UN CAFFE’ A… PECHINO (prima parte) – Con Alessia Respighi

A Pechino con Alessia Respighi

#torniamoaviaggiare
Un caffè a… Pechino
Con Alessia Respighi (Ingirula Viaggi)

Prima parte

Pechino è una città moderna o antica? Io la penso così: è sia modernissima sia antichissima. Ha veramente due volti, apparentemente così lontani, eppure incredibilmente vicini. Noi ovviamente ci siamo appassionati al suo lato storico, e per scelta infatti abbiamo soggiornato nella zona degli Hutong.
Che cosa sono esattamente gli Hutong? Secondo me sono l’anima di Pechino: un numero infinito (un loro vecchio detto recita “quanti i peli di un bue “, ossia più di quanti se ne possano contare) di vicoli, con le loro case a corte. Vita pura. In uno di questi vicoli c’era il nostro hotel, saggiamente scelto (almeno così credevo) appena dopo uno dei (presunti) ingressi della Città Proibita. Vista l’immensità della zona, visto che davanti c’era Piazza Tienanmen (e per ovvi motivi zero hotels) mi sono detta: mettiamoci sul retro della Città Proibita, saremo comodissimi a tutto. E invece no, troppo facile. Ho scoperto che il pied-à-terre di 32 ettari degli imperatori delle dinastie Ming ha solo una entrata: quella su Piazza Tienanmen, sotto l’enorme iconografia di Mao Tse Tung. Morale: prima rendi omaggio a Mao, e (solo!) dopo entri. E noi così ogni volta prendevamo la metropolitana (giusto per avere idea delle dimensioni) per raggiungere l’unico ingresso. Questo la dice lunga sulla mentalità un filino rigida dei nostri amici con gli occhi a mandorla…
Nella foto sei sulla Grande Muraglia? Sì! E’ stata decisamente una delle escursioni più incredibili del nostro viaggio a due in Cina, senza se e senza ma. Noi abbiamo visitato la sezione di Badaling, a 70 chilometri a nordovest della capitale, e, pur avendone percorso solo un minuscolo tratto, ci ha ispirato tanta soggezione: simbolo della dinastia Ming (sì sì, proprio quella dei famosissimi vasi),sforzo colossale, coraggiosa follia, futile espediente, ma prima di tutto una meravigliosa impresa. A Badaling la Muraglia (in cinese Changcheng) si snoda in modo suggestivo sopra i rilievi, interrotta da porte e torri di guardia; in alcuni punti è molto ripida, quindi occorrono scarpe adeguate (e sguardo fisso a terra per non inciampare, altroché). Ci sono piccoli negozietti di souvenir, dove io penso di avere acquistato uno dei gadget più pittoreschi della mia carriera di viaggiatrice: una medaglia con scritto “Ho scalato la Grande Muraglia”, nome cognome e data . Ebbene sì, è proprio quella della foto. Ce l’abbiamo ancora, è orgogliosamente appesa sopra il nostro letto (vero!) modello trofeo: sono soddisfazioni!

UN CAFFE’ A…  PECHINO.  Fine prima parte – continua.

Le tappe precedenti del viaggio con Alessia Respighi e Antonella Belsito: Las Vegas 1 e Las Vegas 2; New York 1 e New York 2; Kathmandu 1; Kathmandu 2; Istanbul 1 e Istanbul 2; Washington 1 e Washington 2; Mumbai 1 e Mumbai 2; Wadi Rum 1 e Wadi Rum 2; Martinica 1 e Martinica 2; Lanzarote 1 e Lanzarote 2; Marocco 1 e Marocco 2; Shanghai 1 e Shanghai 2.

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