Se non si va a votare nemmeno più per i sindaci: quanto è grave l’astensionismo – I NOSTRI LETTORI CI SCRIVONO

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Se non si va a votare nemmeno più per i sindaci: quanto è grave l’astensionismo – I NOSTRI LETTORI CI SCRIVONO

Riceviamo e pubblichiamo.

Domenica 12 giugno abbiamo assistito ad un enorme astensionismo dei cittadini che, in massa, hanno disertato i seggi.

Per i referendum l’astensione poteva essere una scelta calcolata in quanto chi era per il no può aver deciso di non votare per non fare “quorum” e, così, forse, favorire la vittoria dei “sì” , quindi sempre una scelta politica studiata.

Altrettanto non può dirsi per l’astensionismo alle amministrative per l’elezioni dei Sindaci, l’istituzione più vicina ai cittadini.

La scarsa partecipazione, in alcuni casi anche sotto al 50%, è un segnale allarmante per tutta la politica.

Se meno della metà dei cittadini partecipa al voto significa che sia i partiti in quanto tali sia gli esponenti anche locali, ma non solo, sono totalmente scollegati dai cittadini che non credono più nella capacità di risolvere i reali problemi della gente.

Questo scollamento, la sfiducia nelle istituzioni e direi, in primis, negli uomini che ricoprono incarichi istituzionali, anche se spesso ampiamente giustificata, è un brutto segno, direi il preludio a possibili futuri sconvolgimenti sociopolitici di ampie dimensioni.

Contro la corruzione della prima Repubblica i Giudici si sono erti a difensori dei cittadini; purtroppo con la seconda non è andata meglio e sono arrivati i 5 Stelle sui quali stendo un velo pietoso; i cittadini, ora, pare abbiano capito che non ci sono salvatori che arrivano (neppure la cavalleria dei film).

Se i cittadini prendono coscienza che “dopo gli Unni  arrivano gli Altri” (come diceva un vecchio saggio carignanese) o che “cambiano i suonatori ma la musica è sempre quella” e decidono di “liberarsi” da soli ci attendono “confetti senza zucchero”, rischiamo la “presa della Bastiglia” con quello che può conseguire.

Vorrei sbagliarmi ma la gente è stufa, non ce la fa più, e non c’è una sola Maria Antonietta.

Chissà se, dietro l’angolo, c’è anche Robespierre?

Lettera firmata

 




 

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