“Nulla più che scrivere” al Castello di Moncalieri – Tra Oriente e Occidente, una mostra dedicata all’opera di Fukushi Ito

Fukushi Ito

Art Site Fest porta al Castello di Moncalieri (piazza Baden Baden 4; inaugurazione sabato 1 ottobre, ore 17) Nulla più che scrivere, mostra dedicata all’opera di Fukushi Ito, che sarà aperta fino al 6 novembre con visite accompagnate in gruppo a cura del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude (prenotazione obbligatoria su www.lavenaria.it; per orari e informazioni tel. 011.4992333).

“Con piacere diamo anche quest’anno il benvenuto a Moncalieri ad  Art Site Festcommenta Laura Pompeo, assessore alla Cultura della Città di Moncalieri – , festival delle arti contemporanee in dialogo con le sedi culturali più prestigiose e suggestive del territorio. Non ultime, nella nostra città, il Giardino delle Rose che ha già ospitato le sculture di Gabriele Garbolino Rù, e il parco delle Vallere dove è visitabile un percorso interattivo dedicato a ‘La voce degli alberi’. Una proposta di alto livello, nata nel 2013 e con la quale Moncalieri ha collaborato a più riprese a partire dal 2019. E che promette di offrire nuove, feconde suggestioni in futuro, in linea con il nostro asset strategico per la cultura, Moncalieri Città nel Verde, che guida la nostra azione amministrativa dal suo esordio sette  anni fa”.

Fukushi Ito

Tutta l’opera di Fukushi Ito ruota intorno al tema del recupero della propria identità, in un dialogo costante tra cultura orientale e occidentale, per trovarne i punti d’unione e di forza. Nulla più che scrivere è un omaggio a due autrici giapponesi, Murasaki Shikibu, la prima autrice donna e Higuchi Ichiyo, prima scrittrice della modernità. L’omaggio a queste due fondamentali figure della letteratura è reso, come nel precedente lavoro su Mishima, attraverso medium contemporanei: siamo di fronte a un racconto che parte dal passato per arrivare ad oggi, attraverso un lavoro di recupero della manualità calligrafica con mezzi tecnologici. L’opera di Ito è anche un omaggio alle donne e per questo viene inserita all’interno del Castello di Moncalieri, residenza ultima di Maria Letizia Bonaparte, donna illuminata e reale amata dai cittadini, a cui è dedicato l’allestimento permanente del Castello.

Fukushi Ito è nata a Nagoya nel 1952 e nel 1980 si trasferisce in Italia, dove tuttora vive e lavora. L’appartenenza a due culture così diverse la porta a sviluppare un concetto particolare di “patria”: nelle sue opere Oriente e Occidente dialogano attraverso l’unione di materiali antichi e contemporanei, alla ricerca della perfetta
sintesi artistica tra i due mondi.

Fukushi Ito




Murasaki Shikibu, scrittrice e poetessa alla corte imperiale giapponese dell’epoca Heian (VIII- IX secolo), è considerata la prima donna scrittrice al mondo: la sua opera più famosa, Genji Monogatari (Il racconto di Genji, che narra le vicende del giovane figlio dell’Imperatore), composto tra il 1000 e il 1012 e tramandato nei secoli in forma di manoscritto, è considerato il romanzo capolavoro della letteratura giapponese, e ha avuto un’influenza determinante su tutta la produzione successiva.
Dopo il folgorante esempio di Murasaki Shikibu, emblema di donna colta e ironica, rispettata nel sofisticato contesto sociale del suo tempo per la sua intelligenza e creatività, si sono dovuti attendere diversi secoli prima che la letteratura femminile giapponese, per ragioni ancora al vaglio degli studiosi, riacquisisse importanza e notorietà storica, e fosse citata nei libri di testo. Higuchi Ichiy (Tokyo, 1872 – 1896) vissuta nell’era Meiji (1868-1912) è ricordata come la prima scrittrice professionista dell’era moderna, destinata al successo nella sua pur breve
vita: la scrittura qui non è più raffinato passatempo di corte, ma una forma di sostentamento e di affermazione sociale. Dalla seconda metà dell’Ottocento anche in Giappone si assiste ad una progressiva presa di coscienza del ruolo della donna, proiettandolo in una visione più moderna: negli scritti di Higuchi Ichiy – i più celebri sono Nigoroe e Takekurabe – e delle autrici a lei contemporanee come Yosano Akiko, si parla apertamente di difficoltà e dolori, della vita della donna, di sessualità e sentimenti.
A partire da queste considerazioni, di rilevante portata storica eppure poco note ai più, Fukushi Ito, artista giapponese da molti anni residente in Italia, presenta per Art Site Fest 2022 Nulla più che scrivere, un progetto installativo dedicato a queste due scrittrici e pensato per gli appartamenti dell’ala di Ponente del Castello di
Moncalieri, abitati tra Ottocento e Novecento dalle principesse sabaude Maria Clotilde (Torino 1843 – Moncalieri 1911) e Maria Letizia di Savoia Napoleone (Parigi 1866 – Moncalieri 1926), rispettivamente figlia e nipote del re Vittorio Emanuele II.
Grazie alla rielaborazione e sovrapposizione di immagini digitali estrapolate dal web e successivamente stampate su pellicole trasparenti, riproduzioni di disegni e scritti delle due autrici attentamente selezionate dall’artista (per Higuchi Ichiy Ito ha recuperato brani di scrittura originali, notando una calligrafia particolarmente fluida, paragonata a morbide onde sonore) la mostra si compone di installazioni in cui computer grafica, trasparenze, led e video danno vita ad una suggestiva rappresentazione virtuale di immagini, cifra stilistica dell’artista che da sempre coniuga elementi provenienti dalla cultura orientale di tradizione millenaria e concetti occidentali utilizzando materiali di diversa natura, dalla carta giapponese di antica fattura ai led, unendo sperimentazioni e tecnologia; un personalissimo linguaggio dove la luce ha un ruolo cruciale come elemento pittorico e poetico unificante.
In Nulla più che scrivere l’artista unisce idealmente la storia di queste due figure femminili, scrittrici e intellettuali, ma soprattutto donne inserite nella società del loro tempo, che hanno saputo lasciare una traccia forte nella storia del loro paese e nella letteratura mondiale; l’artista attinge alla loro energia, unendo spiritualità e tecnologia, per restituirci un nuovo racconto e ricordare allo spettatore una eterna verità: la forza della Parola che vince sul Tempo e sulla Storia e riannoda i destini di tutti gli esseri umani, che trovano nella letteratura e nella poesia l’eterna e struggente consolazione della Commedia Umana. Strumenti immateriali ma profondissimi che possono aiutarci a codificare e ad affrontare i nostri personali “tempi difficili”, sentendoci meno soli. Pare dunque particolarmente felice
l’installazione dell’opera di Ito negli appartamenti di Maria Letizia di Savoia: la principessa, nei tempi aspri successivi alla Prima Guerra Mondiale, si adoperò in prima persona per trasformare gli spazi del castello di Moncalieri in un convalescenziario per i reduci di guerra, pensando alla riabilitazione morale e spirituale e non solo fisica, allestendo sale di lettura, un cinematografo, uno spazio per compagnie teatrali e un laboratorio per la realizzazione di giocattoli: la Creatività e la Bellezza, oggi come allora, in Oriente e in Occidente, è ancora la prima forma di cura per i nostri fragili cuori. (Paola Stroppiana)




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