“Un viaggio dentro” alle Fonderie Limone di Moncalieri – Aspettando il 25 aprile, una mostra fotografica dedicata al carcere Le Nuove di Torino: luoghi e storie per non dimenticare

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Una mostra fotografica aspettando il 25 aprile. Si inaugura martedì 19 aprile a Moncalieri Un viaggio dentro, un racconto per immagini dell’umanità di chi ha sacrificato se stesso per gli altri negli anni bui dell’Italia occupata dai nazisti (1943-1945). L’appuntamento è alle ore 18 al Foyer delle Fonderie Teatrali Limone (via Pastrengo 88), dove la mostra resterà visitabile fino al 20 giugno durante gli spettacoli di cartellone del Teatro Stabile Torino e in occasione degli eventi patrocinati dall’Assessorato alla Cultura.

Il progetto è promosso da due associazioni di volontariato Montaldo Cultura, operante in attività di promozione culturale e sociale, e Nessun Uomo è un’isola, che da oltre vent’anni gestisce il Museo del carcere Le Nuove a Torino ed opera in attività di conservazione del patrimonio museale e di integrazione e formazione sociale. L’area dell’ex penitenziario che fa da drammatico sfondo a Un viaggio dentro (che è anche un progetto editoriale tradottosi in un catalogo delle Edizioni Gaidano&Matta) è il Primo Braccio, il “famigerato primo braccio tedesco”. Si tratta della sezione in cui le SS naziste imprigionavano e torturavano i partigiani ed ebrei catturati. La mostra propone in 25 scatti stampati su carta ai sali d’argento un viaggio nei luoghi in cui sono stati detenuti, dall’8 settembre del 1943 alla Liberazione, uomini e donne di diversa cultura, estrazione sociale, identità politica, fede religiosa, credenti e non, accomunati dalla stessa ansia di libertà, amore per la vita e rispetto per la dignità dell’uomo. Un viaggio dentro è infine sempre visitabile gratuitamente ogni venerdì alle 17 come allestimento permanente al Museo del Carcere Le Nuove di Torino (via Paolo Borsellino 3) , previa prenotazione via mail infoprenotazioni@museolenuove.it.

 




 

Un Viaggio Dentro è una mostra fuori dall’ordinario, è un’esigenza di narrazione ed un tentativo di interpretare la lacerazione esistenziale generata dal conflitto mondiale – sintetizza l’assessore alla Cultura Laura Pompeo – Luoghi e storie interpretati con immagini e parole per invitare a riflettere, a cercare le origini della nostra società contemporanea con discrezione e rispetto del passato. Un lavoro coraggioso che siamo stati ben lieti di poter proporre in concomitanza con la ricorrenza del 25 Aprile”.

“Ogni scatto è stato eseguito con una macchina fotografica reflex biottica, una Rolleiflex degli anni ’60. Ho scelto proprio questa camera – dichiara Giovanni Varetto, autore degli scatti e curatore del progetto insieme all’autore dei testi Calogero Modica – per la resa tersa e minuziosa dei dettagli di un ambiente in cui la realtà, seppur drammaticamente concreta, si trasfigura in una visione, attonita e quasi insostenibile. Le stampe sono integrate da una serie di pannelli in forex su cui sono impresse parole, urla, tracce”.

L’orientamento emotivo alla mostra lo forniscono i testi di Calogero Modica:, che spiega “Sono pensieri che orientano il visitatore in un viaggio che inaspettatamente sentirà sempre più intimo e personale, di fotografia in fotografia, di parola in parola. Sono la trasposizione grafica di un Virgilio che ci guida in quell’infernale girone dantesco che è stata la nostra recente storia”.

Gli autori hanno intenzione di trasmettere le forti sensazioni provate nel vivere immersi in un viaggio dentro i luoghi della Storia. Sono stanze della memoria in cui ascoltare i silenzi, i respiri di un tempo che non cancella le piccole grandi storie di uomini e donne comuni, capaci di scelte e disponibilità al sacrificio uniche. Sono i luoghi non luoghi in cui si incontrano fotografie di spazi reali e pensieri talvolta immaginari di chi ha lì compiuto il proprio viaggio, per molti l’ultimo.

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Tra le molte proposte dell’Assessorato per fare memoria dei fatti collegati alla solennità della Liberazione, sempre alle Fonderie Limone sarà possibile assistere, domenica 24 aprile alle ore 18, allo spettacolo Un quartetto per la Resistenza, interpretato da Sara D’Amario e diretto da François-Xavier Frantz (biglietto: 8 euro, ridotto 5 euro).

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