“Ciao Sindaco”, lettera ad Antonio Tamietti – I NOSTRI LETTORI CI SCRIVONO

antonio tamietti

“Ciao Sindaco” – Lettera ad Antonio Tamietti, già sindaco di Carignano

Ciao Sindaco, ti ho sempre chiamato così anche dopo la fine delle due legislature, 1997 – 2006, in cui abbiamo avuto l’onore di governare la nostra Città. Un’avventura che abbiamo vissuto provenendo da esperienze politiche, sociali e culturali differenti: tu eri stato individuato come il candidato giusto per tenere in equilibrio un gruppo vivace, con molte idee per Carignano, ma senza esperienza di governo. Una scommessa vinta per due volte grazie alla tua capacità di tenerci insieme, ascoltando, mediando ma lasciando autonomia a noi assessori.

Abbiamo aperto le porte del Comune, la casa di tutti i cittadini, e tu per primo hai dedicato un tempo grande a ricevere tutti, ascoltare, conoscere e capire i mille argomenti che i carignanesi ti portavano cercando risposte concrete.

Ho sempre apprezzato la tua capacità di dire anche dei no, schietti ma meditati, difficili e faticosi, lasciando decantare i problemi e cercando mediazioni che con saggezza sapevi gestire.

E ho apprezzato la fiducia che hai dato a noi assessori, che ti abbiamo affiancato mettendo in gioco le nostre competenze ma anche le nostre lacune e inesperienze.  Abbiamo imparato a governare Carignano in modo nuovo, diverso dal passato: abbiamo aperto le porte, costruito relazioni con il territorio, cercato progetti e opportunità per la comunità, mettendo al centro del nostro impegno lo sviluppo della Città e le persone. Il tuo sguardo andava oltre i confini.

Conservo tanti ricordi di fatiche e confronti serrati con te e i colleghi sui temi che in quegli anni abbiamo affrontato: la situazione debitoria pesantissima dell’Area Bona, molti contenziosi, una discarica di rifiuti che stava per cadere a Carignano, i servizi sociali da rimettere in sesto…! E una macchina comunale un po’…pigra, che doveva essere spinta a fare di più ma soprattutto a fare in modo diverso.  Questa è stata la sfida forse più importante che abbiamo giocato, con te che eri il punto di equilibrio politico all’interno dell’amministrazione.

Ricordo anche la grande stima che hai saputo conquistarti negli amministratori degli Enti esterni con cui abbiamo lavorato. Stima per la tua capacità di comprendere i problemi del territorio, muovendoti con arguzia e saggezza nelle maglie della politica locale che tu, uomo di grande cultura, osservavi con ironia e  autoironia, perché fatta spesso di campanilismi, rivalità, ambizioni personali, ottusità. Ma ricca anche di amministratori appassionati e competenti, che tu apprezzavi, con grandi desideri e progetti che siamo riusciti ad impostare e rendere concreti.

Penso alla nascita del CISA 31 e dell’Istituto Alberghiero, al sostegno ad associazioni nate allora e ancor’oggi attive e radicate, alle iniziative di promozione di Carignano e di una cultura del “fare rete” che abbiamo costruito faticosamente ma con ottimi risultati. E i temi ambientali a cui sei stato sempre attento.

Tutti ambiti in cui ti sei messo in gioco con competenza ma anche umiltà.  Ricordo le volte in cui entravi nel mio ufficio per espormi un problema, chiedermi consiglio, confrontarti e capire cosa fare, smussando aspetti difficili e cercando soluzioni praticabili ed equilibrate. Era un gesto di fiducia nei miei confronti che ho sempre apprezzato.

E ricordo la tua riservatezza e il tuo rispetto nell’ascolto delle persone in difficoltà, che venivano a cercare risposte spesso complicate da trovare.

Riservatezza anche rispetto alla tua vita privata che hai sempre tenuto fuori dalla quotidianità della vita amministrativa. Ma ricordo un episodio dolcissimo: un lunedì sera in riunione di maggioranza, in cui ci hai sorpreso con un “devo dirvi una cosa personale: mi sposo con Silvana!”.

Silvana, donna vivace e brillante, che ti è stata accanto con immenso affetto e che ha raccolto, in questo ultimo periodo doloroso del tuo percorso, la stima, l’apprezzamento, la gratitudine che moltissime persone hanno espresso per te.

Faccio tesoro di questa tua vita e conservo il ricordo di te con la fascia tricolore che indossavi con parsimonia e senza esibizionismo, avendo grande rispetto delle Istituzioni e della Democrazia.

Chissà, tu uomo dell’Ulivo, cosa diresti oggi del nuovo corso della politica italiana.

Ecco, mi mancherà il confronto con te.

Comunque, grazie Sindaco!

Odilia Negro

 




 

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