Francesco Vezzoli, terza personale alla Galleria Noero. Inaugurano anche le mostre di Rayyane Tabet e Dara Friedman

Sono tre le mostre che la Galleria Franco Noero di Torino apre nella settimana di  Artissima. Nella sede di via Mottalciata 10 bis inaugurano martedì 30 ottobre (fino al 28 febbraio 2019) “Hidden in plain sight”, prima personale a Torino di Rayyane Tabet e, nello spazio in residence, “L☿ver” di Dara Friedman; nella sede in piazza Carignano 2, invece, a partire dalla mattina di giovedì 1 novembre, sarà visitabile la mostra di Francesco Vezzoli “C-CUT Homo Ab Homine Natus” 8aperta fino al 12 gennaio 2019).

“Hidden in plain sight”.  Per questa occasione Rayyane Tabet ha realizzato quattro nuovi lavori: un neon, un murale, un’installazione fotografica e una scultura che guardano alla storia accidentale e interconnessa di un bar a Beirut, di una fonderia torinese, di un carattere ideato nel 1934 e di una serie di romanzi popolari.




“L☿ver”, prima personale di Dara Friedman, crea un’esperienza sinestetica che introduce alla potente visione di un ur-mensch: una donna fallica. il romanzo musicale del flauto di “Preludio al pomeriggio d’un fauno” di Claude Debussy, viene usato e rielaborato strumentalmente in modo che il flauto si riveli come oggetto che incarni sia qualità maschili che femminili, diventando un mezzo di potere sciamanico: una bacchetta magica che si impugna e in cui si soffia, dotata di un condotto vuoto, un passaggio fisico per un vento vibrante e di trasformazione. Poema empirico, L☿ver si avvale di uno spettro non oggettivo di campi di colore che mira a dissolvere la materialità delle immagini – la donna che procede ad ampie falcate, il flauto e le caverne di pietra rossa nel desiderio di sentire e prendere possesso di una forza rivelata dallo sconfinato senso del tempo.
“C-CUT Homo Ab Homine Natus” è la terza personale di Francesco Vezzoli presso la Galleria Franco Noero, per la prima volta ospitata negli spazi di piazza Carignano 2. L’opera che dà il titolo alla mostra porta alle estreme conseguenze la pratica adottata da Vezzoli fin dall’inizio della sua produzione scultorea: un’estetica del pastiche che si realizza attraverso l’unione arbitraria, basata però su criteri storici inconfutabili di elementi diversi e apparentemente lontani fra loro. Uno stile che trova il suo fondamento nella reinvenzione dell’abitudine diffusa in epoca romana di copiare le opere greche più antiche, senza effettuare una distinzione di valore tra originale e copia – al punto che spesso gli adattamenti venivano realizzati in maniera assai libera, inserendo elementi e dettagli legati alla realtà in cui vivevano l’autore della copia e il suo committente. Una pratica che, sebbene in altra forma, caratterizza anche l’epoca rinascimentale e barocca, quando gli scultori, spesso anche i più noti, venivano chiamati a “completare” gli originali romani rinvenuti frammentati o lacunosi di alcune parti.
L’opera C-CUT è realizzata a partire da una tipica scultura da giardino in cemento del XX secolo, che rappresenta un milite romano; sulla schiena di questo finto antico compare un “taglio” in bronzo, rimando iconografico ai ‘Concetti Spaziali’ di Lucio Fontana, dal quale fuoriesce una testa virile marmorea originale del periodo tardo repubblicano (circa 50 AC – 37 DC). Mentre la scultura gira su sé stessa come un inquietante carillon, lo spettatore è chiamato ad assistere ad un atto del tutto eccezionale: un parto “sovrumano” in cui un uomo viene alla luce squarciando violentemente la schiena di un altro uomo. L’allestimento ideato da Filippo Bisagni coinvolge l’intero spazio della galleria ed è concepito come un percorso che prepara e congeda lo spettatore prima e dopo la visione della scultura: l’atmosfera che connota le stanze completamente vuote rimandano all’immaginario di certo cinema horror italiano degli anni ’70, spesso debitore della mitologia che lega la città di Torino all’occulto; la colonna sonora di Wendy Carlos esaspera un clima in bilico tra l’elemento orrorifico e il divertissement puerile.

Rayyane Tabet HIDDEN IN PLAIN SIGHT
Dara Friedman L☿VER
30 ottobre 2018 – 26 febbraio 2019
Via Mottalciata 10 bis, Torino
Durante i giorni di Artissima le mostre saranno visitabili a partire dalle 9.30 al mattino alle 19.30 la sera. in galleria in via Mottalciata sarà offerta la colazione e il trasferimento in piazza Carignano 2

Francesco Vezzoli
C-CUT Homo Ab Homine Natus
1 novembre 2018 – 12 gennaio 2019
Piazza Carignano 2, Torino
Dal martedì al sabato 12 – 20  (aperta sino alle 24 sabato 3 novembre e sino alle ore 20 domenica 4 novembre)

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