“SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO” DICEMBRE – Intolleranza al lattosio

Intolleranza al lattosio

Intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio è dovuta all’incapacità di digerire correttamente il lattosio, ossia lo zucchero contenuto nel latte e derivati in seguito all’insufficienza dell’enzima lattasi.  Questo tipo di intolleranza sembra riguardi almeno il 40% degli italiani e può manifestarsi già nell’infanzia o comparire in seguito nell’età adulta.

Generalmente il lattosio assunto con gli alimenti viene digerito a livello intestinale (tenue) dall’enzima lattasi in galattosio (zucchero principalmente implicato nella formazione delle strutture neuronali) e glucosio (fonte energetica per le cellule). In assenza di tale enzima il lattosio permane nel lume intestinale e viene fermentato dalla flora batterica qui presente generando una sensazione di gonfiore addominale, produzione di gas ed irregolarità intestinale. Possono manifestarsi anche altri disturbi quali mal di testa, eruzioni cutanee, spossatezza…

La lattasi compare alla 23esima settimana di gestazione. La sua attività aumenta durante l’allattamento poi con lo svezzamento inizia la sua decrescita (geneticamente programmata) che può essere differente da individuo a individuo. Questo perché l’uomo passa da un’alimentazione esclusiva di latte ad essere onnivoro.



Forme di intolleranza al lattosio: tale problematica può essere su base genetica (mutazione del gene implicato nella sintesi della lattasi) o acquisita, ossia secondaria ad un’altra condizione come nel caso del morbo di Crohn o celiachia. A seconda poi della causa principale esistono comunque varie forme di intolleranza al lattosio: alcuni soggetti riescono ad assumerne piccole dosi senza effetti indesiderati (riduzione nella sintesi della lattasi), altri per nulla (completa assenza dell’enzima).
Diagnosi: spesso può essere sufficiente una semplice eliminazione del latte e derivati dalla dieta per notare dei miglioramenti generali, ma si consiglia sempre di verificare l’intolleranza con il Breath test al lattosio (esame non invasivo).
Fonti di lattosio: latte, formaggi (soprattutto freschi a pasta molle), burro, creme, panna, gelati, prodotti da forno con latticini, cioccolato al latte e altri. Lo yogurt può essere da molti tollerato perché subisce un processo di fermentazione dai batteri presenti e quindi il lattosio viene già parzialmente o totalmente (nel caso dello yogurt greco o kefir) digerito. Molti formaggi stagionati, per la stessa ragione, hanno una quantità molto bassa o solo tracce di lattosio e quindi possono essere consumati da chi è intollerante: grana o parmigiano stagionato, provolone, pecorino. In alternativa si può optare per i prodotti delattosati.

Siamo quello che mangiamo

Rubrica dedicata al benessere a  cura della dottoressa Chiara Depetris, biologa nutrizionista
chiara.depetris@libero.it

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