Per la valorizzazione di parchi e giardini storici si gioca la carta del Pnrr – A Moncalieri il punto sul verde nel convegno nazionale Dialoghi sul paesaggio

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Valorizzazione di parchi e giardini storici: si gioca la carta del PNRR

Si è conclusa a moncalieri l’ottava edizione del convegno internazionale Dialoghi sul paesaggio

Il verde storico e di pregio a Moncalieri guarda al futuro: si gioca tutta sulla sostenibilità e sul contenimento dell’impatto ambientale la sfida della riqualficazione del Parco Storico del Castello Reale e degli edifici storici (casa del Vignolante, torre del Roccolo, ninfeo monumentale) che insistono su quell’area. La città si  pone così  al centro dell’interesse nazionale per quel che riguarda gli interventi di valorizzazione dell’identità di parchi e giardini storici finanziati dal PNRR con uno stanziamento complessivo di 300 milioni di euro.

Il punto è stato fatto durante l’ultima seguitissima edizione dei Dialoghi sul paesaggio, convegno internazionale su parchi e giardini storici che si tiene da otto anni a Moncalieri ( 5 e 6 luglio, Biblioteca Civica Arduino di Moncalieri)

Grande soddisfazione nelle parole con cui l’assessore alla Cultura Laura Pompeo traccia il bilancio dei lavori: “E’ stato molto apprezzato in particolare il taglio concreto e di stimolo allo scambio tra tecnici e amministratori che abbiamo voluto dare ai vari interventi. E’ stato un tavolo interessante, ricco di notizie e altamente qualificato. Siamo orgogliosi che il convegno di Moncalieri sia cresciuto negli anni, diventando via via un punto di riferimento sempre più apprezzato e di stimolo a sinergie, capacità di confronto, visione di area vasta. Che come ho già avuto modo di dire, si sta imponendo come l’unico modo per prendersi cura e far crescere il paese. Rinnovo il mio grazie al comitato scientifico che vi lavora tutto l’anno da otto  anni, ai relatori e alle relatrici – i più grandi esperti -, all’Associazione Kòres, alla Biblioteca Arduino Moncalieri, all’Ordine degli Architetti e a quello degli Agronomi. Grazie tutta la squadra del Comune di Moncalieri e a Fondazione Matrice. E, con riferimento ai lavori in corso per il recupero e la valorizzazione del Parco Storico del Castello Reale, spiega: “Poter disporre ad uso pubblico di una “riserva verde” nel centro urbano doterà la Città di un forte attrattore. Uno strumento per far crescere una consapevolezza locale, in un difficile momento storico in cui tutti siamo diventati più consci dell’importanza del verde”. Aggiunge poi Pompeo: “Essere nei siti MaB Unesco con il parco Collina Po, di cui ho l’onore di essere vicepresidente, e nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità col Castello ci rende consapevoli e ci orienta verso iniziative come questa. Un’occasione straordinaria di responsabilizzazione collettiva sul paesaggio, grazie alla quale Moncalieri oggi è riconosciuta un luogo di confronto fondamentale nell’ambito delle residenze sabaude e a livello nazionale per una rilevante opportunità di riflessione tecnica e scientifica su un tema oggi anche particolarmente alla moda”.

La valorizzazione del parco si inserisce in un programma più ampio premiato nel 2022 con la vittoria nel bando Next Generation We della Compagnia di San Paolo che ha fatto decollare la progettualità cittadina su Parco Storico e aree verdi grazie ad un finanziamento di 287mila euro a cui si sono poi aggiunti i due milioni del Pnrr. “La valorizzazione del parco – precisa Pompeo – è infatti solo una delle direttrici del progetto, che si propone di mettere a sistema diverse aree verdi in diversi punti della città. Moncalieri ad oggi è l’unica realtà dell’area metropolitana oltre il capoluogo a dotarsi di un piano strategico del verde. Da questa visione ci attendiamo ricadute di sistema su più versanti: ambientale, turistico, sociale, economico”.Una strategia che ha trovato un ulteriore tassello nella recente pubblicazione da parte del Centro Studi Piemontesi del volume fotografico di Pino Dell’Aquila La collina di Moncalieri e l’architettura del verde, che si propone come un sorprendente carnet de voyage di alcuni parchi e giardini privati della collina.

“La casa del Vignolante diventerà una delle ‘porte di accesso’ del Parco, con possibilità di utilizzo flessibili (ostello, location per ritrovi ed eventi)  spiega l’architetto Marco Maccagno illustrando i dettagli progettuali salienti – e diventerà un edificio a bassissimo impatto ambientale. Verranno anche ripristinati la Torre del Roccolo e il Ninfeo monumentale, ricostruendo con attenzione filologica gli ambienti architettonici che ospitavano le serre”. Tre gli accessi in progetto: quello a fianco del poligono (fronte strada Castelvecchio), quello appunto in corrispondenza del Vignolante e un terzo accesso sul lato opposto, da viale del Parco: “Siamo partiti con un primo intervento di pulizia e messa in sicurezza, su un bosco che non aveva più avuto alcuna manutenzione da decine di anni. Si sta preparando così il terreno per gli interventi di valorizzazione veri e propri che prevediamo di ultimare entro il 2024”.

Diverse esperienze portate all’attenzione dei partecipanti nei due giorni di convegno vanno nello stesso senso: “E’ stato molto stimolante riunire e dare la parola ai titolari di alcune delle iniziative di recupero del verde storico più significative del panorama nazionale – sintetizza Marco Devecchi, del Disafa-Università di Torino e presidente dell’Accademia di Agricoltura  –  Abbiamo potuto spaziare dall’orto botanico di Palermo al Real Bosco di Capodimonte, da Villa Valmarana ai molti casi d’eccellenza piemontesi. Abbiamo registrato con piacere un forte apprezzamento per la progettualità portata avanti sul Parco Storico del Castello Reale”.

 




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