UN CAFFE’ A… KATHMANDU (prima parte) – Con Alessia Respighi

kathmandu

#torneremoaviaggiare

Un caffè a… Kathmandu

con Alessia Respighi (Ingirula Viaggi)

Prima parte

Siete andati in Nepal prima o dopo il grande terremoto che ha colpito il Paese? Dopo. L’anno successivo. Per scelta. Kathmandu, subito dopo le puntate di Las Vegas e New York.

C’e’ un motivo in particolare? Sì. I nepalesi con i quali siamo entrati in contatto ci sono sembrati molto vicini al concetto di resilienza che avevo nella mia mente.

In che senso “resilienti”? Molti di loro avevano perso da poco la loro casa, i loro familiari… insomma, tutto. Eppure. Mai una lamentela, mai una richiesta. Noi eravamo interessati, noi chiedevamo: loro indossavano un sorriso, e con calma ci rispondevano di stare tranquilli, di non preoccuparsi. La loro capacità’ di far fronte in maniera positiva a un evento potente come il terremoto, di riorganizzare velocemente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità che la vita offre, senza alienare la loro identità… beh… mi ha colpito, e tanto.
Il nostro hotel a Kathmandu si chiamava “Friends Home”, era in pieno centro e, pur essendo un 3 stelle, era considerato tra i migliori della città, perché garantiva sempre acqua calda ed energia elettrica (tramite enormi generatori di corrente che confesso di non aver mai visto e di non aver mai ritrovato altrove!), giusto per dirvi l’impatto con la capitale. La sala colazioni si affacciava su un piccolo piazzale dove viveva una famigliola, sotto un tetto di lamiera, sempre sorridente, sempre pronta al saluto, sempre ben disposta, senza nulla, ma proprio nulla. E noi ogni mattina facevamo colazione con loro negli occhi. Li ho osservati, ho parlato con loro, ho cercato di rubare la ricetta della loro “normale felicità'”, ma senza successo. E pensare che, sotto questo cielo nuvoloso, mi sarebbe davvero tornata utile .Ma tant’è. Sono persone colorate, sia esternamente, nei loro vestiti dalle tonalità accese, sia soprattutto internamente .
Tanto colore, dunque? Sì. Pensa che siamo atterrati durante il loro “Diwali”. E’ la “festa delle luci”, condivisa in Nepal da fedeli di ogni religione. Per la tradizione indù simboleggia la vittoria della luce sulle tenebre, e Kathmandu era letteralmente illuminata a giorno dalle candele delle case dei suoi abitanti, e altrettanto colorata grazie alle infinite ghirlande di fiori appese, vendute ed indsossate ovunque. La vittoria della luce sulle tenebre… chissà perché mi è venuta in mente in questo periodo… Namastè, io mi inchino a te.

UN CAFFE’ A  KATHMANDU  –  Fine prima parte – continua

Le tappe precedenti del viaggio: Las Vegas 1 e Las Vegas 2; New York 1 e New York 2.

INGIRULA VIAGGI, via Valobra 103 e/f – Carmagnola (TO)
tel. 011.9715344
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