è una data storica, una pietra miliare per la sanità moncalierese. Nasce la prima struttura dell’attuale complesso Ville Roddolo. Si trattava di una minuscola costruzione nella quale il dottor Ippolito Cougnet avviò la “Villa di salute per le malattie nervose”, che in uno storico documento veniva descritta come luogo “di cura e di ricovero delle persone agiate colpite da malattie nervose e mentali, escluse le forme gravi e pericolose”. Era la prima casa di cura di malattie mentali delle quali all’epoca si occupavano esclusivamente i manicomi con i loro sistemi contenitivi, finalizzati solo a ridurre il problema di pericolosità e di imbarazzo sociale. La scelta di questo piccolo edificio fu dettata dal fatto che si trovava “sul versante sud della collina di Moncalieri e gode di un’aria salubre e pura e gode di uno sguardo che spazia e si ricrea sulla ridente ed ubertosa pianura del Po”.
Una posizione geografica invidiabile, un angolo di Moncalieri ancora oggi tra i più suggestivi della città, sul
quale nel corso degli anni, a partire dal 1907, si è sviluppato il complesso di Ville Roddolo, che ha preso il
nome dal suo fondatore, il dottor Rodolfo Roddolo.
Si tratta di dodici ville, undici delle quali sono dedicate ad una donna: Giuseppina, Maria, Rina, Rosa, Flora,
Laura, Emilia, Dora, Thea, Magda, Nina, mentre l’ultima è Villa Medici, in omaggio alla professione sanitaria.
Le terapie che venivano praticate dal dottor Roddolo e dal suo staff alle donne ricoverate (la struttura era solo femminile) erano all’avanguardia per la prima metà del ‘900; si andava dall’idroterapia all’elettroterapia, dalla termofototerapia alla Kinesiterapia. Ma c’era anche molta attenzione al benessere delle pazienti, c’erano: sala cinematografica e teatrale, palestre, campi da tennis e persino una piscina interna.
Sotto l’aspetto architettonico l’intero complesso fu costruito secondo le istanze del tempo che si rifacevano
all’Art Nouveau, stile che aveva una sua diffusa espressione nel Liberty di cui era certamente appassionato
Tommaso Roddolo, personaggio dal multiforme ingegno e dai molti interessi. Solamente la cappella, che
ancora oggi si discosta dal resto del manufatto, esprime i caratteri della tradizione eclettica.
Il 28 dicembre 1939 Ville Roddolo furono acquisite da Fiat, che mantenne inalterato la struttura architettonica, ma rivoluzionò la mission, abbandonando quasi del tutto la sua originaria funzione sanitaria per diventare luogo di degenza per dirigenti, funzionari e loro familiari. Nel 1950 per espressa volontà dell’Ad Vittorio Valletta una parte della struttura è diventata casa di riposo, e fu dedicata alla memoria del senatore Giovanni Agnelli; mentre una delle Ville fu intitolata allo stesso Valletta.
Negli anni ’80 ci furono altri cambiamenti. Il più significativo fu l’acquisizione da parte dell’Usl 32 (cosi si chiamava l’ente sanitario locale) di due importanti padiglioni di Ville Roddolo, confinanti con l’ospedale Santa Croce, che sono utilizzati tutt’oggi dall’AslTO5 come uffici amministrativi, repartino psichiatrico e camere mortuarie.

I rapporti tra la sanità pubblica e Ville Roddolo da quel tempo sono stati sempre più frequenti, sino ad arrivare a forme intense di collaborazione e di interazione, come avviene oggi, grazie alla disponibilità e alla progettualità della Cooperativa Assiste, che è proprietaria di questo imponente ed importante complesso dal 1° gennaio 2005. Questo gruppo imprenditoriale che opera nel sociale ha ridato nuova linfa alla storica struttura, trasformandola da tradizionale casa di riposo in una moderna Rsa aperta anche alle persone non autosufficienti, diventando importante punto di riferimento per il mondo della terza età dell’intero territorio moncalierese e torinese. Recentemente sono stati realizzati anche due efficienti reparti Cavs, che accolgono decine di pazienti, dimessi dal Santa Croce e da ospedali del capoluogo.
A guidare Assiste sono il presidente Carla Stillavato e il direttore Giorgio Piantino, che spiegano: “Abbiamo realizzato importanti interventi strutturali, agendo nel totale rispetto della storicità del luogo, per offrire sempre migliori servizi ai nostri ospiti. L’ unico obiettivo è consentire loro di vivere come se abitassero a casa oro, con il vantaggio di avere a disposizione tutti i servizi utili e un’assistenza adeguata alle loro necessità”.

 

 




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