Gioco dell’Oca, l’arte che allena il pensiero. Un’installazione mobile a disposizione dei cittadini nel cortile del Polo del ‘900

gioco dell'oca

(foto Chiara Agostinetto)

Il gioco dell’Oca, uno dei giochi di società più antichi in Italia, diventa un’installazione mobile a disposizione dei cittadini che potranno cimentarsi come pedine viventi del tradizionale labirinto. Sarà situata nel cortile del Polo del ‘900 a Torino  (via del Carmone 14) e inaugurata con due eventi pubblici venerdì 11 giugno alle ore 17.30 e sabato 12 giugno alle ore 16.

Quarantaquattro persone – 4 attori, 3 musicisti e 37 abitanti coinvolti nel percorso di creazione del gioco – animeranno la performance nelle prime due giornate. In futuro, chiunque potrà cimentarsi gratuitamente: comunità di quartiere, famiglie, gruppi di amici, scolaresche, turisti o semplici passanti, sempre nel rispetto delle disposizioni di distanziamento sociale anti Covid.

Da luglio al Polo del 900 sarà disponibile anche la versione in scatola del gioco, per chi vorrà cimentarsi comodamente seduto a un tavolo.

gioco dell'oca

(foto Chiara Agostinetto)

OCA: l’arte che allena il pensiero è un progetto realizzato da Social Community Theatre Centre | Corep, Polo del ‘900 e Comitato Organizzatore S-Nodi, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del “Bando CivICa”, progetti di Cultura e Innovazione Civica.

La regia è di Alessandra Rossi Ghiglione, con Maurizio Bertolini, Alberto Pagliarino, Fabrizio Stasia, Viola Zangirolami e il gruppo musicale Hot Pots.

 I contenuti del gioco sono stati progettati da un comitato di esperti e alla sua realizzazione hanno collaborato gruppi e associazioni per un totale di circa 120 abitanti: giovani adulti, adolescenti, donne di diverse culture, educatori e operatori sociali, ricercatori universitari coinvolti in un programma di workshop e incontri tra febbraio 2020 e maggio 2021. Gli studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino hanno progettato e realizzato in chiave artistica le caselle che compongono il classico gioco dell’oca. Ognuna misura 1 metro per 70 cm e contiene un QR code per accedere a contenuti multimediali attraverso smartphone.

gioco dell'oca

(foto Chiara Agostinetto)

 A differenza del tradizionale Gioco dell’Oca, in OCA: l’arte che allena il pensiero le caselle saranno caratterizzate da quiz, dalla presentazione di scene interattive create con gli abitanti, da monologhi teatrali, da icone di grandi personaggi; conterranno domande di educazione civica, presenteranno storie esemplari e modelli di vita virtuosa. In questo modo diffonderanno informazioni a tematica sociale, per esempio: che tra un torinese che vive alle Vallette e un altro che vive in collina ci sono quasi 3 anni di speranza di vita di differenza e che nel 2018 l’1% della popolazione mondiale deteneva metà delle ricchezze mondiali. O che Il Kazakistan, per uguaglianza di reddito, è davanti a Italia e Finlandia, che gli Stati Uniti sono ancora il paese più potente del mondo, ma rimane dietro alla Birmania per eguaglianza di reddito (dati 2015). Dati non sempre scontati in quanto, come afferma la Banca Mondiale che calcola l’uguaglianza di reddito con il coefficiente di Gini, un paese può essere estremante ricco, ma distribuire in modo molto diseguale la ricchezza tra i cittadini.

 Spiegheranno anche dinamiche mentali, per esempio perché il nostro cervello preferisca relazionarsi con un suo simile piuttosto che con una persona dai tratti somatici diversi. E proprio perché “imparare richiede tempo”, OCA non premierà il primo concorrente a terminare il gioco, ma chi accumulerà più punti esperienza detti “punti sale in zucca”. I giocatori infatti impareranno che a volte fermarsi a riflettere e arrivare secondi può far vincere la partita del pensiero critico.

 Mettendo alla prova il giocatore, OCA: l’arte che allena il pensiero costruirà così un percorso artistico e ludico di capacity building orientato allo sviluppo del pensiero critico dei cittadini, ma anche mirato a contrastare le discriminazioni, migliorare la qualità della cittadinanza e combattere le disuguaglianze. A questo proposito, molti psicologi sostengono che l’essere umano crede erroneamente di essere razionale, ma quando è costretto a prendere decisioni in condizioni complesse usa generalmente un “pensiero intuitivo”.

Con la triste premessa che il 46% italiani soffre di analfabetismo funzionale e non comprende un testo leggendolo, la domanda alla base dell’idea di OCA è dunque: “quante persone costruiscono per sé un percorso di formazione permanente per sviluppare il proprio pensiero critico rispetto alla gestione di bisogni civici in un contesto complesso?”. Con questo obiettivo il partecipante dovrà mettere alla prova la propria capacità di agire di fronte a situazioni inaspettate; come valutare una discriminazione in atto, piuttosto che far fronte a comportamenti civili non virtuosi, e più in generale porre la propria attenzione verso aspetti non scontati del mondo che lo circonda. Il tutto sfruttando la metodologia del Teatro Sociale e di Comunità che si fonda sull’efficacia del teatro e delle performing art per lo sviluppo dell’uomo e delle sue relazioni sociali.

 OCA è il risultato di un percorso di 2 anni di studio e non si esaurirà con l’installazione al Polo del ‘900. Continuerà a vivere in giro per l’Italia conservando le sue caratteristiche di spettacolo partecipativo, divertente ed educativo e connotato da un approccio culturale rivolto al sociale. A luglio sarà anche presentata la versione in scatola del gioco; sarà dotata di sistema QR code, come nella versione dal vivo, grazie al quale il gioco potrà essere attualizzato nel tempo.

 Della versione moderna del “Nuovo e molto dilettevole giuoco dell’Oca” si ha notizia fin dal 1580 quando Ferdinando I de’ Medici ne regalò un esemplare a Filippo II re di Spagna. Le caselle raffiguravano elementi tradizionali, come il ponte, il pozzo e l’oca, naturalmente, che consentiva di percorrere di nuovo i passi dettati dal lancio dei dadi, ma erano presenti anche figure come il pozzo e la morte. Forse anche per la sua forza allegorica, oltre che per la semplicità delle sue regole, il gioco ha attraversato i secoli e il suo tabellone ha seguito mode e tendenze artistiche che si sono susseguite nei secoli. OCA, in fondo, ne è l’ultima versione: moderna, educativa ma sempre “molto dilettevole”.

 Informazioni su:

http://www.socialcommunitytheatre.com/it/progetti/oca-larte-che-allena-il-pensiero/

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